INAIL, nessun risarcimento per chi non si vaccina: ecco per quali categorie – Money.it

L’INAIL è sempre più propenso a non riconoscere alcun risarcimento a chi non si vaccina in caso di contagio Covid sul posto di lavoro. Ma per quali categorie?

Il vaccino contro il Covid lo ricordiamo non è obbligatorio eppure l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro potrebbe non riconoscere il contagio sul posto di lavoro come infortunio laddove ci si rifiuti di sottoporsi al vaccino contro il Covid.

INAIL è pronto a esprimersi in tal senso contro il personale sanitario che rifiuta il vaccino. È stata infatti aperta un’istruttoria di richiesta di risarcimento che potrebbe risolversi a sfavore dei lavoratori e che creerebbe pertanto un precedente non da poco. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

INAIL non risarcirà chi non si vaccina: il caso

INAIL non risarcirà chi non si vaccina e c’è un caso che potrebbe creare un precedente in materia. Nulla è ancora deciso, ma l’Istituto sembra propenso a pronunciarsi contro il risarcimento richiesto da 15 infermieri dell’ospedale San Martino di Genova, che hanno rifiutato il vaccino contro il Covid e che ora sono positivi al SARS-CoV-2.

Nell’ospedale ligure, nella prima fase delle vaccinazioni Covid riservata al personale sanitario in tutta Italia, ben 593 infermieri dei 3.120 hanno deciso di non sottoporsi al vaccino anti-Covid; 15 di questi infermieri poi si sono contagiati e ammalati di Covid-19 sul lavoro.

Il direttore della struttura sanitaria ha tuttavia esposto la questione a INAIL, ovvero se il contagio sul lavoro può essere considerato infortunio sul lavoro se il contagiato si è precedentemente rifiutato di mettersi al riparo e di farsi quindi somministrare il vaccino contro il Covid.

INAIL non riconosce l’infortunio sul lavoro

Per il caso dei 15 infermieri l’istruttoria è ancora aperta eppure INAIL sembra orientato verso il non riconoscimento dell’infortunio sul lavoro in caso di contagio se non ci si sottopone al vaccino secondo quanto riporta il Corriere della Sera.

Nel 2020 INAIL ha riconosciuto il contagio come infortunio sul lavoro e le denunce in merito sono arrivate in maniera copiosa dal personale sanitario, e anche dagli infermieri. Il 39,2 % delle denunce è arrivato dai tecnici della salute tra cui rientrano gli infermieri. Ma nel 2020 i vaccini non c’erano e le prime somministrazioni sono state fatte il 27 dicembre.

Lo stesso riconoscimento quindi di contagio sul posto di lavoro come infortunio non può registrarsi nel 2021 se si rifiuta il vaccino contro il Covid.

A commentare la questione sul Corriere l’’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, oggi componente del consiglio d’amministrazione dell’INAIL che però parla a titolo personale.

“La soluzione migliore sarebbe una legge sull’obbligo di vaccinazione, almeno per alcune categorie.”

E ha aggiunto:

“A mio giudizio è logico che chi decide di non vaccinarsi e svolge una mansione a rischio poi non possa chiedere il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro. Anzi, dovrebbe essere messo nelle condizioni di non essere un pericolo per sé e per gli altri, evitando il licenziamento, ma svolgendo mansioni che non hanno contatto con il pubblico. ”

Qualora l’Istruttoria dell’INAIL dovesse davvero concludersi con il non riconoscimento del risarcimento, la questione per chi non si vaccina e si contagia potrebbe diventare centrale anche per altri settori esposti al rischio, non solo quello della Sanità.

Sorgente articolo:
INAIL, nessun risarcimento per chi non si vaccina: ecco per quali categorie – Money.it

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999987 Consulenza realizzazione Applicazioni Web
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999986 Cloudrealtime
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999978 Ugo Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999988 Parola chiave nella ricerca