Nuovo Dpcm, oggi si decide: quando entra in vigore e novità previste – Money.it

Oggi il primo Consiglio dei ministri del nuovo Governo Draghi metterà nero su bianco con un decreto-legge la proroga del divieto di spostamento tra regioni fino al 27 marzo e inizierà a lavorare sul pacchetto di misure in vigore dal 6 marzo, ovvero alla scadenza dell’attuale Dpcm.

Non è ancora chiaro anche questo esecutivo opterà per la strada dei Dpcm tracciata da Conte o li abbandonerà del tutto (ipotesi molto probabile); intanto la strategia messa a punto dal nuovo governo per contrastare l’aumento dei contagi e l’avanzata delle varianti (al momento ce ne sono 5 in Italia, con l’inglese che punta a diventare il ceppo prevalente entro la primavera) prevede la conferma della suddivisione in fasce di colore ma con una possibile revisione dei parametri per passare da una zona all’altra, e che alle misure sanitarie si affiancheranno quelle economiche dei ristori immediati per le attività più in crisi.

Spostamenti, coprifuoco, riaperture serali di bar e ristoranti, cinema, teatri e palestre: sono diverse le questioni che dovrà affrontare l’atteso decreto-legge o Dpcm. Ecco quando potrebbe arrivare e le novità previste.

Nuovo Dpcm ci sarà? Quando entra in vigore

Fino al 5 marzo resta in vigore il Dpcm 14 gennaio, poi si attende un nuovo pacchetto di misure. “Il documento unitario con le proposte delle Regioni sarà portato domani in Consiglio dei ministri dalla ministra Gelmini, che ringrazio per averci convocato già questa sera assieme al ministro Speranza” ha detto il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini al termine dell’incontro governo-Regioni. “Proposte che nei prossimi giorni saranno discusse tra governo e regioni in vista del nuovo Dpcm ai primi di marzo”.

Per il momento il governo Draghi avrebbe scelto la strada del decreto legge, in quanto più collegiale rispetto al Dpcm – che ha sì il vantaggio dell’emanazione immediata, ma è un atto “unilaterale” in mano al premier senza coinvolgimento del Cdm.

Spostamenti tra regioni

Il Cdm che si riunisce lunedì 22 febbraio firmerà il nuovo decreto-covid con cui si stabilisce il divieto di spostarsi tra regioni, a prescindere dal colore, fino al 27 marzo, ossia 30 giorni dopo l’attuale proroga fissata al 25 febbraio. Dovrebbe essere confermata anche la regola delle visite ad amici e parenti in massimo 2 persone, minori e non autosufficienti esclusi.

Nuove regole per il cambio colore

Le Regioni hanno detto no alla proposta di far diventare l’Italia una mega zona arancione, e chiesto di modificare e semplificare il sistema della suddivisione in 3 colori, rivedendo i 21 parametri per la classificazione. Le zone rosse, arancioni e gialle resteranno, ma a livello provinciale e comunale.

Riapertura delle attività

Nel documento approvato dalle Regioni e trasmesso al governo si chiede che la nuova classificazione dei territori in base all’indice di rischio sia legata alla possibilità per ristoranti, palestre e piscine di riaprire. Ciò significa che nei territori con indice più basso si dovrebbe valutare la riapertura – con protocolli aggiornati – di alcune attività chiuse da mesi.

Musei, cinema e teatri

Per la riapertura di teatri, cinema e musei, il ministro alla Cultura Dario Franceschini ha chiesto al Cts un incontro urgente per discutere delle misure di sicurezza che sta mettendo a punto coi suoi. Tra queste, i biglietti nominativi, la tracciabilità delle persone e l’obbligo della mascherina FFP2.

Palestre e piscine

Al momento la linea annunciata dalla squadra di Draghi è quella del rigore assoluto: si va quindi verso la conferma della chiusura di palestre e piscine, che al momento possono riaprire solo in zona bianca. Il governo è chiamato ad analizzare il documento validato dal Comitato Tecnico Scientifico con cui si dà il via libera alla riapertura degli impianti sportivi al chiuso nelle zone gialle e arancioni nel rispetto di una serie di regole.

Ristoranti e bar aperti la sera

Il Cts ha già detto no alla riapertura dei ristoranti la sera in zona gialla richiesta dalla Lombardia, in quanto l’allentamento delle maglie rappresenterebbe un grave rischio data la circolazione ancora massiccia del virus, ma adesso la palla passa in mano al Cdm di oggi: saranno Mario Draghi insieme a Gelmini e Speranza a decidere se e fino a quando prorogare il coprifuoco per i ristoranti.

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