Scuola, via ai vaccini. Gli insegnanti dirottati verso i medici di base – La Repubblica

BOLOGNA. Al via oggi le prenotazioni dei vaccini per insegnanti e personale scolastico, tra mille intoppi. Delle iniezioni si occuperanno i medici di base, su cui sono stati ” dirottati” anche i 1.350 professori che si erano prenotati “a tempo di record” la settimana scorsa, quando era arrivato dall’Ausl di Bologna un link per l’appuntamento. Speravano di ricevere la prima dose lo scorso 13 febbraio, invece riceveranno un sms con cui gli si dice di «rivolgersi al proprio medico di base». A questo punto non resta che rimettersi in coda, chiedendo al proprio medico di essere vaccinati.

«Per la precisione, da oggi si potrà dare al proprio medico la disponibilità a ricevere il vaccino – spiega Fabio Maria Vespa, segretario regionale della Federazione regionale medici di base – poi dovremo ricevere le dosi e infine organizzare una seduta per 10 persone, perché tante sono le dosi contenute in ogni fiala AstraZeneca che devono essere usate in 48 ore». Dopo si penserà al richiamo, per cui devono passare, per questo vaccino, dalle 10 alle 12 settimane. I primi vaccinati, in pratica, riceveranno la seconda dose a metà maggio. In molti però rischiano di essere immunizzati a cavallo della fine della scuola, anche se già la prima dose garantisce una prima protezione dal virus.

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L’obiettivo adesso è vaccinare l’ 80% del personale scolastico: tra insegnanti, bidelli, amministrativi e collaboratori a vario titolo in provincia di Bologna si parla di 20 mila persone. Ad ognuno dei 3 mila medici della regione verranno date 2 fiale di siero, ognuna servirà per preparare 10 dosi. « In questo momento abbiamo 15.400 dosi AstraZeneca – spiega il direttore dell’Ausl, Paolo Bordon – per le scuole quindi la copertura c’è. Per i disabili penso che alla fine useremo il siero Moderna, per una questione legata alle varie patologie che di solito una persona disabile presenta».

I medici di base possono vantare un buon risultato sulle campagna delle vaccinazioni anti- influenzali. « Avremo forse un po’ di farraginosità nella fase di partenza – dice Vespa – ma se in regione abbiamo fatto 1,3 milioni di vaccini anti-influenzali in 50 giorni, credo che abbiamo tutte le competenze per farcela. Dopo la prima fase ci prenderemo la mano. Nessuno ha interesse a tenere i vaccini in frigo ». Mentre il vaccino anti-influenzale era infatti un farmaco tutto sommato disponibile, il vaccino anti-Covid è preziosissimo e gli studi dei medici di base non hanno particolari sistemi di sicurezza.

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Oggi intanto partono anche le vaccinazioni per i disabili, con priorità alle residenze e ai centri diurni, oltre che alle persone seguite a domicilio. Per quanto riguarda Bologna, ci sarà in giornata una riunione dei distretti, da domani si partirà con una struttura. «Sulle residenze per disabili la preparazione è complicata – spiega Lorenzo Roti dell’Ausl – perché non hanno medici di struttura e quindi la raccolta di informazioni anamnestiche è in carico ai nostri operatori». L’Ausl quindi si occuperà direttamente di questa categoria, come di quella che verrà presa in carico subito dopo, le forze dell’ordine. Dal primo marzo potranno poi prenotare il vaccino gli anziani nati tra il 1937 e il 1941.

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