Mobilità fra regioni, Solinas: “Passaporto sanitario cautela in più” – Il Fatto Quotidiano

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La possibile riapertura degli spostamenti tra regioni a partire dal 3 giugno continua a dividere i governatori. I due fronti restano la riapertura dei territori più colpiti dal Covid, in primis la Lombardia, e il passaporto sanitario proposto del governatore della Sardegna, Christian Solinas. “Ci sono troppe pressioni, anche sul Comitato tecnico scientifico. Se servirà, prenderemo delle contromisure. Non accetteremo forzature”, commenta l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato. Giovedì il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, ha chiarito che non ci saranno distinzioni nella ripresa della mobilità, bollando come “incostituzionale” l’idea di Solinas. Che era stato fortemente criticato dal sindaco di Milano, Beppe Sala, che aveva replicato con un “ce ne ricorderemo”. Oggi il presidente sardo risponde: “Non abbiamo chiesto nulla di impossibile. Solo una cautela in più, ai turisti che vogliamo accogliere a braccia aperte”. “Non è neppure accettabile che chi ha sottovalutato la portata della pandemia fin dall’inizio, baloccandosi in ideologici aperitivi pubblici contro la paura, assurga oggi al ruolo di censore delle cautele altrui”, scrive poi Solinas rivolto a Sala.

Non tutte le regioni però condividono la precauzione proposta dalla Sardegna. “Io sono totalmente contrario ai passaporti sanitari, sarebbero ingestibili: non si capisce chi dovrebbe farli, come, quando e in che modo. Bisogna lavorare tutti insieme, siamo un unico Paese e bisogna evitare accuse e controaccuse“, afferma, a Mattino5, il governatore della Regione Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, secondo il quale i passaporti sanitari sono “inutili e impossibili da realizzare”.

L’altra preoccupazione rimane la situazione della Lombardia, dove anche ieri sono stati registrati il 64% dei quasi 600 nuovi contagi nazionali. “Sapete quanti treni ci sono ogni giorno tra Roma e Milano? Io spero che ci sia grande scrupolo nel prendere le decisioni, vedo troppe pressioni“, dice l’assessore D’Amato in un’intervista al Messaggero. Dopo l’uscita dei dati sul contagio relativi a giovedì, il governatore lombardo Attilio Fontana si è detto comunque sicuro che dal 3 giugno anche i lombardi saranno liberi di circolare.

“Ci siamo dati un metodo – sottolinea D’Amato – si deve decidere sulla base di una serie di indicatori, sui numeri. Se le decisioni saranno prese sulla base di riscontri scientifici, non avremo nulla da eccepire. Se invece si cederà alle pressioni di tipo politico, prenderemo delle contromisure”, avverte l’assessore della giunta Zingaretti, che al Messaggero parla di pressioni “soprattutto da parte di partiti come la Lega“. Se si cederà a queste pressioni, “non dico che faremo ciò che minaccia la Sardegna, dico però che dovremo prevedere delle contromisure“, spiega D’Amato.

Sul “passaporto sanitario” proposto dalla Sardegna la Conferenza delle Regioni deciderà proprio il 3 giugno. Intanto il governatore Solinas in un intervento sul Corriere della Sera sostiene: “Non ho mai parlato di improbabili patenti di immunità”, aggiungendo che “chiediamo a chiunque voglia venire in Sardegna, da ovunque provenga, una piccola cautela in più nell’interesse di tutti: un semplice certificato che attesti al momento della partenza di non essere positivi al Covid-19″. Milanesi e lombardi “sono nostri amici”, scrive Solinas, definendo “inaccettabile che qualcuno possa cercare di innescare una sterile polemica su un’inesistente volontà di discriminazione nei loro confronti”.

Per placare le polemiche e comunicare una decisione, il governo aspetta i dati sul contagio nelle regioni che dovrebbero arrivare oggi al ministero della Salute: da quei numeri si partirà, ha spiegato Boccia, per fare “valutazioni in maniera rigorosa, laica, partendo dal presupposto che la protezione della salute e della vita è la priorità assoluta e la difesa e il rilancio dell’economia e dei posti di lavoro è la priorità delle priorità”.

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