Dopo Mattarella, Draghi: valanga di solidarietà a Meloni dopo gli insulti – L’HuffPost

ANSA

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la leader di Fdi Giorgia Meloni

La telefonata prima del Capo dello Stato Sergio Mattarella, oggi del premier Mario Draghi e poi i messaggi del Presidente del Senato Elisabetta Casellati e di quello della Camera Roberto Fico. É una valanga di solidarietà quella che ha sostenuto la leader di Fdi Giorgia Meloni, che un professore universitario in radio prima ha definito “ortolana e pesciaiola” per poi andare giù sempre più duro: “Rana dalla bocca larga, vacca, scrofa”.

Lui è lo storico Giovanni Gozzini, docente all’Università di Siena, poi pentito (“Sono a porgere le mie scuse a tutti quanti, a Giorgia Meloni per prima”, ha detto quando ormai era tardi, prima di chiudersi nel silenzio). Alla leader di Fdi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, hanno voluto esprimerle personalmente la loro solidarietà. Prima che si definisse la portata della vicenda, le prese di posizione sono arrivate soprattutto dal centrodestra. Dal centrosinistra le prime parole di vicinanza alla leader di Fdi sono state ieri quelle del tesoriere Pd, Walter Verini. Ma la diga vera e propria delle dichiarazioni bipartisan si è aperta più tardi, dopo il colloquio fra Mattarella e Giorgia Meloni. “Gesto che ho “molto apprezzato”, ha commentato la leader di Fdi che oggi ha parlato con Draghi: “Lo ringrazio, gliene sono grata. Mi auguro che questo brutto episodio sia utile a difendere uno dei pilastri della democrazia: il rispetto”.

Nel corso della giornata, a Giorgia Meloni è arrivata dunque la solidarietà di istituzioni ed esponenti di tutti i partiti. Il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha parlato di “inaccettabile violenza verbale”, e il presidente della Camera, Roberto Fico, di “insulti intollerabili”. E poi, a cascata, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “Non si scherza con odio e violenza”. Il deputato di Leu Nicola Fratoianni: “Con le parole di odio, di sessismo e con gli insulti non si fa lotta politica”. E l’Anpi: “L’Italia democratica non può tollerare da parte di chiunque il linguaggio dell’odio”. Contro le parole del professore Gozzini anche Donatella Conzatti e a Luciano Nobili di Italia Viva, Emma Bonino di Più Europa, la sindaca di Roma Virginia Raggi, e un lungo elenco di esponenti di ogni schieramento. “Altro che scuse, questo ‘professore’ merita il licenziamento”, ha detto Matteo Salvini. E Silvio Berlusconi: “Forza Giorgia siamo cone te”. Il compagno di Giorgia Meloni, Andrea Giambruno, giornalista di Tgcom 24, si è ritrovato a dare la notizia da studio: “Commenti misogini, indegni e vergognosi”, ha condannato.

Ai fiorentini, l’uscita di Gozzini ha fatto tornare alla mente un episodio di tanti anni fa. Era il 2008. Dalle onde della stessa emittente, il professore, che all’epoca era assessore alla Cultura a Firenze, si lasciò sfuggire un’altra frase lontana dai toni dell’eleganza: invitò gli allora presidenti della Fiorentina, Diego e Andrea Della Valle, a trasformare il loro progetto per un nuovo stadio in “un rotolino” e poi a “ficcarselo su per la tromba del cosiddetto”.
Anche quella volta Gozzini chiese scusa, ma dovette rassegnare le dimissioni dalla giunta guidata da Leonardo Domenici. Gozzini potrebbe pagare anche questa nuova uscita.

Il dipartimento dell’Università di Siena di cui fa parte ha definito le sue parole “gravi e inaccettabili”. Mentre il rettore, Francesco Frati, ha annunciato: “Nelle prossime ore mi confronterò con l’ufficio legale e poi trasmetterò gli atti al collegio di disciplina dell’Ateneo”. Il vicepresidente del Senato, Ignazio la Russa (Fdi), ha allargato il tiro: “Non si hanno notizie dell’altro soggetto della performance, il signor Van Straten”, anche lui ospite della trasmissione ‘incriminata’, “ex cda Rai, che si è eclissato dopo aver anch’egli lanciato il sasso”.

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