«Il virus non esiste», «Stampiamo la nostra moneta». Slogan e vocabolario dei «gilet arancioni» di Pappalardo – Corriere della Sera

Il vocabolario

Si può cominciare dalla lettera «A» ovvero «Assemblea costituente». A Trento, il coordinatore regionale l’ha invocata per promuovere un cambio di passo della politica a livello nazionale:«Partiamo dal popolo per chiedere la fine del Governo Conte, per porre fine alla dittatura sanitaria in atto e una nuova Assemblea Costituente». E intorno a lui i militanti ribadivano «libertà, libertà». Poi si potrebbe passare alla «E» di «Elezioni». A Milano, Pappalardo è categorico: «si deve votare a ottobre ma con una nuova legge elettorale per eleggere un nuovo Parlamento». Con buona pace di quanti pensano che ci vogliano anni per una riforma di questa portata. Dalla manifestazione di Roma — dove sono stati identificate 70 persone dalle forze dell’ordine — arriva la lettera «F» di «fame». Proprio ai poliziotti schierati hanno urlato: «Abbiamo fame, ma ce l’avete voi un figlio? Non abbiamo stipendi da quattro mesi». E giù un coro di sì ed applausi. Quindi si passa alla lettera «L»: «Lira Italica». E via con Pappalardo che spiega come bisogna «stampare la nostra moneta» con l’obiettivo di «sostenere le famiglie e le imprese italiane». Immancabile a Milano la lettera «M»di «mascherine». «Il virus — dicono — non esiste, per questo non mettiamo le mascherine». Intanto in molti sono stati identificati e, probabilmente, pagheranno le conseguenze di non averle indossate o averle tenute sul mento. Da Roma si rilancia anche la lettera «T» ovvero «Troia». Spiegano i manifestanti: «È un Cavallo di Troia questo virus perché non esiste e ci stanno facendo fallire. Non so quale sia il loro disegno, vogliono rifare le regole sociali, venderci alla Cina? Vogliono confinarci e schedarci tutti». Per altri «il virus è il più grande bluff della storia organizzato della finanza mondiale». Immancabile la lettera «V» di «vaccini». Il generale Pappalardo li bolla subito come «pericolosi», tanto che bisognerebbe «impedire a chiunque di vaccinare le persone». Inno italiano e urli «libertà, libertà», con buona pace di virologi, infettivologi che sostengono esattamente il contrario e della Rete che si è scatenata contro il movimento chiedendo rispetto dei medici.

31 maggio 2020 (modifica il 31 maggio 2020 | 12:18)

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«Il virus non esiste», «Stampiamo la nostra moneta». Slogan e vocabolario dei «gilet arancioni» di Pappalardo – Corriere della Sera

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