Fase 2, Regioni: Italia verso la riapertura, il premier Conte vede i capi delegazione – Rai News

Coronavirus

Varie ipotesi sul tavolo, riapertura totale il 3 o il 10 giugno

Il premier a Palazzo Chigi fa il punto sulla situazione del contagio. I dati saranno illustrati dal ministro della Salute, Roberto Speranza 

Servirà ancora qualche giorno per giungere alla decisione se riaprire interamente il flusso tra le regioni, oppure se lasciare indietro alcune o ancora se rinviare la riapertura di una settimana per tutti. E mentre l’orientamento del governo sembra andare verso una responsabilizzazione nella scelta proprio delle amministrazioni regionali, dal coordinamento delle regioni, per voce del presidente Bonaccini, si puntualizza come questo compito sia appannaggio proprio del governo. 

Il monitoraggio settimanale
L’incidenza settimanale dei casi “rimane molto eterogenea nel territorio nazionale. In alcune Regioni il numero di casi è ancora elevato denotando una situazione complessa ma in fase di controllo. In altre il numero di casi è molto limitato”. Pertanto “si raccomanda cautela specialmente nel momento in cui dovesse aumentare per frequenza ed entità il movimento di persone sul territorio nazionale”. Non si registrano segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri. Emerge dal monitoraggio del Ministero della Salute. 

Conte vede i capi delegazione su riapertura Regioni
A quanto si apprende, alle 19.30 il premier Giuseppe Conte vedrà i capi delegazione delle forze di maggioranza per discutere della riapertura dei confini tra le Regioni. Stando ai rumors, sarebbero due le date in ballo, il 3 giugno o 7 giorni più avanti. Sul tavolo, inoltre, l’ipotesi di aperture differenziate. Alla riunione parteciperà anche il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia. Alla riunione, viene inoltre spiegato, prenderà parte anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, che avrà con se i dati del monitoraggio della fase 2, che vanno dal 18 al 24 maggio. Anche alla luce di questi, nel corso della riunione verrà sciolto il nodo delle riaperture.  I dati sono stati visionati proprio oggi dal ministro della Salute e verranno condivisi con i colleghi della maggioranza per assumere una decisione che dovrà arrivare entro domenica.

Il caso Lombardia
Mentre l’Italia si avvia dunque verso la riapertura del passaggio tra Regioni, con il ministro Boccia che punta i piedi: “Se si riparte, lo si fa senza distinzioni” e si scontra con il governatore sardo sul passaporto sanitario, scoppia un caso tra la Lombardia e il presidente della Fondazione Gimbe, Cartabellotta, secondo il quale i dati lombardi sarebbero stati “aggiustati” per evitare la chiusura. Parole “gravissime, offensive e soprattutto non corrispondenti al vero” per la Regione, che ha annunciato querela.

Bonaccini: “Serve ritorno alla normalità”
“Mi auguro si poss ripartire il 3 giugno, ma non lo decido io, lo stabilirà il governo, valutati i dati epidemiologici e sentito il Comitato tecnico scientifico. Oggi in Emilia Romagna i rischi di contagi sono molto bassi, non rischiamo per niente di non riaprire. Mi auguro che il 3 si possa ripartire tutti, vorrebbe dire che tutte le regioni, inclusa la Lombardia, sono ritenute a un richio basso di contagio”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna e della conferenza delle Regioni e Province autonome.

Bonetti: “Aspettiamo i dati”
“Io ho un difetto, sono una ministra, ma rimango profondamente una scienziata. Le decisioni si prendono sulla base dei dati, per cui aspettiamo di conoscerli”. Lo ha detto Elena Bonetti, ministro per le pari opportunità e la famiglia, intervenuta a “Un giorno da pecora” su Rai Radio1, rispondendo alla domanda se fosse giusto riaprire i confini regionali dal 3 giugno o se fosse meglio aspettare ancora.

Santelli: “Noi non siamo preoccupati”
“Preoccupata da lombardi in Calabria? No, anzi, gli chiedo di venire. Se verranno una volta, torneranno. Invito il sindaco Sala, mi piacerebbe, lo porterei a fare un giro delle bandiere blu calabresi”. Lo ha detto a ‘Un Giorno da Pecora’ su Rai Radio1, Jole Santelli, governatrice della Calabria. “Riaperture ad altre regioni? Noi non abbiamo problemi, aspettiamo tutti in Calabria”, ha aggiunto.

Toti: “Apriamo tutti o rimandiamo di 7 giorni”
“Riaperture? Dati sostanzialmente in linea con gli indicatori, aspettiamo confronto con Governo nelle prossime ore. Se si riapre, si riapre tutto, questo mi ha detto Boccia. Ci sono due scuole: riaprire tutto il 3 o rimandare di una settimana”. Lo ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti, a ‘Un Giorno da Pecora’ su RaiRadio1.

Nieddu: “Innanzitutto la sicurezza”
“Non abbiamo alcuna intenzione di fare passi indietro sulla sicurezza dei cittadini. La tutela della salute dei sardi, così come quella dei turisti che scelgono la nostra bellissima Isola come meta delle proprie vacanze, è e resta una priorità”. Lo dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu. “Abbiamo portato avanti una proposta concreta che ci permetta di certificare la negatività al virus per chi, dal 3 giugno, dovesse arrivare in Sardegna”.

Zaia: “No aperture a macchia di leopardo”
“Penso sia fondamentale non aprire a macchia di leopardo. Capisco la preoccupazione di qualche collega, ma spero si possa aprire tutti assieme ma anche a livello europeo. Abbiamo la necessità di aumentare gli spostamenti e le relazioni”. Così il governatore del Veneto, Luca Zaia.

Marcucci: “Apriamo tutto dal 3 giugno”
“Spero che il Governo decida per una riapertura delle Regioni dal 3 giugno. E’ l’unica decisione che può dare un po’ di respiro alle imprese turistiche e assicurare una piena ripresa del nostro sistema economico”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il capogruppo Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci. “Superata la fase più cruenta del virus, lo Stato deve scommettere un’altra volta sul senso di responsabilità degli italiani e sulle misure di prevenzione adottate da tutte le imprese e su uno sforzo eccezionale per farle rispettare”.

Brusaferro: “mobilità Regioni è la sfida più importante”
“Con la prossima settimana ci avviamo verso una sfida ancora più importante, cioé quella  della liberalizzazione della mobilità fra le regioni e a livello internazionale, che richiede una capacità ancora più attenta, ancora più precisa, di monitorare il fenomeno e di rispondere là dove si dovessero verificare piccoli focolai” di casi di nuovo Coronavirus. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.

Crimi: “Apriamo le Regioni”
“L’elemento principale deve essere quello dell’uniformità, a me non piacciono le aperture a singhiozzo, alcune sì e altre no. Non mi piace il meccanismo per cui chi viene dalla Lombardia debba essere visto come un untore o portatore di virus. La Lombardia ha sofferto, i cittadini lombardi hanno sofferto e stanno superando questo momento di crisi, quindi io credo che dal 3 giugno si debba dare la possibilità della massima apertura”. Lo ha detto a Uno Mattina su Rai1, il viceministro dell’Interno, Vito Crimi. “Ovviamente – ha aggiunto – dobbiamo ancora guardare gli ultimi dati e anche in questi giorni si sta verificando se ci siano gli estremi”. 

De Magistris: “Decide il governo”
“E’ il governo che deve decidere e se dovesse decidere che per la Lombardia non ci sono ancora le condizioni, credo sia giusto far ripartire gli altri e mantenere ancora un po’ di cautela rispetto alla circolazione dei lombardi”. E’ l’opinione del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. “Credo che nessuno, compresi i lombardi, auspichi una nuova diffusione del virus. Basta discriminazioni, rancori, frasi rivendicative o ritorsioni, perché il tema è sanitario e pertanto se il governo dirà che è tutto a posto, sarebbe un bel segnale per tutto il Paese poter ripartire insieme”. 

Masini: “Ora soluzioni razionali”
“Il braccio di ferro tra Governo e Regioni sulla ripresa degli spostamenti all’interno del territorio nazionale è insensato e dannoso”. Lo dichiara Giordano Masini della segreteria di Più Europa. “Aprire troppo presto la Lombardia e troppo tardi la Toscana o la Calabria è un rischio sia per la salute che per l’economia. Non possiamo permetterci di sbagliare ostinandoci a cercare una data buona per tutti, né di continuare a tenere nell’incertezza i cittadini e le imprese fino all’ultimo momento utile. Il Governo e le Regioni trovino soluzioni differenziate e razionalmente comprensibili nell’interesse di tutti”. 

Rossi: “Tocca al governo decidere”
“Sulle riaperture dei confini fra le regioni annunciata per il 3 giugno, tocca al Governo decidere, è il Governo che ha i dati e il potere per farlo: tuttavia dico che bisogna stare attenti, non possiamo essere frettolosi”. Lo dichiara il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, secondo cui “o si fa un provvedimento distinguendolo per regioni come Lombardia, Piemonte e Liguria che sono ancora più esposte al contagio delle altre, oppure, come sarebbe ragionevole, si aspetta un altro po’ tutti, in attesa di maggiore uniformità dei dati”. 

Sorgente articolo:
Fase 2, Regioni: Italia verso la riapertura, il premier Conte vede i capi delegazione – Rai News

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999981 Free Web Host
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999978 Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999980 Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999986 Cloud Real Time