Mario Draghi rispolvera la “politica dei due forni”: è la fine della cabina di regia – ilGiornale.it

La cabina di regina è stato uno dei leitmotiv dell’ultimo anno di Giuseppe Conte. Potrebbe però essere accantonato nel cassetto dei ricordi con il nuovo corso di Mario Draghi. Come ha rivelato Marco Antonellis in un articolo su Tpi.it, infatti, “sarà Mario Draghi a farsi ‘sentire’ e ad incontrare, se sarà necessario, i leader dei partiti che compongono la maggioranza di governo per chiarire le cose ove ce ne fosse bisogno“. Questo pare riferiscano dall’entourage del neo presidente del Consiglio, che ha deciso di prendere in mano il pallino decisionale per evitare scontri tra i tanti partiti che compongono la maggioranza di governo.

Mario Draghi vuole portare l’Italia fuori dalla crisi economica e sanitaria e per farlo ha bisogno di non avere distrazioni. Dovrà prendere decisioni importanti, spesso non universalmente condivise dai partiti, pertanto vuole mettere i paletti, prendendosi la piena responsabilità decisionale. Secondo Marco Antonellis questo potrebbe essere anche un modo “per ‘intimidire’ leader e leaderini che volessero alzare troppo la voce“. Il vento a Palazzo Chigi è cambiato e lo dimostra il nuovo approccio di Mario Draghi, più pragmatico e istituzionale, lontano dai clamori ai quali Giuseppe Conte ha abituato negli ultimi due anni. Il nuovo presidente del Consiglio non sarà un uomo solo al comando e si è circondato di esperti di alto rango al di là del Consiglio dei ministri, per gestire al meglio la situazione. “Mario Draghi non ha esperienza politica diretta, però conosce perfettamente il sottobosco capitolino e sa benissimo a quali rischi va incontro“, scrive Antonellis nel suo articolo, riportando le parole di chi ha avuto modo di incrociare il nuovo premier.

Il governo di larghe intese è stata una strategia di andreottiana memoria: in accordo con Sergio Mattarella, infatti, Mario Draghi avrebbe deciso di attuale la cosiddetta “politica dei due forni“. Marco Antonellis la spiega molto bene: “Per acquistare il pane, cioè per fare la politica più congeniale ai propri interessi si servirà di volta in volta di uno dei due forni a disposizione, quello di centrodestra o quello di centrosinistra“. Così si spiegherebbe la variegata maggioranza che Draghi ha chiamato a sé, dove sono presenti tutti i partiti eccezion fatta per Fratelli d’Italia, unica opposizione in un governo di larghissime intese. La presenza della Lega di Matteo Salvini insieme al M5S e al Pd concede al presidente del Consiglio spazi di manovra molto ampi.

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