Il governo accelera sul nuovo decreto. Il Cts a Draghi: serve prudenza, tenere ancora chiuse … – Il Sole 24 ORE

emergenza covid

Domani comunicazione del ministro della Salute alla Camera. Salvini da Draghi: «Abbiamo parlato di riaperture». La richiesta delle Regioni: «Aprire ristoranti a cena dove si può». Il ministro Patuanelli: protocollo con Cts per la ripartenza della ristorazione

Ristoranti aperti di sera, Bonaccini: “Proposta Salvini ragionevole”

Domani comunicazione del ministro della Salute alla Camera. Salvini da Draghi: «Abbiamo parlato di riaperture». La richiesta delle Regioni: «Aprire ristoranti a cena dove si può». Il ministro Patuanelli: protocollo con Cts per la ripartenza della ristorazione


3′ di lettura

Fronteggiare le varianti Covid intensificando le vaccinazioni e dare sostegno all’economia: sono i i due assi su cui si muove il presidente del Consiglio Mario Draghi chiamato con il suo governo a decidere le misure da adottare alla scadenza del Dpcm lasciato in eredità dal suo predecessore Giuseppe Conte, alla data cruciale del 5 marzo. L’intenzione sarebbe quella di varare il provvedimento con largo anticipo, già nei prossimi giorni. Per questo il premier ha convocato per le 19 una riunione del premier con i ministri alla quale prenderanno parte anche gli esperti Silvio Brusaferro, Agostino Miozzo e Franco Locatelli. Domani il ministro della salute Roberto Speranza svolgerà in Parlamento le sue comunicazioni per una interlocuzione tra governo e Camere sul provvedimento.

Cts: indicazioni non cambiano, prudenza su palestre e cinema

«Ascolteremo il Presidente. Noi diremo che serve la linea della prudenza». Così il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, entrando a Palazzo Chigi dove il premier ha convocato i vertici del comitato tecnico scientifico (oltre a Miozzo, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro e il presidente del Css, Franco Locatelli) e diversi ministri, uno per ogni forza di maggioranza. Le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico non cambiano rispetto alle scorse settimane, soprattutto alla luce degli sviluppi delle nuove varianti del virus. E’ quanto si apprende da ambienti del Cts, che nei giorni scorsi aveva già messo in guardia dai rischi di ulteriori contagi che potrebbero arrivare da eventuali riaperture di impianti da sci, palestre o cinema.

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Il pressing delle regioni

Se da una parte c’è da tenere conto del parere dei tecnici, dall’altra parte avanza la richiesta, dalle Regioni ma anche nella stessa maggioranza, di far ripartire attività rimaste chiuse (come palestre e piscine) o che subiscono limitazioni di orari (ristoranti). Draghi fa prevalere per ora la linea della prudenza: le scelte saranno prese in base a nuovi dati del contagio, a partire dal rapporto aggiornato dell’Iss sulle varianti atteso per venerdì.

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La spinta per la riapertura dei ristoranti

A spingere per una piena ripresa delle attività di ristorazione era stato lunedì 22 febbraio il capo della Lega Matteo Salvini: «Dove la situazione sanitaria è sotto controllo e rispettando i protocolli di sicurezza – ha detto l’ex ministro dell’Interno del primo governo Conte – , i ristoranti devono poter lavorare anche la sera. Se la legge permette di pranzare in tranquillità e sicurezza alle 13, deve permetterlo anche alle 20». Tema di cui Salvini ha parlato il giorno successivo con il premier Draghi in un incontro a Palazzo Chigi. «Non parlo a nome di Draghi, ma sul ritorno alla vita dove la situazione lo permetta siamo sulla stessa linea», ha detto Matteo Salvini.

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Il governo accelera sul nuovo decreto. Il Cts a Draghi: serve prudenza, tenere ancora chiuse … – Il Sole 24 ORE

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