Catricalà al governo con Berlusconi, Monti e Letta. Presidente Antitrust nel segno del dialogo – La Repubblica

ROMA – Studente dalle doti non comuni, capo di gabinetto di ministri influenti, segretario generale alla Presidenza del Consiglio con Berlusconi, sottosegretario alla Presidenza con Mario Monti, vice ministro allo Sviluppo con Enrico Letta, garante della concorrenza, avvocato cassazionista di grido.

Antonio Catricalàche muore oggi a Roma – ha vissuto una vita intensa al crocevia tra lo studio del diritto, il supporto ad esecutivi di diverso segno politico, l’impegno nelle istituzioni.

Presiede l’Autorità Antitrust tra il 2005 e il 2011 e, naturalmente, decide sanzioni importanti contro le aziende che hanno violato la concorrenza e i diritti dei consumatori, su cui deve vigilare.

Catricalà, però, dà grande impulso alla pratica degli “impegni”. Le imprese bersaglio di contestazione eviteranno la multa o la vedranno ridotta in cambio di impegni vincolanti in grado di sanare la violazione. Per questo la sua presidenza dell’Antitrust viene ricordata per la tendenza al dialogo più che per ammende esemplari da titolo nei telegiornali.

Quando arriva al timone dell’Antitrust, Catricalà è reduce dall’esperienza come segretario generale di Palazzo Chigi nel secondo governo Berlusconi. Naturale che la sua nomina alla presidenza di un’autorità di garanzia, dagli enormi poteri anche nel campo della televisione, gli procuri attacchi e critiche. Del Biscione, più avanti, sarà anche legale.

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Le doti di Catricalà, però, non sono apprezzate solo dal fondatore di Mediaset. Enrico Letta lo vuole vice ministro allo Sviluppo Economico – con delega alle comunicazioni – nel suo esecutivo (resterà nell’incarico per 9 mesi). Mario Monti, che guida un governo di emergenza nazionale, lo chiama come sottosegretario alla Presidenza.

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Più volte, Catricalà lavora nel ruolo – poco visibile, ma strategico – di capo di gabinetto dei ministri della Repubblica. Lo fa con Antonio Maccanico ad esempio, ministro delle Poste e delle tlc del primo governo Prodi. Lo fa anche con Giuliano Urbani, ministro della Funzione pubblica nel primo esecutivo di Berlusconi.

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Come avvocato, difende lo Stato in Cassazione e in importanti udienze di Corte d’Assise (come al processo Moro). Presidente di Aeroporti di Roma, oggi lavorava nello studio legale che portava il suo nome e quello del collega Lipani, specializzato anche nel diritto della concorrenza, regolamentare e dell’informatica

Nato a Catanzaro nel 1952, sposato, due figlie, Catricalà è uno studente eccellente. Laurea con lode alla Sapienza di Roma a 22 anni (in Giurisprudenza, ovvio); vincitore del concorso in magistratura a 24 anni e del concorso come Avvocato dello Stato a 27; come Mario Draghi incrocia il professor Federico Caffé all’Istituto Luigi Sturzo, dove studia economia e scienza della amministrazione.

Sua sorella, Annamaria, ha lavorato a RaiTre dove ha curato – anche nel ruolo organizzativo di capo struttura – trasmissioni come Ballarò e Report.

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