Speranza gela Salvini: “L’Italia resta chiusa almeno fino a Pasqua” – La Stampa

Il ministro della Salute si presenta in Parlamento per diffondere messaggi, uno di fiducia e l’altro di prudenza. Di fiducia spiegando che gli italiani dovranno percorrere solo l’«ultimo miglio» prima di uscire dal tunnel del Covid. Non è la prima volta però che Roberto Speranza parla dell’ultimo tratto di strada da affrontare. Ne aveva parlato in diverse occasioni anche l’ex premier Giuseppe Conte quando sembrava che in effetti fosse possibile allentare le misure che limitano la libertà di circolazione e soprattutto tengono chiusi bar, ristoranti, palestre, musei, cinema.

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Con il governo Draghi la musica non cambia. Come ha spiegato il responsabile della salute pubblica, «non possiamo abbassare la guardia: non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per allentare le misure di contrasto alla pandemia». Speranza ha presente che dentro la maggioranza che lo sostiene ci sono partiti che scalpitano per allentare la presa, a cominciare da Matteo Salvini. Che invoca «un cambio di passo, e non di squadra», bacchetta i virologi che diffondono il panico, il «virus della paura», con tutte le conseguenze sull’equilibrio psicologico delle persone e sulla diffusione di ansiolitici. Salvini sembra non credere alle previsioni di Speranza e del Cts. «Intanto, le aziende chiudono e sempre più ragazzi non riescono a seguire i percorsi scolastici, come i disabili». Va bene la tutela della salute, sostiene, «ma bisogna un ritornare alla normalità anche perché l’uso di psicofarmaci e ansiolitici è aumentato». Il leghista ne parla a un convegno sugli effetti della pandemia sulla psiche dei bambini organizzato al Senato da Armando Siri.

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Ma i numeri del bollettino del ministero della Sanità, alimentati della variante inglese, parlano chiaro: sono oltre 16 mila i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, in crescita rispetto ai 13 mila del giorno precedente. Le vittime sono 318. I tamponi effettuati sono stati 340 mila, circa 27 mila in più rispetto ai 303 del giorno precedente. Salvini punzecchia Speranza, ma il ministro ha alle spalle la prudenza del premier. E questo, nonostante lo stesso leghista dica che anche Draghi la pensa come lui sulla necessità di una progressivama rapida riapertura delle attività commerciali.

Speranza però tira dritto, in Aula precisa di esprimere valutazioni supportate dagli scienziati. La via è quella di differenziare le misure a livello regionale, tenendo conto della situazione territoriale.

La conseguenze di questo ragionamento sarà riversato nel prossimo Dcpm che entrerà in vigore il 6 marzo fino al 6 aprile, cioè comprendendo anche il periodo di Pasqua. Per Speranza nella battaglia al virus non ci devono essere esitazioni. «Limitare la diffusione del contagio fino a quando, con la campagna di vaccinazione, non argineremo definitivamente il Covid e le sue varianti, è il presupposto indispensabile per tornare a far crescere in modo stabile e sostenibile il nostro Paese». Su una sola cosa Speranza dà ragione a Salvini quando afferma che il Comitato tecnico-scientifico deve essere più agile, con una comunicazione più univoca e l’ipotesi di nominare un portavoce.

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Salvini non si morde la lingua, smentisce che nell’incontro dell’altro ieri il premier gli abbia chiesto di usare toni più pacati («un’invenzione dei giornalisti»). Continua a dire che si deve poter comprare vaccini sul mercato, puntare tutto sulla «sovranità vaccinale» producendo in Italia. Continuando così «la gente va fuori di testa», la crisi economica sarà un’epidemia ancora più grave di quella sanitaria. E trova nel governatore emiliano Bonaccini una sponda sulla riapertura dei ristoranti la sera nei territori. Così come è d’accordo con Franceschini che vorrebbe riaprire teatri e cinema con rigorosi protocolli. Anche il presidente veneto Luca Zaia spera che il prossimo Dpcm preveda l’apertura dei ristoranti a cena.

Dall’opposizione di Fratelli d’Italia si fa sentire Daniela Santanché che stronca Speranza per non aver detto nulla in Parlamento sulla campagna vaccinale: su quando avremo i vaccini, quali e quanti saranno. Lo scontro politico continua.

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