Vaccino AstraZeneca, in Piemonte via alla somministrazione a chi ha meno di 65 anni – La Stampa

TORINO. Vaccino AstraZeneca, via libera alla somministrazione fino a 65 anni. Soddisfatta la Regione, anche se ora si tratta di rimodulare la campagna vaccinale in base alla novità. 

Via libera 

Con il via libera del Ministero all’utilizzo del vaccino Astra Zeneca sui soggetti fino a 65 anni, la campagna vaccinale contro il Covid19 riceve un’accelerazione importante. E’ il provvedimento che le Regioni avevano invocato all’unanimità al ministro Speranza attraverso la Commissione Salute per allineare l’Italia alle modalità della vaccinazione adottate negli altri Paesi europei. 

Cosa cambia 

Ora si può finalmente guardare con più fiducia al futuro, spiega la Regione. Vuol dire poter tornare ad affidarsi con maggiore efficacia a medici di famiglia e farmacisti per vaccinare la più ampia fascia di popolazione in età lavorativa. Il vaccino Astra Zeneca, a differenza di quello Pfizer, può essere agevolmente conservato, trasportato e utilizzato a temperature normali, tra 2 e 8 gradi centigradi, come avviene ad esempio per i vaccini antinfluenzali, per almeno 6 mesi. Si potranno quindi destinare le forniture Pfizer, che invece richiedono somministrazioni in apposite strutture vaccinali attrezzate per mantenere una catena del freddo decisamente più complessa, alla popolazione più anziana, velocizzando in modo sensibile l’intera campagna vaccinale.

Risposta immunitaria 

«I risultati degli studi di fase III condotti nel Regno Unito – osserva l’assessore Luigi Icardi – hanno dimostrato che il vaccino è in grado di generare una forte risposta immunitaria in tutti i gruppi di età (inclusi i soggetti di età superiore ai 65 anni e con co-morbosità cronica). In particolare, si è dimostrato protettivo da ospedalizzazioni e forme gravi, a partire da 22 giorni dopo la prima dose».

I criteri

Come autorizzato, il vaccino viene inoculato attraverso iniezione intramuscolare di due dosi a distanza di 4-12 settimane. Si può stimare un’efficacia del 73% dopo la prima dose, che si mantiene fino alla seconda dose (alla dodicesima settimana). Per i soggetti vaccinati con la seconda dose fra 8 e 12 settimane dalla prima, si è dimostrata un’efficacia del 72%. L’efficacia aumenta fino all’82 % con un intervallo di 12 settimane fra le dosi. I dati sulla sicurezza hanno indicato che il vaccino Astra Zeneca è stato ben tollerato e che le reazioni transitorie locali e sistemiche sono paragonabili a quanto evidenziato da altri vaccini (ad esempio febbre, sintomi simil-influenzali, mal di testa o dolori alle braccia). Le reazioni si sono verificate meno frequentemente dopo una seconda dose. Come “base” del vaccino viene utilizzata una versione indebolita di un comune virus del raffreddore (adenovirus ricombinante, ChAdOx1). Tutto il materiale genetico che rende dannoso il virus è stato eliminato dal vettore e sostituito dal materiale genetico della proteina spike SARS-CoV-2 che permette al virus di entrare nelle cellule ed indurre immunità. Questo vettore di adenovirus ricombinante non si replica, quindi non può causare un’infezione nell’individuo vaccinato, ed è stato scelto per generare una forte risposta immunitaria.

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