Draghi e il primo cdm. Gelmini e Franceschini sui lockdown: ora più facili – Il Foglio

Il debutto operativo del governo

L’ironia dei reduci di Conte: “E’ stato tutto molto burocratico”. L’asse Pd-Forza Italia in vista di restrizioni territoriali: “I sindaci saranno più liberi di prendere provvedimenti”

Redazione

La riunione in novanta minuti, di  mattina, senza dirette social né conferenza stampa per informare sui nuovi provvedimenti anti-Covid

Novanta minuti. Precisi: dalle 9.57 alle 11.27. Il primo consiglio dei ministri operativo di Mario Draghi va in scena di prima mattina e senza ” il favore delle tenebre”, come veniva rimproverato all’esecutivo di Conte, che aveva abituato l’Italia a decisioni notturne, seguite da altrettante dirette Facebook dell’allora premier dopo cena. Ora si cambia.

“E’ stato tutto molto burocratico”, confessa un ministro reduce del passato esecutivo. A margine della seduta non è mancata qualche battuta, come quella del ministro della Salute Roberto Speranza che, davanti all’ipotesi dei nuovi ministri di dare più poteri ai sindaci per le restrizioni e le zone rosse locali, ha commentato: “Erano facoltà già previste dai precedenti provvedimenti, anche se ora sono arrivati quelli bravi”. Proprio su questo punto – il via libera per i sindaci a lockdown territoriali, Dario Franceschini e Mariastella Gelmini si sono trovati d’accordo su un punto: “Adesso sarà più facile intervenire perché gli amministratori e i governatori non avranno più il rischio di sentirsi contestati dalle opposizioni. Questo d’altronde è il governo di tutti dentro”. 

E’ stato dunque il primo consiglio dei ministri di Draghi. Che non sarà accompagnato da una diretta sui social né da una conferenza stampa. “Tra poco arriverà il comunicato stampa”, hanno informato da Palazzo Chigi appena terminata la seduta.

Di fatto è stato introdotto lo stop agli spostamenti in zona rossa verso abitazioni private. Il  nuovo decreto legge Covid proroga al 27 marzo le limitazioni agli spostamenti. Resta nelle zone gialle e arancioni la possibilità, una sola volta al giorno, di spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le 22, in massimo due persone, con i figli minori di 14 anni. Questa possibilità non varrà più nelle aree rosse. 

Per quanto riguarda le nomine, nulla di nuovo sui sottosegretari, pratica che evidentemente ha ancora bisogno di tempo. Al contrario il consiglio dei ministri ha nominato il generale Pietro Serino nuovo capo di stato maggiore dell’Esercito.  

Appena terminata la riunione di governo è entrato a Palazzo Chigi Agostino Miozzo, atteso dal segretario generale Roberto Chieppa. Il coordinatore del Cts all’uscita ha detto due cose: ha ribadito l’importanza della divisioni dell’Italia in fasce e allo stesso tempo ha aperto alla possibilità che la comunicazione della parte scientifica che riguarda il Coronavirus d’ora in poi sia gestita in maniera migliore, senza fughe in avanti e magari con solo una voce. 

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