Vaccino, campagna al rallentatore: ancora inutilizzate 1,2 milioni di fiale. Colpa delle Regioni lumaca – Il Messaggero

Vaccino, campagna al rallentatore: ancora inutilizzate 1,2 milioni di fiale. Colpa delle Regioni lumaca

Tutti si lamentano della mancanza dei vaccini, ma nei frigoriferi delle Regioni italiane sono ferme ben un milione e duecentomila fiale. Questa era la fotografia effettuata dal ministero della salute alle 9 di ieri mattina: 4,7 milioni i vaccini distribuiti alle Regioni, 3,5 milioni quelli somministrati fra prima e seconda dose. Questo significa che ogni quattro fiale, una è ferma. Il bello è che al ministero non sono sorpresi più di tanto. «Le case produttrici ci hanno riservato brutte sorprese ed è bene che le Regioni abbiano scorte per tutelare chi è in attesa della seconda dose», dice Giovanni Rezza, direttore della prevenzione del MinSalute. Giustissimo, in apparenza. Peccato che sulle scorte (e dunque sulla velocità di vaccinazione) alcune Regioni riservino sorprese amarissime. Fra le grandi, la Campania ha usato ben l’82% dei “suoi” vaccini.

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LE REGIONI

La Calabria e la Liguria sembrano invece marciare al passo della lumaca avendo somministrato appena il 60 e al 61% della dosi disponibili. Al centro Italia mentre il Lazio ha mantenuto come scorta il 23 per cento delle fiale, l’Umbria (ma anche la Sardegna) ne ha bloccato il 35%. Insomma se sei calabrese, ligure, umbro o sardo in fatto di vaccini siamo al campa cavallo. Il caso della Liguria è forse quello più clamoroso. Questa Regione ha il record degli ultraottantenni e poiché il virus li colpisce più forte questa fascia di popolazione ha ricevuto più vaccini di altre Regioni. A Genova sono arrivate fino a ieri mattina 148.000 dosi, di fatto una fiala ogni 10 abitanti ma solo 90.000 liguri, un fortunato ogni 15 abitanti, hanno ricevuto una somministrazione.

I TANTI PARADOSSI

Il comportamento delle Regioni sembra paradossale anche in positivo. La Campania, che ha la popolazione mediamente più giovane d’Italia, ha ricevuto 380.000 dosi pari ad appena il 6,6% dei suoi 5,7 milioni di abitanti. Ora non bisogna essere laureati in matematica per capire che quel 6,6% di vaccini disponibili è inferiore in proporzione del 30% circa rispetto al 10% garantito alla Liguria. Eppure in questi primi 50 giorni di campagna vaccinale la Regione più giovane ha vaccinato molto di più di quella con la popolazione più anziana.

Paradosso nel paradosso la macchina sanitaria di una scassata Regione meridionale sembra essersi mossa più efficientemente di quella di una blasonata regione del Nord. Come si spiegano differenze così forti fra i sistemi sanitari regionali? E soprattutto come mai il ministero non è intervenuto sulle Regioni più pigre? Intanto va detto che Liguria e Umbria stanno correndo ai ripari.

A Perugia domenica scorsa hanno finalmente deciso di ridurre le scorte. In particolare quelle del vaccino Astrazeneca scenderanno dal 50 (cinquanta) al 30%. Non è chiaro perché in una Regione per più della metà in fascia rossa per via della forte circolazione delle varianti si siano conservate scorte così enormi. Anche in Liguria dopo valanghe di articoli sui ritardi della Regione da questa settimana è stato deciso di aumentare il numero dei vaccinati ultraottantenni. Il fatto è che le Regioni stanno usando pochissimo il vaccino Astrazeneca di cui l’Italia aveva fino a domenica circa 500 mila dosi ieri salite a 1 milione.

Perché? Su questo vaccino, tra l’altro infialato in Italia in una grande fabbrica di Anagni, il nostro sistema sanitario ha fatto un clamoroso autogoal. Senza che il ministero della salute battesse un colpo, l’Aifa, l’agenzia che autorizza i farmaci, in un primo tempo lo ha autorizzato solo per chi aveva meno di 55 anni e solo da pochi giorni ha alzato questa soglia a 65 anni. Ma questa decisione non è stata ancora messa nero su bianco su un pezzo di carta ministeriale. E dunque le Regioni non sanno bene che fare. Intanto, liberi dalle ostruzioni burocratiche e dagli ingranaggi regionali, gli inglesi hanno vaccinato ben 17 milioni di persone perché sanno che anche una sola dose soffoca il rischio Covid. Il paradosso è che solo 800.000 britannici hanno ricevuto la seconda dose. Noi italiani, invece, siamo i primi in Europa con 1,3 milioni di persone vaccinate con due fiale. E’ appena il 2% della popolazione. Perfettini ma confusi. 

Ultimo aggiornamento: 22:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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