Coronavirus, svolta vaccini: il governo chiama l’industria per produrre in Italia – Il Sole 24 ORE

Serviziodraghi cambia linea

Il Governo Draghi alza il tiro sul nodo dei vaccini anti-Covid e punta sulla possibilità di una produzione diretta in Italia: pressing per individuare siti nazionali, possibili incentivi a chi riconverte. Il ministro Giorgetti vedrà giovedì Farmindustria. Nasce il gabinetto Covid e Arcuri sarà ridimensionato

di Barbara Fiammeri e Carmine Fotina

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Il Governo Draghi alza il tiro sul nodo dei vaccini anti-Covid e punta sulla possibilità di una produzione diretta in Italia: pressing per individuare siti nazionali, possibili incentivi a chi riconverte. Il ministro Giorgetti vedrà giovedì Farmindustria. Nasce il gabinetto Covid e Arcuri sarà ridimensionato


3′ di lettura

All’ordine del giorno c’era il decreto per prorogare il divieto di spostamento tra Regioni al 27 marzo ma l’attenzione ancora una volta si è concentrata anche sulla campagna vaccinale. Mario Draghi lo ha ripetuto ai ministri seduti attorno al tavolo per il primo Consiglio dedicato al Covid. Un dossier aperto con ancora molti punti interrogativi.
Il premier ha insistito sulla necessità di aumentare la produzione anche attraverso un impegno diretto dell’industria farmaceutica in Italia. Ma affinché si realizzi in tempo utile, occorre garantire contemporaneamente un’accelerazione nelle approvazioni da parte dell’Ema che deve dare il via libera anche su stabilimenti e macchinari. Draghi ha anticipato che se ne occuperà personalmente.

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La telefonata a Merkel

Il presidente del Consiglio ne ha parlato anche al telefono con la cancelliera tedesca Angela Merkel in vista del Consiglio europeo di giovedì 25 febbraio e venerdì 26 febbraio che dovrebbe licenziare il nuovo progetto europeo per la campagna di vaccinazione. L’obiettivo è arrivare a una stretta collaborazione tra Paesi in modo da aumentare il numero delle vaccinazioni e anticipare i tempi della ripresa. Lotta al Covid e rilancio economico vanno infatti di pari passo.

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Giorgetti chiama Farmindustria

Nel frattempo spetterà al ministro dello Sviluppo verificare quanto e soprattutto cosa si possa produrre in Italia. Giancarlo Giorgetti giovedì 25 febbraio vedrà Farmindustria per entrare nel merito e capire se ci sono le condizioni per produrre i vaccini oppure per limitarsi al cosiddetto infialamento delle dosi da somministrare.

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Iniziativa dunque passata al ministero, in nome delle competenze di settore, mentre finora era stato il commissario Domenico Arcuri a coordinare anche aspetti industriali dell’emergenza ad esempio per la produzione di mascherine.
Sempre Giorgetti lo stesso giorno parteciperà al Consiglio Ue per la competitività aperto dal commissario al Mercato interno Thierry Breton che guiderà la task force europea sui vaccini.

Gabinetto di guerra anti Covid

Anche in Italia Draghi ha costituito un “gabinetto di guerra” anti Covid presieduto dallo stesso premier e dove sono rappresentati tutti i partiti della maggioranza: Giorgetti per la Lega, i ministri di Salute e Affari regionali, Speranza (Leu) e Gelmini (Fi), e i colleghi dei Beni culturali e dell’Agricoltura, Franceschini (Pd) e Patuanelli (M5s). Da una riunione svolta sabato 20 febbraio è partita l’iniziativa di Giorgetti che va inquadrata nel nuovo contesto europeo.

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