Clara Ceccarelli, uccisa a Genova: «Suo figlio ha la mente di un bimbo» – Corriere della Sera

Il papà di Clara Ceccarelli, uccisa venerdì sera dal suo ex con più di trenta coltellate nel suo negozio in centro a Genova, è un uomo esile di corporatura e solido nei pensieri. Lei aveva 69 anni, lui ne ha 84 anni e si chiama Sergio. In piedi in cucina, premette: «Mia figlia non mi raccontava tutto di quello che le stava accadendo. Credo lo facesse per proteggermi, sapeva che da subito ero stato contrario a quella relazione. Ma quando una donna è innamorata non ascolta nessuno e lo stesso vale per un uomo. Si erano conosciuti 12 anni fa e io le dissi chiaro che quel Renato non mi piaceva. “Guarda che mi hanno detto che ha un brutto vizio, quello del gioco…”. Lei però stava bene con lui, almeno all’inizio». Sergio ha sempre lavorato al porto, in una ditta di import/export. «Facevo lo spedizioniere, è stato il mio mestiere per tutta la vita».

Venerdì, come ogni giorno, ha pranzato con Clara a casa. «C’era suo figlio Marco, il mio nipote adorato. A tavola abbiamo parlato di tutto e di niente, come in una famiglia qualunque. Lei è uscita quando il suo commesso ha citofonato per dirle che staccava. Il negozio in via Colombo è a due passi, ci andava a piedi». L’appartamento in cui Sergio ha sempre abitato con Clara, con il nipote «e con mia moglie, morta nel 2011», non è lontano dalla stazione di Brignole. Da un’ampia finestra entra un sole primaverile. A un tratto l’uomo smette di parlare, beve acqua. Siede e ricomincia: «Venerdì mi hanno telefonato degli amici verso le venti e trenta. L’hanno presa alla larga, volevano addolcire la pillola. Poi non so come ho trovato la forza e le parole per spiegare a Marco che la mamma non c’era più: lui è un uomo buono di quarant’anni, la sua mente però è quella di un bimbo. In questo momento non è in casa, sta con un tutore, altrimenti non avrei fatto salire nessuno e non sarei qui a parlare…».

Renato Scapusi — l’artigiano disoccupato arrestato dalla Mobile per il femminicidio, un divorzio da giovane — si è rivelato uno stalker quando «Clara, vedova dopo che suo marito vent’anni fa morì per un brutto male, decise di troncare la storia dandogli il benservito. Da allora sono passati dodici mesi. Aveva capito che non era una persona valida. Gli aveva detto di andarsene, di non farsi più vedere, anzi glielo aveva stradetto. Ma era come parlare a un sordo… Subito dopo lui cominciò con i dispetti, l’orina sulla saracinesca, l’auto rigata, la serratura della portiera rotta. Suonava spesso al portone, io non gli aprivo perché sapevo che era lui. Le telefonava di continuo, mattina e sera: allo squillo Clara rispondeva e se era lui riappendeva. Se è stata picchiata? No, questo no. Quanto alla denuncia, ne aveva parlato, ma credo che non fu una denuncia vera e propria. Deve comunque avere fatto qualche cosa. Ma ripeto: su questo fronte mia figlia non mi raccontava tutto».

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Sergio si ferma ancora un istante. Riprende e sembra che si voglia convincere di ciò che dice: «Era coraggiosa nella vita e credo non avesse paura. Non penso si aspettasse ciò che è accaduto. Si aspettava solo quei dispetti… Se avessimo pensato a qualcosa di diverso sarei stato ancora di più con lei, l’avrei accompagnata al negozio più spesso anche se attraverso un momento di salute non felice e faccio fatica a camminare. Quando potevo, magari con certe belle giornate con il sole, scendevamo sino a via Colombo. Era lei a tenermi per il braccio, passeggiando lentamente. Io poi mi sedevo sulla panchina di fronte al negozio e aspettavo che finisse. So che l’8 marzo sarà tutta dipinta di rosso, è un modo importante di ricordarla anche se di mia figlia mi manca letteralmente tutto».

22 febbraio 2021 (modifica il 22 febbraio 2021 | 07:20)

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Clara Ceccarelli, uccisa a Genova: «Suo figlio ha la mente di un bimbo» – Corriere della Sera

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