Sanremo 2021, le pagelle della prima serata – Rai News

I 13 big e le nuove proposte

L’assenza del pubblico si fa sentire, ma conduttori e ospiti superano la prova a pieni voti

di Sandro Calice Una volta c’era Sanremo. Piaceva dire che il Paese si fermava e per qualche giorno pensieri e preoccupazioni lasciavano posto alla leggerezza della musica leggera. Certo, poi la realtà ogni tanto faceva irruzione nell’Ariston, ma sempre in maniera contingentata, come un rispettoso tributo ai problemi della vita. Questa volta la realtà di un Paese che da un anno lotta contro la pandemia si è seduta in prima fila, sulle poltrone senza pubblico del teatro, e solo grazie alla bravura di Amadeus e Fiorello non si è presa completamente la scena.
 
Complessivamente, conduttori e ospiti hanno superato la prima serata con una promozione piena. La rivelazione è stata Matilda De Angelis, a suo agio anche con lo spigoloso (per contratto) Ibrahimovic, come professoressa di baci di Amadeus e perfino nel duetto con Fiorello in “Ti lascerò”, celebre successo di Fausto Leali e Anna Oxa.
 
I cantanti, invece, al primo ascolto noi li abbiamo sentiti così.
 
Tra le Nuove proposte passano il turno Gaudiano e Folcast, con due brani di sapore latino il primo (7) e con qualche reminiscenza soul il secondo (5,5).
 
Poi i Big.
Arisa  resta un’interprete superba, ma in qualche modo paga pegno all’autore di “Potevi fare di più” (Gigi d’Alessio), che si appoggia completamente sulla sua voce in un crescendo che però resta senza ‘finale’ (5,5).
 
Colapesce Dimartino. “Musica leggerissima” parte con un fischio che ricorda Morricone, poi vira decisamente verso gli anni ’80 con un orecchio a Battisti e l’altro a Battiato, fino al ritornello su cui è difficile rimanere fermi (7,5).
 
Aiello decide che la sua “Ora” deve essere urlata e inutilmente rabbiosa, e perde per strada quella che doveva essere una ballata romantica che pure troverà seguito in una parte del pubblico sanremese (5,5).
 
Francesca Michielin e Fedez. “Chiamami per nome” è stata data tra le favorite, loro cantano distanziati da un nastro bianco, lei fa bene la sua parte, lui indulge all’autotune per non farsi mancare nulla, poi sul finale si commuove e – al diavolo il distanziamento – la abbraccia. Tutto molto bello, i followers apprezzeranno (6).
 
Max Gazzè. Si presenta vestito da Leonardo Da Vinci per cantare la sua “Il farmacista”, che comincia con una citazione da Frankenstein jr. e prosegue allegramente esattamente come Max Gazzè canterebbe un brano di Max Gazzè (6,5).
 
Noemi. Il premiato duo Mahmood-Dardust le scrive questa “Glicine”, non una canzone indimenticabile, ma lei gioca con la sua voce, un po’ graffio un po’ carezza, e il ballatone è servito (7).
 
Madame. C’è ancora la mano di Dardust – autore di 5 brani in questo Sanremo – dietro “Voce”: la più giovane tra i Big la interpreta per niente intimidita dal luogo e dall’occasione, e tra canzone d’amore e trap la sigla con il suo personalissimo stile (6,5).
 
Maneskin. “Zitti e buoni” parte con una svisata di chitarra che mette subito in chiaro di cosa stiamo parlando: questo è rock, non c’è dubbio. Quasi un rock da brutti, sporchi e cattivi. Solo che loro sono bravi, ma sono annche belli, ben vestiti e non è che facciano troppa paura. Ci sono? (7).
 
Ghemon. Con “Momento perfetto” sottolinea una volta in più la sua creatività, mescolando abilmente le sue radici di rapper con lo swing e una spruzzatina di soul (7).
 
Coma_Cose. Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano, coppia nella vita, in “Fiamme negli occhi” si dichiarano il loro amore guardandosi negli occhi, un amore fatto di piccole cose e gesti quotidiani: “Grattugio le tue lacrime, ci salerò la pasta, ti mangio la malinconia, così magari poi ti passa”. Pop d’autore da tenere d’occhio (6,5).
 
Annalisa. Lei piace, ha il suo pubblico, e infatti chiude al primo posto della classifica parziale della prima serata. Ma “Dieci”, la sua canzone, non è all’altezza della sua buona interpretazione (6).
 
Francesco Renga. All’inizio sembra quasi che “Quando trovo te” sia una canzone che non punti esclusivamente sulla voce dell’interprete, è un pop moderno, l’ha scritta Dardust (rieccolo). Poi arriva il ritornello e con lui la tentazione di indulgere al virtuosismo, che non sempre paga (5,5).
 
Fasma. “Parlami” è un altro tentativo di fondere trap e canzone d’amore italiana. Non riuscitissimo, ma la canzone funzionerà ben oltre i suoi meriti (5,5).

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