Vaccino AstraZeneca anche per gli over 65: come funziona e che efficacia ha – Il Messaggero

Dopo la Germania e la Francia, il vaccino AstraZeneca sarà ammesso in Italia anche per gli over 65. Il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà già oggi o domani una circolare con la quale si autorizzerà la somministrazione. Sembrano superate dagli studi scientifici le diffidenze riguardo all’uso di questo vaccino in persone con età superiore ai 65 anni. «Potrà essere somministrato a tutte le generazioni – ha dichiarato il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli -. E’ un vaccino significativamente utile e prolungando la distanza tra la prima e la seconda dose copre nell’82% dei casi da ogni forma di Covid-19 e per le forme più gravi andiamo al 100%». Il Css, ha aggiunto, «ha fornito un parere che dà indicazione per impiegare questo vaccino negli over 65 proprio perchè il profilo di sicurezza è ottimale».

Per questo, alcuni Paesi europei che come Roma avevano inizialmente limitato l’uso di AstraZeneca a determinate categorie, hanno fatto marcia indietro, seguendo l’esempio del Regno Unito che ha fatto registrate, grazie a un virtuoso piano vaccinale, un significativo calo del numero dei nuovi casi, delle ospedalizzazioni e di conseguenza dei decessi. 

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Oxford-AstraZeneca si differenzia rispetto a Pfizer e a Moderna, gli altri due vaccini distribuiti nel nostro paese, perché si basa su un vettore virale non-replicativo, che nello specifico è un adenovirus di scimpanzé modificato per non potersi replicare e per veicolare l’informazione genetica che induce il corpo umano a produrre la proteina spike del nuovo coronavirus. Una volta iniettato, fa produrre la proteina spike dalle nostre cellule e stimola così la produzione di anticorpi. Ma a differenza dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna, che portano le istruzioni in un filamento singolo di Rna, il vaccino di Oxford utilizza un doppio filamento di Dna. Poiché il Dna non è fragile come l’Rna e il rivestimento proteico dell’adenovirus aiuta a proteggere il materiale genetico al suo interno, questo vaccino è più robusto dei vaccini a mRNA. Si tratta di una tecnologia vaccinale meno nuova, e questo vuol dire che la piattaforma biologica su cui si basa, è già stata utilizzata in modo simile per diverse altre vaccinazioni (come l’Ebola). Come gli altri due vaccini è più effeicace se vengono inoculate due dosi, a distanza di almeno 10 settimane (meglio se 12) l’una dall’altra. Inizialmente si è pensato che questo intervallo di tempo potesse essere ridotto a sole 4 settimane, ma gli ultimi studi hanno stabilito che la maggiore efficacia si ha se tra una dose e l’altra si attendono almeno 70 giorni (fino all’82,4% di efficacia). 

L’efficacia

AstraZeneca viene considerato efficace già dopo 3 settimane dalla prima dose, ma arriva al suo massimo solo dopo 2 settimane dalla seconda iniezione. L’uso di questo vaccino permetterebbe con più facilità l’ingresso tra i vaccinatori dei medici di base, perché può essere conservato a temperature da frigorifero, tra i 2°C e gli 8°C: fino a 6 mesi a confezione chiusa e fino a 2 giorni a confezione aperta. Poi a temperatura ambiente, entro i 30°C, per 6 ore al massimo. La soluzione non va diluita e ogni fiala contiene tra 8 e 10 dosi da 0,5 millilitri, con la solita precauzione di non mescolare residui di fiale diverse. In Italia sono arrivate finora 250mila dosi di vaccino, ma entro fine marzo si dovrebbe arrivare a 5 milioni (di cui 4 proprio nel corso del mese di marzo).

Quanto duri la protezione non è ancora stato accertato: sicuramente arriva ad almeno 2 mesi dalla seconda dose, ma si pensa che possa essere anche superiore. Le reazioni avverse registrate finora sono generalmente molto lievi e più frequenti sotto i 65 anni di età,  mentre quelle gravi si sono verificate in casi rarissimi. Le conseguenze più frequenti sono la febbre, il mal di testa, i dolori muscolari o articolari. Sono di entità lieve o moderata e, seppur fastidiose, si risolvono in poche ore o pochi giorni, quasi sempre senza che sia necessario ricorrere ad alcun medicinale. Tuttavia, come tutti i farmaci, anche questi vaccini possono causare rarissime reazioni di tipo allergico fino allo shock anafilattico. Per questo motivo il vaccino viene sempre eseguito in sicurezza da personale sanitario addestrato ed è previsto che chi fa il vaccino rimanga in osservazione per almeno 15 minuti dopo l’iniezione.  

Le varianti

I dati al momento disponibili riconoscono ad AstraZeneca una buona efficacia sulla variante inglese, mentre pare essere meno funzionale sia per la sudafricana che per la brasiliana. L’azienda ha però annunciato che in autunno arriverà una nuova versione del vaccino per contrastare le varianti. Recentemente è stato condotto uno studio in Sud Africa su un piccolo campione di pazienti che, pur essendo stati vaccinati con il vaccino AstraZeneca, si sono ammalati di una forma non grave di Covid provocata dalla variante sudafricana.

In tutti i paesi dove si stanno utilizzando i vaccini (non solo AstraZeneca, ma anche Pfizer e BioNTech) si sta verificando una netta riduzione del numero dei casi di Covid, ricoverati in terapia intensiva. Nei Paesi dove si è vaccinato di più, come in Scozia e in Israele, si assiste a una riduzione dei ricoveri in terapia intensiva che va dall’80 a più del 90%.

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