Vaccini Covid: Italia pronta a produrre siero in 4-6 mesi – QUOTIDIANO.NET

Roma, 3 marzo 2021 – Il piano vaccini anti-Covid in Italia è nel focus del governo Draghi, dopo l’uscita del duro Dpcm presentato ieri e mentre la pandemia si estende per colpa delle temibili varianti del virus (dopo quella inglese, preoccupa la variante brailiana). La road map è stringente.
Oggi sul tavolo del ministro Giancarlo Giorgetti al Mise c’è stato il secondo incontro sui vaccini: presenti il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, quello dell’Aifa Giorgio Palù e il nuovo commissario per l’emergenza  Francesco Paolo Figliuolo. Domani Giorgetti incontrerà il commissario Ue Breton mentre venerdì è in programma l’incontro Governo-Regioni. “Si sta valutando la possibilità di sviluppare un polo nazionale pubblico-privato per la produzione di vaccino che garantisca l’Italia non solo in questa fase emergenziale – ha detto Giorgetti nel question time alla Camera -. Il 25 febbraio, così come oggi, ho incontrato al Mise i vertici di Farmindustria e Aifa. Si sta procedendo ad individuare quelle aziende che, dal punto di vista tecnologico e infrastrutturale, potrebbero essere in grado di produrre vaccini in Italia in un ristretto arco temporale”

Il bollettino Covid di oggi 3 marzo

Intanto il numero dei vaccinati in Italia è ancora basso: ecco la dashboard in tempo reale, e l’11 marzo sessione straordinaria del comitato per i medicinali dell’Ema per ‘prendere in considerazione l’autorizzazione del vaccino Johnson&Johnson.

Vaccini: pronti a produrre in 4-6 mesi

Le aziende italiane sono pronte a produrre il vaccino in 4-6 mesi. E’ quanto è emerso al nuovo incontro al Mise con le case farmaceutiche, dove è stata ribadita la volontà di partecipare al progetto europeo per il rafforzamento della produzione di vaccini.
Il ministro Giancarlo Giorgetti ha verificato la disponibilità di alcune aziende a produrre i bulk, ossia il principio attivo e gli altri componenti del vaccino anti Covid, perché già dotate, o in grado di farlo a breve, dei necessari bioreattori e fermentatori. La produzione potrà avvenire a conclusione dell’iter autorizzativo da parte delle autorità competenti, in un tempo stimato di 4/6 mesi. E’ stato anche appurato che ci sono le condizioni immediate per avviare la fase dell’infialamento e finitura. Sono già pronte a partire molte aziende. All’incontro è stato dato mandato dal ministro ai diversi rappresentanti competenti di procedere all’individuazione di contoterzisti in grado di produrre vaccini entro autunno del 2021.

Il ministro ha confermato la volontà del governo di realizzare in Italia un polo per la ricerca di farmaci e vaccini con investimenti pubblici e privati. Si è deciso infine di mantenere il massimo riserbo sulle aziende che saranno coinvolte nel processo di verifica in corso.

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Vaccini, la priorità in un algoritmo

Un algoritmo sviluppato dagli statistici dell’Università Milano Bicocca individua per nome e cognome le persone dai 18 ai 79 anni che hanno la priorità al vaccino in base al loro profilo clinico. L’indice di fragilità è stato calcolato incrociando le informazioni della Banca dati assistiti delle regioni con i flussi di sorveglianza dei tamponi, dei ricoveri e dei decessi per Covid nella prima ondata e nella seconda. L’applicazione di questo sistema – spiegano i ricercatori – consente di evitare centinaia di intubazioni e decessi. L’algoritmo, adottato dalla Lombardia, verrà comunicato al Ministero della Salute.

Vertice col responsabile della task force Ue

Per giovedì è invece fissato, sempre al Mise, un vertice tra Giorgetti e il commissario Ue Thierry Breton, responsabile della task force Ue sui vaccini, per discutere del piano europeo di rafforzamento della produzione. Un argomento che resta al centro di trattative internazionali tra le aziende produttrici del vaccino, e che detengono i brevetti, e altre case farmaceutiche che, pur non avendo gli impianti adatti per la fase centrale della realizzazione, possono fornire i loro impianti per diversi passaggi produttivi.
A quanto sembra infatti, come ha già spiegato in diverse occasioni Scaccabarozzi, “il tema centrale non sono i brevetti. Le grandi multinazionali farmaceutiche hanno tutto l’interesse a stringere accordi di produzione per conto terzi”.

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L’incontro Governo-Regioni

Venerdì infine è già in programma un incontro tra governo e Regioni, sempre sul tema vaccini, al quale “prenderanno parte anche il nuovo capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e il nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo“,  ha comunicato la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini. Che spiega: “Dovremo trovare la via italiana per accelerare la vaccinazione: abbiamo un numero ancora alto di vittime, contagi che aumentano e una crisi economica profonda”.

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