Covid, a Brescia boom di contagi. “Grande preoccupazione, anche Bergamo ha paura” – IL GIORNO

Brescia, 22 febbraio 2021 – Il Coronavirus torna a colpire duro nel Bresciano. La provincia è la seconda più flagellata in Italia per nuovi contagi – peggio di Milano, e dietro solo a Roma – con 707 nuovi casi nelle ultime 24 ore, 3.857 nell’ultima settimana (mai così tanti dal picco di novembre) con una media di 552 casi al giorno, in crescita del 2,4% sui sette giorni e del 9,8% sui sette giorni precedenti. 

Anche la situazione negli ospedali non è delle migliori: i posti letto per pazienti Covid si sono esauriti, e alcuni degenti residenti in provincia sono stati trasferiti in altre strutture della Lombardia. “Poco prima di Natale eravamo scesi sotto quota 200 pazienti Covid complessivamente ricoverati. Da inizio anno molto lentamente abbiamo visto una ripresa e siamo arrivati a oltre 280 ospedalizzati, con una proporzione del 10% in Terapia intensiva, quindi una percentuale di pazienti più gravi che resta stabile. Il lento e costante aumento sul fronte ospedaliero ha coinciso anche con un gran numero di asintomatici intercettati ai tamponi, che abbiamo visto crescere giorno per giorno. Tutto questo ci fa dire che dal nostro punto di vista la malattia non sembra essere cambiata. Per l’ospedale non c’è allarme, ma i numeri cominciano a diventare significativi. Questa curva di contagi costringe a una grande serietà da parte di tutti, dentro e fuori dagli ospedali”, ha spiegato il direttore generale dell’Asst Spedali Civili, Massimo Lombardo.

“Rimane il fatto che il virus c’è, la variante inglese è presente e dà segno di sé soprattutto sul territorio – ha sottolineato il Dg all’Adnkronos Salute – Noi stiamo vaccinando il più possibile, tutto quel che arriva lo somministriamo, ma ci vorrà tempo prima di vedere modifiche alla curva dei contagi per effetto della vaccinazione. Quindi resta fortissimo il richiamo all’importanza delle precauzioni, delle misure anti-contagio (mascherina, distanziamento, igiene delle mani). So che c’è stanchezza, ma servono”. Anche perché i contagi sono in crescita. “Noi lo vediamo dalla quota
di positivi che viene rilevata dal nostro maxi centro, che fa in totale 1.100-1.200 tamponi tutti i giorni in modalità drive through (in via Morelli). Gli Spedali Civili sono un grande ospedale, che ha la sua resilienza e capacità di assorbire sia i pazienti Covid che i non Covid”.

Focolai e variane inglese

Proprio nel Bresciano, nei giorni scorsi,  sono esplosi due dei principali focolai di variante inglese: il primo è stato individuato a Corzano all’inizio di febbraio mentre il secondo è stato trovato a Castrezzato, area che da mercoledì è stata dichiarata – insieme ad altri tre comuni lombardi – zona rossa. In entrambi i comuni si è proceduto immediatamente alla chiusura delle scuole.

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Il sindaco di Brescia: “Non so se siamo da zona rossa…”

“Il contagio non si è fermato, anzi sta incrementandosi – ha scritto su Facebook, il primo cittadino di Brescia Emilio Del Bono – Abbiamo ancora alcuni mesi difficili prima che l’auspicata vaccinazione di massa prenda il ritmo e la dimensione che tutti vorremmo.Purtroppo non possiamo abbassare l’attenzione”. Poi, oggi, ha fatto sapere di aver sentito il governatore della Lombardia, Attilio Fontana: “Il presidente mi ha informato che il Cts nazionale fa le sue valutazioni in ordine ai dati che la Regione trasmette” e a Brescia “il virus circola, ci sono elementi critici che sono al vaglio del Cts”. Al momento, “non siamo arrivati a nessun altra valutazione, non spetta a noi dire se siamo da zona rossa, gialla, arancione. I provvedimenti spettano al Ministro o, in seguito, alla Regione”. Del Bono ha aggiunto: “Sarei per arginare il flusso di gente il sabato pomeriggio in centro città. Se resterà la zona gialla valuterò di limitare la vendita di alcolici nel centro città dopo quanto visto negli ultimi fine settimana, sabato soprattutto”.

Il vescovo di Brescia: “Responsabilità in attesa del vaccino”

”Siamo preoccupati, inutile nasconderlo. Ci stiamo chiedendo perché abbiamo questi numeri in un momento in cui tutti sentiamo il bisogno di tornare a una vita normale. A causa delle varianti e al numero di contagi che comportano ci troviamo ad affrontare questa situazione”. E’ quanto ha affermato il monsignor Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia, contattato dall’Adnkronos sull’impennata di contagi di Covid registrati in provincia di Brescia. ”Mi stupisce che i contagi siano così alti dopo la dura esperienza della prima ondata. Brescia non ha abbassato la guardia”, ha continuato. In città “c’è tanta stanchezza, il desiderio di respirare e di tornare a vivere la socialità – ha spiegato il vescovo – ma ora occorre stringere ancora di più i denti in attesa dei vaccini”. Intanto ”mi appello al senso di responsabilità e all’autodisciplina di tutti. Ognuno si ricordi che i suoi comportamenti hanno effetti sociali. Ci si aiuti ad esercitare il senso di responsabilità”, ha sottolineato il vescovo. Monsignor Tremolada preferisce non esprimersi sulla necessità di una zona rossa nel Bresciano, ma, ha detto, ”occorre bilanciare la situazione e i rischi”.

L’ex pilota Agostini: “Grande preoccupazione a Brescia e Bergamo”

“A Brescia si respira grande preoccupazione, i contagi salgono e scendono, non si sa più cosa fare. Io adesso vivo a Bergamo e la situazione è la stessa, è stressante per tutti dopo un anno così”, ha detto all’Adnkronos l’ex pilota di motociclismo vincitore in carriera di 15 titoli mondiali, Giacomo Agostini, parlando della situazione legata al coronavirus nel bresciano, sua terra d’orogine. “Fortunatamente rispetto a un anno fa i medici ne sanno di più sul Covid e noi, come popolazione, ci stiamo anche abituando un po’ a questa situazione. Dobbiamo aver pazienza e aspettare di venirne fuori. Speriamo nel vaccino, come tutti aspetterò anch’io il mio turno”, ha concluso l’ex pilota bresciano.

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