Arrestato a Torino il boss che si cucì la bocca al maxiprocesso istruito da Falcone – La Stampa

TORINO. «Mi dica come mi devo difendere. Perché l’unico modo per farlo è la bocca, ma a questa bocca non crede nessuno». L’avevamo lasciato lì Salvatore Turi Ercolano, nell’aula bunker del maxiprocesso contro Cosa Nostra istruito da Giovanni Falcone Paolo Borsellino il 21 maggio del 1986. Si era cucito le labbra con ago e filo per «protestare» contro i pentiti.

Da allora a ieri, solo una comparsata – interpretata da un attore – in un frame della pellicola di Marco Bellocchio, «Il Traditore» incentrato sulla figura di Tommaso Buscetta, il più famoso collaboratore di giustizia della storia della lotta alla mafia in Italia,  che svelò a Falcone la cupola di Cosa Nostra.

Quarantaquattro anni dopo, il cugino del sanguinario boss Nitto Santapaola, è stato arrestato a Torino dai carabinieri del nucleo investigativo a Torino. Ha 71 anni, niente carcere, ma arresti domiciliari sì. Aveva diverse pistole in casa. Non gli erano bastati 38 anni di carcere per chiudere la porta al crimine.  

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Arrestato a Torino il boss che si cucì la bocca al maxiprocesso istruito da Falcone – La Stampa

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