“Vaccinatevi o vi tocca AstraZeneca”. Ma il virologo: rifiutarlo non ha senso – IL GIORNO

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Milano, 23 febbraio 2021 – “Pregiatissimi, abbiamo tempo fino a domani, martedì 23 febbraio (oggi, ndr ), per comunicare ad Ats nuove adesioni alla campagna vaccinale risevata agli operatori socio-sanitari. Da mercoledì 24 eventuali nuove richieste non saranno accettate e coloro che non avranno aderito dovranno attendere le fasi successive della campagna, che prevederà l’inoculazione di vaccino AstraZeneca, di gran lunga meno efficace del Pfizer utilizzato, ad oggi, per noi operatori della salute”. Inizia così una lettera inviata ieri “a tutto il personale del Gruppo MultiMedica”, uno dei grandi privati che lavorano per il servizio sanitario regionale, con quattro ospedali e circa 2.300 dipendenti totali in Lombardia. La firma l’amministratore delegato Daniele Schwarz, esortando “per l’ultima volta” all’adesione gli “ancora molti dipendenti e collaboratori che si sono sottratti a quello che reputo un dovere professionale”, cioè “tutelare la salute dei nostri pazienti evitando di esporli al rischio di contagio”.

L’adesione, tra i lavoratori di MultiMedica, si attesta all’80% di coloro che si potrebbero vaccinare. “È la seconda volta che l’ad scrive ai dipendenti con toni troppo concitati che possono configurare una spinta alla non volontarietà della vaccinazione, la cui volontarietà è garantita dalla Costituzione”, osserva Isa Guarneri, segretaria della Fp Cgil Milano-comparto sanità. Ma questa volta, in testa alle ragioni prodotte a favore della vaccinazione – dalla mortalità quasi azzerata in Israele alla “notizia di oggi che l’Inail non risarcirà l’infortunio sul lavoro per chi deliberatamente rifiuta il vaccino”, o meglio “sembra essere questa la conclusione cui l’Istituto giungerà al termine dell’istruttoria” -, Schwarz inserisce lo “spauracchio“ di vedersi rifilare AstraZeneca. Contattato dal Giorno , l’ad rivendica quanto scritto, citando come fonti della minor efficacia del vaccino anglo-svedese le autorità regolatorie (l’Ema, l’Aifa e l’americana FDA). Il fatto è che con AstraZeneca, del quale l’Aifa ha appena alzato il limite di somministrazione ai 65enni in salute, da quasi due settimane in Lombardia si stanno vaccinando ad esempio dentisti e farmacisti coinvolti nella fase 1-bis e, dalla scorsa settimana, le forze dell’ordine, cui seguiranno gli insegnanti. Alcuni sindacati e anche alcuni medici, in altre parti d’Italia, rifiutano il vaccino anglo-svedese, basandosi anche loro sui dati sull’efficacia al 65% di AstraZeneca contro il 95% di Pfizer e Moderna. Una resistenza immotivata secondo gli esperti.

“C’è stata una narrazione negativa intorno a questo vaccino, che protegge dalla malattia grave quanto gli altri, limita in generale le infezioni e da studi più recenti sta dimostrando una buona protezione già a 15 giorni dalla prima dose e fino all’82% con la seconda somministrata dopo 12 settimane – spiega il virologo della Statale Fabrizio Pregliasco -. Dunque assolutamente comparabile agli altri due vaccini, con un vantaggio di maggiore maneggevolezza. Anche la limitazione prima a 55 e poi a 65 anni è legata a “dubbi” sulle dimensioni del campione (sul quale è stata valutata l’efficacia, ndr ) che stanno per essere colmati da studi in corso. Ritengo che AstraZeneca nel breve potrà essere usato senza limiti d’età”. Intanto la campagna vaccinale va avanti: in Lombardia anche domenica sono state iniettate cinquemila dosi di antiCovid, di cui 2.282 agli over 80; quasi metà del totale (2.488) nell’Ats Metropolitana. Nel Milanese domenica i centri vaccinali hanno registrato 2.251 vaccinazioni, 1.323 erano di ultraottantenni. Da giovedì, quando è partita la fase 1-ter per gli anziani e quella dei servizi essenziali con AstraZeneca, a domenica sera i lombardi hanno ricevuto 40.401 vaccini, di cui 1.626 erano richiami e 14.454 prime dosi per gli over 80, dei quali 7.250 residenti tra il Milanese e il Lodigiano. Il territorio dell’Ats Metropolitana, dove già ieri mattina avevano chiesto la vaccinazione 180.649 ultraottantenni, il 67,8% dei 266.387 aventi diritto. Percentuale identica a quella che le adesioni in Lombardia hanno raggiunto ieri sera, con 492.218 candidature su 725.923 candidabili. Tra le province di Milano e Lodi abitano quasi 14mila degli oltre 30mila anziani non autonomi per i quali è stato chiesto il vaccino a domicilio.

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