Il governo studia una super zona rossa – IL GIORNO

Roma – All’orizzonte si profila una nuova super zona rossa come peraltro aveva ipotizzato già qualche giorno fa Guido Bertolaso. Per ora è solo un’ipotesi su cui però sembra stia lavorando il governo Draghi che il 6 marzo scorso ha varato il nuovo Dpmc in vigore sino al 6 aprile prossimo, subito dopo Pasqua. Ma il virus è tornato a correre e preoccupa un po’ tutti, tanto che la chiusura delle scuole (nidi esclusi) potrebbe non bastare a contenere l’impennata dei contagi e già da questa settimana potrebbe essere decisiva per inserire misure restrittive aggiuntive. Tecnici e politici, scienziati e presidenti di Regione sono riuniti in una nuova cabina di regia che potrebbe varare nuovi provvedimenti già a partire da venerdì 12 marzo, quando potrebbero arrivare novità sulle misure anticovid.

Quota 100mila decessi

La situazione sta degenerando, sostengono gli esperti del Comitato tecnico scientifico, e nessuno, ormai, può dar loro torto. I contagi giornalieri sono stabilmente sopra quota 20mila e ormai il nostro Paese si prepara a superare quota la fatidica soglia dei 100mila morti da inizio della pandemia, una soglia che psicologicamente costituisce una quota allarmante, mentre l’indice di positività è arrivato al 7,6%. Senza contare le varianti che circolano sempre più velocemente in tutto il Paese e abbassano in modo preoccupante l’età dei contagiati.

Nuove restizioni

Tra i possibili scenari per fronteggiare questa nuova sitiuazione c’è sappunto la super zona rossa: un nuovo lockdown nazionale, mirato e a tempo determinato, che permetta di abbattere la curva epidemiologica e contemporaneamente vaccinare più persone possibile. La decisione del governo Draghi arriverà entro venerdì prossimo, quando sono attesi anche i nuovi dati dell’Iss. Mentre 25 milioni di cittadini si trovano in semi-lockdown e un sondaggio dice che il 44% degli italiani vuole un lockdown duro ma limitato nel tempo, e Massimo Galli, infettivologo del Sacco, dice chiaro e tondo che le misure adottate non bastano

I nuovi criteri

L’ultimo Dpcm la palla è passata in mano ai presidenti delle Regioni, che possono decidere se aumentare le restrizioni in determinate zone, come successo in Emilia Romagna, ma la ripresa esponenziale del virus richiede uniformità nazionale. Il Cts propone di utilizzare il criterio già utilizzato per la chiusura delle scuole: 250 contagi su 100mila abitanti in sette giorni, in questo caso scatterebbe la zona rossa. Le proposte per evitare un nuovo lockdown sono diverse e vanno dalle chiusure totali solo nei weekend (per fermare assembramenti e movida) alla didattica a distanza per tutti gli studenti d’Italia, indistintamente, ma anche al coprifuoco anticipato di due-tre ore. 

I vaccini

Da qui a fine aprile arriveranno in Italia 26 milioni di dosi di vaccino, e bisogna somministrarle tutte, di corsa. Un lockdown più duro e coordinato consentirebbe un’accelerazione della campagna di vaccinazione: questa potrebbe essere la vera svolta dopo un anno di pandemia, per riaprire a metà primavera in una situazione finalmente diversa.

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