Il destino già scritto della scuola: da lunedì tutta la Granda in dad, forse si salvano solo nidi e micronidi – La Stampa

Oggi si decide il destino della scuola. Sembra già scritto per il Cuneese: tutti in dad. E forse fino al 19, cioè con ritorno in classe il 22. Di certo c’è che da lunedì saranno in dad i ragazzi della seconda Media all’ultimo anno delle Superiori. Gli unici che hanno una chance di restare in presenza – appesa però al filo dell’impennata ieri dei contagi che potrebbe portare il Piemonte in una nuova allerta – sono i bimbi sotto i tre anni. L’Ossola ha chiuso le scuole salvando le Materne e i nidi. Una linea, peraltro, anticipata dalle stesse parole del presidente della Regione Alberto Cirio: «Cercheremo di salvaguardare il più possibile la didattica in presenza nella fascia da 0 ai 6 anni, per gli studenti disabili e i laboratori». Mettendo poi le mani avanti sul fronte genitori: «Abbiamo ricevuto garanzie dal governo sull’attivazione immediata dei congedi parentali e dei bonus baby sitter». Ma non basta.

Perché è proprio la voce delle famiglie, stavolta, a farsi sentire. La rivolta è partita dal web. E si è concretizzata in una serie di lettere per il governatore. Una da Cuneo. Mette insieme, trasversalmente, genitori, insegnanti educatori. A centinaia le firme per sottolineare come oggi, dati alla mano, «i contagi nelle scuole, pur aumentando, non sono paragonabili a quelli di fine ottobre e novembre». C’è la difesa della scuola come «ambiente sicuro, sano e rigoroso che richiede l’utilizzo della mascherina per 8 ore al giorno e il distanziamento sociale». Si chiede dunque a Cirio di tornare sui suoi passi, anche se il Dpcm lo hanno scritto a Roma. «I servizi 0-6 garantiscono ai bimbi una normalità perduta: non potete chiuderci» è l’appello dei nidi privati di Mondovì. Mentre il comitato piemontese «Priorità alla scuola» rilancia: «Allora si fermino anche le attività produttive non essenziali per non vanificare i sacrifici dei giovani». Con una richiesta: se proprio si deve mettere il lucchetto che almeno si recuperino le settimane perse durante l’estate. Una misura che trova d’accordo il ministro Bianchi, anche se ieri in parte ha rivisto la sua posizione.

A dire un no secco è invece il mondo dei diretti interessati, insegnanti e presidi. Per molti di loro non c’è bisogno di recuperi estivi e la dad funziona. E si dicono pronti per affrontarla. Lo conferma la stessa dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Maria Teresa Furci: «Non c’è nessuna scuola che oggi sia impreparata a gestire la didattica a distanza». E qual’è oggi la situazione del contagio nelle scuole cuneesi? «Non mi risultano criticità se non nelle zone dichiarate rosse dalla Regione. In generale la situazione non allarma. E il personale docente ha aderito al programma di vaccinazione che sta funzionando a dovere. Ma non siamo noi a dover decidere: i numeri vanno interpretati da chi sa coglierne il potenziale pericolo».

 
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