Vaccino Covid: dose unica, avanti per gradi. Si comincia con i 2 milioni di guariti – Corriere della Sera

Avanti, ma un passo alla volta. Sulla dose unica c’è stata un’accelerazione dopo che il presidente del Consiglio Mario Draghi ne ha parlato due giorni fa, nel suo debutto al Consiglio europeo. Anche altri Paesi stanno pensando al modello di Israele e Regno Unito, dove per i richiami si aspetta più tempo dando così la precedenza alle prime somministrazioni per un numero maggiore di persone.

Un primo passo l’Italia l’ha deciso. La somministrazione unica si farà a chi il Covid lo ha già avuto ed è guarito. Gli anticorpi ci sono e quindi una sola dose viene considerata sufficiente. L’Agenzia del farmaco ha già dato il suo parere favorevole, a stretto giro dovrebbe arrivare il via libera del ministero della Salute. Al momento le persone guarite dal Covid sono oltre due milioni. Per la precisione, dice il bollettino di ieri, 2.387.032. Evitare il richiamo per tutti loro, semplificando un po’ perché in realtà le cose sono più complicate, significherebbe «guadagnare» oltre un milione di dosi da iniettare a persone che altrimenti avrebbero dovuto aspettare di più. Non poche, visto che rappresentano il 25% dei quattro milioni di somministrazioni che siamo riusciti a fare fino a ieri.

Ma è chiaro che la versione integrale del modello israeliano e inglese è un’altra cosa, perché lì la dose singola riguarda praticamente tutti, non solo i guariti. Almeno fino a quando non si finisce il primo giro. Ed è proprio qui che si entra nella logica dei passi successivi.

Il prossimo vaccino in arrivo, Jansen, è in tutto e per tutto un monodose. E quindi non c’è discussione. AstraZeneca un po’ lo è. Già oggi, in base al protocollo dell’Aifa, il richiamo ideale va fatto alla dodicesima settimana. Ma nella pratica gli appuntamenti per i richiami vengono dati più in là. Perché è quasi un monodose? La vaccinazione con questo prodotto è appena iniziata, e in alcune regioni è ancora ferma. I primi richiami, quindi, arriveranno tra almeno due mesi. C’è ancora tempo per decidere.

Leggi anche

La questione più complessa riguarda i primi due vaccini che abbiamo cominciato a usare, Pfizer e Moderna. Qui il richiamo va fatto dopo tre settimane. Per questo tutte le persone che hanno avuto sia la prima che la seconda somministrazione, quasi 1,4 milioni, hanno ricevuto questo prodotto. Ma qui sulla dose unica sembra esserci più cautela. Anche perché ora questi vaccini vengono usati essenzialmente per medici, infermieri e over 80. I più esposti al rischio contagio e i più fragili.

La valutazione è in corso. Oltre agli studi che abbiamo letto in questi giorni ce ne sono anche altri che «dicono diversamente», spiega Giovanni Rezza, direttore della prevenzione al ministero della Salute. E aggiunge: «Se ci sono, meglio vaccinare con due dosi, tenendo però anche conto delle differenti opzioni sul tavolo». La valutazione coinvolge anche Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, e Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità. Tutti gli studi hanno un anello debole, cioè il tempo limitato in cui sono stati osservati gli effetti della monodose. Ma proprio il tempo è quello che manca, con le varianti che corrono e le vaccinazioni che arrancano.

27 febbraio 2021 (modifica il 27 febbraio 2021 | 09:36)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sorgente articolo:
Vaccino Covid: dose unica, avanti per gradi. Si comincia con i 2 milioni di guariti – Corriere della Sera

User ID Campaign ID Link
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999995 Pubblicità via Email
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999980 Fiasconaro
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999987 Realizza un Applicazione Web
d9a95efa0a2845057476957a427b0499 l-99999997 Webinar Software