Metodo Draghi – L’HuffPost

Trovare il giusto equilibrio tra emergenza sanitaria e crisi economica non è facile, neanche per Mario Draghi che vuole valutare le diverse posizioni in campo e aspetta di vedere il report dell’Istituto superiore di sanità che arriverà nel fine settimana. È la seconda ricerca approfondita che viene fatta sulle tre varianti, inglese, brasiliana e sudafricana, presenti in Italia. Da questo documento dipenderanno le prossime mosse, fermo restando che il premier vorrebbe dare una mano alle imprese in difficoltà concedendo una ripartenza dell’attività supportata da politiche di sostegno economico.

L’arrivo del nuovo report anticipa la scadenza, fissata per il 5 marzo, del Decreto del presidente del Consiglio attualmente in vigore. Già nel fine settimana infatti potrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri un nuovo provvedimento per non arrivare a ridosso del 5 marzo senza le nuove regole a disposizione dei governatori. Questi ultimi infatti hanno lamentato, in questi mesi, di ricevere le informazioni sempre all’ultimo momento utile e anche in tal senso Draghi vorrebbe dare un segnale di discontinuità rispetto al passato.

Non è detto che sarà messo in campo un nuovo Dpcm. Altra novità. Potrebbe piuttosto trattarsi di un decreto legge dal momento che vi è la forte necessità, sollevata dai presidenti di Regione attraverso un documento, di ricevere ristori da destinare alle attività in crisi. Quindi un nuovo provvedimento economico potrebbe essere in fase di studio.

Dal mondo imprenditoriale arrivano richieste di misure di contenimento meno rigide. Qualche segnale si inizia a intravedere. Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, da sempre più propenso alle limitazioni che alle aperture, oggi in un’intervista al Corriere della Sera ha parlato di cinema e teatri come “luoghi sicuri” quindi “ragioniamo – dice – sulla riapertura. Vorrei fossero i primi”. E da ambienti del governo emerge che anche il premier, a poco a poco, attraverso studi approfonditi, stia passando in rassegna tutte quelle attività che stanno pagando un prezzo maggiore.

Nel nuovo provvedimento che entrerà in vigore il 5 marzo resterà comunque la mappa che prevede la divisione delle Regioni per colori diversi: bianco, giallo, arancione e rosso. Le Regioni chiedono tuttavia una semplificazione delle tabelle, adesso sono molteplici i fattori che influenzano la destinazione di una regione in una fascia piuttosto che in un’altra. È possibile che nei prossimi giorni la Cabina di regia conceda qualcosa ma la sostanza non cambierà. Certamente le Regioni saranno coinvolte di più nelle decisioni, viene confermato da ambienti del governo. A breve potrebbe essere un incontro Stato-Regioni a cui parteciperà il ministro degli Affari regionali Maria Stella Gelmini e forse anche il titolare del dicastero della Salute Roberto Speranza.

Per adesso, le decisioni assunte dal primo Consiglio dei ministri, iniziato alle dieci del mattino e terminato un’ora dopo, invitano alla prudenza. Mentre i comuni e il leader della Lega, Matteo Salvini, chiedono di poter tornare a cenare nei ristoranti, il primo decreto legge del nuovo Governo, dopo l’ordinanza che ha fermato lo sci, proroga lo stop alla mobilità tra Regioni fino al 27 marzo e vieta nelle zone rosse le visite nelle abitazioni private, anche quelle dei congiunti, salvo motivi di lavoro, necessità o salute.

Gli spostamenti verso abitazioni private abitate restano invece consentiti, tra le 5.00 e le 22.00, in zona gialla all’interno della stessa Regione e in zona arancione all’interno dello stesso Comune, fino a un massimo di due persone, che possono portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone conviventi disabili o non autosufficienti.

Quanto al prossimo provvedimento interviene il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini. “È giunto il momento – dice – di una rapida e comune riflessione sia su indici, criteri e parametri, così come occorre una rivisitazione delle categorie e delle attività rispetto alle stesse condizioni restrittive”. Report sulle varianti permettendo, questo è anche l’auspicio del premier Draghi.

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