M5s, alla Camera nasce la componente degli espulsi “Alternativa c’è” – Il Fatto Quotidiano

È nata a Montecitorio la nuova componente “Alternativa c’è”, composta dagli ultimi espulsi dal Movimento 5 stelle. Al momento sono 12 le adesioni, anche se, secondo i promotori, dovrebbero aggiungersi altri deputati nelle prossime ore. Questi i nomi dei primi che hanno accettato di far parte del progetto: Massimo Baroni, Pino Cabras, Andrea Colletti, Manuela Corda, Paolo Giuliodori, Alvise Maniero, Maria Laura Paxia, Francesco Sapia, Arianna Spessotto, Rosa Alba Testamento, Raffaele Trano, Andrea Vallascas. A loro, secondo l’agenzia Ansa, dovrebbe aggiungersi Paolo Romano. La decisione di dar vita a una componente del Gruppo Misto è arrivata dopo una riunione tra ex M5s, organizzata proprio oggi a Montecitorio. Il simbolo della nuova componente, secondo quanto riferito dall’agenzia Adnkronos, è una ruota dentata con all’interno una stella tricolore. Un logo che, viene spiegato, “richiama la fratellanza tra lavoratori”. “Il nome del progetto, ‘L’alternativa c’è, nasce infatti come antitesi del motto thatcheriano ‘there is no alternative’”.

I dodici sono tra i 21 deputati espulsi dal gruppo M5s per essersi espressi in dissenso rispetto alla fiducia al governo Draghi. In contemporanea al Senato, i 16 senatori cacciati per lo stesso motivo stanno cercando di lavorare alla stessa componente e per il momento ci sarebbero 6 adesioni. A Palazzo Madama il simbolo di “Alternativa c’è” sarà associato, molto probabilmente, a quello di Italia dei valori. “Ho detto sì a questo matrimonio”, ha detto Ignazio Messina a LaPresse, titolare del simbolo di Idv in questo momento, confermando che è stato raggiunto l’accordo. “Oggi pomeriggio abbiamo avuto un confronto con tutti quelli che faranno parte del progetto. Un progetto serio e solido da presentare al Paese. Penso che nei prossimi giorni verrà convocata una conferenza stampa ufficiale per fornire tutti le informazioni”. I movimenti dei dissidenti vanno avanti da giorni e si inseriscono in un contesto molto delicato, tra scontri interni per la leadership e malumori. Solo ieri l’ex deputato Alessandro Di Battista, tra gli esponenti di riferimento del M5s, ha confermato la disiscrizione dal Movimento in segno di protesta per la partecipazione al governo Draghi.

Nel gruppo “Alternativa c’è”, nato a Montecitorio, sono entrati alcuni dei parlamentari che maggiormente contestano la linea dei vertici M5s. Tra loro ci sono deputati al secondo mandato come Andrea Colletti, indicato come leader della componente, che già più volte si era espresso in dissenso con le scelte del Movimento (in particolare Colletti era stato sospeso per aver votato No al referendum per il taglio dei parlamentari). Secondo mandato anche per Corda, Spessotto e Baroni. Mentre Maniero è al primo mandato, ma è molto noto nel Movimento perché fu uno dei primi sindaci M5s (eletto a Mira). Sono invece alla prima legislatura Giuliodori, Paxia, Sapia, Testamento, Trano, Cabras e Vallascas. Tra chi sta valutando l’ingresso c’è anche Jessica Costanzo, anche lei al primo mandato: “Io resto convinta di aver solo anticipato una scelta di coerenza”, ha detto”. “Non appena i miei compagni di viaggio se ne accorgeranno faranno altrettanto e ci ricompatteremo. Lo dobbiamo ai milioni di elettori che hanno visto in noi l’ultima speranza e che ora si sentono traditi”.

Intanto dentro il Movimento gli occhi sono puntati sulle prossime mosse di Giuseppe Conte. Resta infatti il punto interrogativo sul ruolo che potrebbe avere l’ex presidente del Consiglio, per ora rimasto ai margini della partita ad osservare cosa accade, ma che in molti descrivono come “pronto e determinato” a rientrare in campo. L’ex premier venerdì prossimo dovrà riprendere le lezioni all’università di Firenze dopo la fine dell’aspettativa, ma in questi giorni avrebbe visto e sentito diversi big, non solo della compagine pentastellata ma anche della coalizione che ha supportato il suo ultimo governo. Proprio la lezione che terrà venerdì alle 15.30, trasmessa in diretta streaming, e con al centro la sua esperienza di governo, potrebbe aiutare a capire le sue intenzioni per il futuro.

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