Migranti, 361 naufraghi sulla Sea-Watch: l’ultimo salvataggio nella notte – Il Fatto Quotidiano

A bordo della Sea-Watch 3 ci sono 361 naufraghi, dopo che la nave della ong tedesca ha effettuato ben cinque salvataggi in tre giorni nel Mediterraneo centrale. Soltanto nella giornata di domenica 28 febbraio l’imbarcazione ha operato tre soccorsi. Il primo ha riguardato 16 naufraghi, tra i quali donne e bambini, che erano su un gommone avvistato nella notte tra sabato e domenica con un tubolare che si stava sgonfiando. Molti i casi di ustione da benzina per le persone che sono state messe in salvo e che hanno avuto bisogno di cure immediate. Il secondo intervento riguarda 97 persone che erano a bordo di un barcone di legno in difficoltà.

Il velivolo ultraleggero da ricognizione Moonbird della stessa organizzazione ha poi segnalato la presenza di altre quattro imbarcazione in difficoltà nell’area. La nave dell’organizzazione è quindi intervenuta prestando soccorso a 44 persone che si trovavano su una di queste barche, in legno, che era sul punto di ribaltarsi.

Sempre quattro sono i barchini – con a bordo 13, 10, 13 e 6 tunisini – che sono arrivati a Lampedusa a partire dalla notte di sabato fino alla tarda mattinata di domenica. Tutti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola dove sono stati sottoposti ai tamponi rapidi e alle procedure di identificazione. Dalla struttura di primissima accoglienza, intanto, da domenica mattina vanno avanti i trasferimenti. Sono 263 i migranti già imbarcati sulla nave quarantena Allegra. L’obiettivo, in giornata, è riuscire a trasferirne un’altra cinquantina, in modo che nella struttura rimangano in circa 100.

La ong Alarm Phone ha invece denunciato come nella notte tra sabato e domenica sia arrivata una richiesta di aiuto da parte di 125 persone che si trovavano su un gommone al largo della Libia. “Dicevano che il gommone si stava sgonfiando e che c’erano persone fuoribordo. Chiedevano soccorsi urgenti. Erano a 8 km dalla costa ma la cd guardia costiera libica non interviene!”, ha scritto su twitter Alarm Phone aggiungendo di aver avvertito tutte le autorità, Roma inclusa, riscontrando una totale inerzia.

Alla fine, denuncia ancora l’ong, la Libia sarebbe intervenuta in ritardo riferendo di aver messo in salvo tutti i naufraghi. “Questa è una bugia. I sopravvissuti dicono che almeno 15 persone sono annegate”, commenta Alarm Phone riportando la medesima versione dei fatti dell’Organizzazione internazionale per le delle migrazioni che in Libia sta prestando i primi soccorsi ai sopravvissuti.

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