“Clara si era pagata il funerale prima di essere uccisa”: allarme femminicidi, dopo il lockdown quasi uno al giorno – Today.it

Redazione 20 febbraio 2021 19:30

Donne uccise dagli uomini, se ne contano quasi una al giorno. Ieri sera nel suo negozio in pieno centro a Genova una donna è stata uccisa con 30 coltellate dall’ex compagno, e tutti sapevano che la perseguitava. Clara Ceccarelli due settimane fa, secondo quanto raccontato dal commesso che ogni tanto la aiutava nel suo negozio di patofole, la donna si era pagata il funerale per evitare di pesare sull’anziano padre e sul figlio disabile.

Un presagio quello riferito dall’Ansa quasi confermato dall’ammissione di Renato Scapusi, il suo ex compagno di 59 anni, disoccupato e ludopatico. “Sono andato nel negozio e abbiamo iniziato a discutere. Volevo tornare insieme ma lei non voleva e così l’ho colpita”, ha detto agli investigatori della polizia. Era arrivato in negozio con un coltello che poi ha buttato mentre scappava.

L’amica di Clara Ceccarelli: “L’ex gliene combinava di tutti i colori”

Il giorno prima un’altra donna era stata trovata morta nella sua casa a Pavia, e per tre giorni il suo ex compagno è rimasto in quella casa con il cadavere della vittima sul pavimento del bagno; lo stesso giorno un’altra donna era stata uccisa a Vicenza dal marito, che poi si è suicidato. Donne uccise per strada, in pieno giorno, come a Minervino di Lecce e a San Giuliano Milanese. A Faenza, secondo gli investigatori, ad uccidere, con una coltellata alla gola, è stato un sicario per conto dell`ex marito. Sono solo alcuni casi di femminicidio dell’ultimo mese di febbraio. E non è un mese che fa eccezione. L’Istat lo ha evidenziato a chiari numeri: i femminicidi sono aumentati e lo hanno fatto soprattutto durante il lockdown.

Nei primi 6 mesi del 2020 il numero dei femminicidi era pari al 45% del totale degli omicidi, contro il 35% dei primi sei mesi del 2019: hanno raggiunto il 50% durante il lockdown, a marzo e aprile 2020. Le donne sono state tra le mura domestiche, nel loro ambito affettivo/familiare (90% nel primo semestre 2020); a colpire partner o ex partner (61%). Anche i numeri dell’ultimo rapporto del Servizio analisi criminale della polizia sono all’evidenza di tutti: a febbraio, maggio e ottobre 2020 il 100% delle donne vittime di omicidio sono state uccise in ambito familiare-affettivo, a casa, in famiglia, da chi amavano o avevano amato, da chi credevano di essere amate o di essere state amate.

“Tre femminicidi in due giorni, sette in 10 giorni” scandisce Antonella Veltri, presidente di D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, la più grande associazione nazionale che si occupa di violenza contro le donne. “Lo sapevamo che questa situazione e il lockdown avrebbero portato ad una esasperazione in termini quantitativi e qualitativi del fenomeno della violenza contro le donne. Lo avevamo annunciato già nei mesi aprile marzo e aprile del 2020. Lo sappiamo dalle statistiche Istat ma anche dai dati della nostra rete D.i.Re che la violenza è tra le mura di casa. Per questo abbiamo anche lanciato una campagna mediatica per dire alle donne ‘rivolgetevi a centri antiviolenza per chiedere aiuto”.

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