Bologna diventa arancione scuro da sabato 27 febbraio, scuole chiuse da lunedì 1 marzo – La Repubblica

BOLOGNA –  E’ ufficiale: la provincia di Bologna diventa arancione scuro dal 27 febbraio. Da lunedì 1 marzo le scuole saranno chiuse. La decisione è emersa dopo la riunione d’urgenza convocata nel pomeriggio. Alle 17 nuovo incontro in Regione.

Il sindaco di Anzona dell’Emilia, Giampiero Veronesi, ha diffuso la notizia su Facebook: “Il provvedimento è giustificato dall’aumento esponenziale dei contagi su tutta la provincia di Bologna ed il conseguente probabile collasso, nel breve periodo, delle strutture sanitarie. Questa decisione comporta, tra le altre, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per 15 giorni (ad eccezione della scuola dell’infanzia e dei nidi), la limitazione degli spostamenti sia tra un Comune e l’altro sia all’interno del proprio Comune di residenza, la chiusura degli impianti sportivi (anche all’aperto), ed altre specifiche limitazioni”.

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Il resposabile del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Bologna, Paolo Pandolfi, sta preparando  un report a partire da un dato che ha segnalato in Comune: “Ieri abbiamo contato 672 nuovi casi, il massimo dall’inizio della pandemia”. Pandolfi ha sottolineato che “la situazione di Bologna è diversa da quella di Imola”, dove sono state prese delle misure restrittive come la chiusura delle scuole e il divieto di spostamenti. Però è preoccupante. “Siamo di fronte a una contingenza epidemiologica che ci porta ad essere preoccupati – dice Pandolfi – per una crescita che si sta osservando e l’impatto sul mondo della scuola”. Nell’ultimo mese si sono registrati 13 focolai nei servizi da 0 a 3 anni, 17 nelle scuole dell’infanzia, 29 alle elementari, 17 alle medie e 11 alle superiori. “Il sistema di sorveglianza ha retto – dice Pandolfi – ma i focolai sono molti, è difificile garantire il tracciamento”. La situazione di crescita del contagio è a macchia di leopardo, ma con “alcuni Comuni con tassi di incidenza alti, anche se più bassi di Imola, preoccupanti”.

Da giorni ormai la provincia di Bologna ha guidato la preoccupante classifica dei contagi in regione, al ritmo di cinquecento o seicento casi al giorno, un terzo dell’Emilia-Romagna. La fotografia di questa crescita arriva anche dall’indice “Rt”, che nell’area metropolitana balza a 1.29, con un minimo di 1.26 e un massimo di 1.33. Se fosse un dato regionale, sarebbero cifre da zona rossa. Ieri lungo la via Emilia i casi sono stati in tutto 1.427. Ma oggi sono destinati a salire ancora in diverse città e non solo nel capoluogo.

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Arancione scuro, il caso Bologna

La Fondazione Gimbe spiega con i numeri questa crescita. Tra il 17 e il 23 febbraio in provincia di Bologna (compresa Imola) i nuovi casi sono stati il 49,4% in più rispetto a quella precedente, con un’incidenza di 382 casi ogni 100mila abitanti. A Reggio Emilia è andata anche peggio: più 62% in una settimana, a Ravenna più 31%. In generale, in regione i casi sono cresciuti in sette giorni del 4,5%. Tengono a fatica gli ospedali, che sono sotto la soglia d’allarme sia nelle aree Covid (piene al 33%, limite 40) sia in terapia intensiva (26%, limite 30). Ma c’è timore per una nuova ondata di ricoveri.

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Arancione scuro, test di massa in Appennino

A San Benedetto Val di Sambro e nelle frazioni limitrofe – 4.200 abitanti – ieri e oggi sono in corso i tamponi di massa all’intera popolazione dopo una recente escalation di casi che ha preoccupato gli esperti di sanità pubblica e ha portato il sindaco Alessandro Santoni a chiudere le scuole sul territorio. Sono attesi gli esiti dei test per capire se la situazione è tornata sotto controllo o se serviranno nuove misure. Preoccupazione anche per un aumento dei casi nella pianura bolognese, in particolare a Valsamoggia.

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Arancione scuro, il precedente di Imola

A Imola, invece, si è deciso di non aspettare più. Da oggi e fino all’11 marzo, la città è in zona arancione “scuro”, come stabilito da un’ordinanza del presidente della Regione Stefano Bonaccini. Nei dieci Comuni che compongono il comprensorio imolese, più 4 confinanti del ravennate, chiuse le scuole elementari, medie e superiori, in presenza invece nidi e materne. Vietati gli spostamenti all’interno del Comune e verso altri Comuni, salvo comprovate esigenze. Non si potrà far visita a parenti e amici, sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive, si può fare solo sport in forma individuale, all’aperto e nei pressi della propria abitazione. Sospese mostre, musei, gli altri luoghi della cultura. Non potrà essere interrotto l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi, ma servirà un tampone negativo. I Comuni coinvolti sono Imola, Castel San Pietro, Medicina, Mordano, Castel Guelfo, Dozza, Casalfiumanese, Fontanelice, Borgo Tossignano, Castel Del Rio e in provincia di Ravenna Bagnara di Romagna, Conselice, Massa Lombarda e Riolo Terme.

Arancione scuro, i dati sui vaccini

Sempre la Fondazione Gimbe analizza l’andamento della campagna vaccinale nelle diverse regioni italiane. Per quanto riguarda le percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale (prima e seconda dose), l’Emilia-Romagna è al 2,94%, terza regione in Italia dietro Piemonte (3,12) e Valle D’Aosta (3,40) e sopra la media italiana di 2,25. E’ al quarto posto per quanto riguarda la doppia dose per gli over 80: il 4,2% degli anziani ha ricevuto il ciclo completo. Sopra ci sono Piemonte, Molise e Valle D’Aosta.

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