Covid in crescita, scuole chiuse o aperte? Le Regioni: basta ipocrisie, decida lo Stato. Ma il Governo accusa: giocano coi giovani – Tecnica della Scuola

Sulla gestione della scuola, il cambio di governo non ha sortito effetti: diverse Regioni e Comuni continuano a ragionare in modo assai diverso rispetto alle scelte fatte Consiglio dei ministri e amministrazione centrale. Il copione, di fatto, è rimasto quello decisamente conflittuale che aveva caratterizzato l’ultimo periodo della gestione Azzolina: da una parte, le decisioni del governo che lasciano comunque l’ultima parola all’ente locale, come del resto previsto dalle norme e dalla Costituzione; dall’altra, governatori e sindaci che lamentano poca chiarezza ed eccesso di responsabilità ricadute sulle loro teste.

Emiliano: “lo Stato agisce e basta”

“Si dica chiaramente che le Regioni, ove dovesse succedere una catastrofe scolastica, non sono responsabili”, ha tuonato domenica 7 marzo il governatore della Puglia, Michele Emiliano, intervistato da ‘La Stampa’.

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Emiliano parla di “un atteggiamento ipocrita: da un lato si finge con l’opinione pubblica di promuovere la presenza a scuola, poi però si lascia a noi, che ogni giorno ci affannano a fare ordinanze di tutti i tipi, la facoltà di intervenire sulle scuole. Se hanno il coraggio, si devono prendere la responsabilità di gestirle dicendo che i poteri ex articolo 32 della legge sulla riforma sanitaria non possono essere esercitati sulla scuola, che è una funzione nazionale e non regionale”.

Secondo il governatore della Puglia “lo Stato agisce e basta”.

Emiliano lamenta poi il fatto che al sud siano arrivati meno vaccini che al Nord e al Centro: “La cosa grave è che al sud abbiamo un numero di ospedali che sono la metà di quelli del nord e anche molto meno personale sanitario. Ecco, siamo cornuti e mazziati”.

Decaro: perchè asporto aperto dopo le 18?

Severo è anche il giudizio del sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro: in un’intervista a ‘QN’, attraverso il nuovo Dpcm “con una mano si chiudono le scuole e con l’altra si elimina il divieto di asporto dopo le 18 per certi esercizi commerciali, favorendo così di fatto gli assembramenti nei pressi dei locali che possono essere frequentati anche dai ragazzi. Sinceramente sono preoccupato”.

“Qualcuno – ha aggiunto riferendosi proprio ai sindaci – potrebbe adottare l’arma delle ordinanze locali per vietare l’asporto di bevande dopo le 18, soprattutto in quei luoghi dove il contagio preoccupa. Siamo tutti stanchi, la situazione è pesante, ma non possiamo vanificare gli sforzi”.

Sullo stop all’attività didattica in presenza, Decaro dice che “i Comuni non possono permettersi un proprio pool di virologi, per cui dobbiamo fidarci del Cts” che si dice preoccupato per i troppi contagi.

“Se i medici ci dicono che il contagio viaggia forte tra gli under 19, dobbiamo crederci e agire di conseguenza. Ma resto convinto – conclude Decaro – dell’idea che la scuola resti un luogo sicuro”.

Floridia: abuso di potere dei governatori

Da parte del governo, però, non sembra esserci alcun ripensamento. Anzi. Secondo la sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia (M5S), “non possiamo accettare che i presidenti di regione abusino della facoltà che gli viene data di chiudere le scuole anche in altre aree che dovessero essere particolarmente a rischio. Devono limitarsi a casi estremi”.

Floridia sostiene che “la salute dei nostri giovani non consiste solo nel proteggerli dal virus ma la loro salute consiste anche nel loro benessere psicofisico e nella possibilità di sviluppare, in modo sano, la sfera relazionale”.

La sottosegretaria grillina ricorda che “gli hikikomori sono sempre più numerosi, numerosi sono anche i ragazzi che cominciano a manifestare disturbi alimentari, dell’apprendimento e del comportamento. E le misure vanno assunte con responsabilità e nella totale comprensione delle conseguenze che portano con sé. Le scuole, quindi, devono essere gli ultimi spazi di vita sociale a chiudere! E devono chiudere solo se anche tutto il resto è chiuso”.

Secondo Floridia “non ci sono soluzioni facili e veloci, come le chiusure. Ci sono solo soluzioni difficili e lente e sono quelle giuste, come tenere le scuole aperte (luoghi sicuri) e fare in modo che tutto il resto intorno alle scuole funzioni!”.

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