Omicidio Trento, Deborah Saltori uccisa a colpi d’accetta. L’sms-trappola del marito: «Ho l’assegno» – Corriere della Sera

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La campagna

Erano da poco passate le 15.30 quando un contadino, attraversando una campagna per raggiungere il proprio appezzamento, ha visto il corpo sanguinante di Lorenzo, fuori dal capanno nella sua proprietà. Ha quindi lanciato l’allarme, ma quello che gli inquirenti hanno trovato nel capanno dove l’uomo custodiva i suoi attrezzi, ha rivelato il dramma nella sua interezza. A terra, privo di vita, c’era il corpo di Deborah, 42 anni, mamma di quattro figli di 17, 16, 14 anni e il più piccino di 4 anni e mezzo, avuto proprio con Cattoni. A seguire le indagini gli uomini della Squadra mobile, condotti da Tommaso Niglio, e la Procura di Trento, con il procuratore capo Sandro Raimondi e il sostituto Carmine Russo, che all’uomo contestano, oltre all’omicidio, pure la premeditazione. Secondo le prime ricostruzioni, dai messaggi che i due si sarebbero scambiati nelle ore precedenti, sarebbe stato Cattoni a attirare nella trappola la moglie, con la quale era in corso una causa di separazione. Le avrebbe scritto di raggiungerla nel suo campo perché le avrebbe voluto dare un assegno per il mantenimento del bimbo. Una volta lì, i due hanno discusso; quindi i colpi letali. A quel punto l’uomo si sarebbe procurato delle lesioni profonde con un coltello, perdendo i sensi e accasciandosi al suolo.

L’ipotesi

Il copione, se l’ipotesi venisse confermata, si rivela sempre, maledettamente, lo stesso: violenze che si ripetono nel tempo, tentativi di ricomporre la situazione, epiloghi tragici in cui a rimetterci sono quasi sempre loro, le donne. Quell’appezzamento era infatti uno dei pochi luoghi in cui il 39enne poteva recarsi in quanto luogo di lavoro, perché pendeva sul suo capo un’accusa di maltrattamenti ai danni della moglie per la quale era costretto dallo scorso 2 dicembre ai domiciliari (a casa dei genitori di lui). Secondo gli inquirenti, Deborah avrebbe subito per anni le violenze di Lorenzo: pugni, percosse, calci. Negli atti si parla di ossa nasali rotte, di decine di giorni di prognosi messi a referto, di distorsioni cervicali. Durante una lite, riportavano le carte — «nonostante la donna fosse incinta» lui non avrebbe esitato «a gettarla fuori di casa» e a gettarle «gli effetti personali dal balcone». Un giorno sarebbe arrivato addirittura ad «afferrarla per il collo colpendola con delle testate» e un’altra volta le avrebbe inferto un pugno alla schiena e uno violento all’occhio. Una conoscente aveva tristemente previsto: «Un giorno lui è uscito dal bar urlando che l’ammazzava e così è stato».

22 febbraio 2021 (modifica il 22 febbraio 2021 | 23:28)

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Omicidio Trento, Deborah Saltori uccisa a colpi d’accetta. L’sms-trappola del marito: «Ho l’assegno» – Corriere della Sera

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