Covid, scontri nelle piazze tra ambulanti e polizia: un poliziotto ferito, sette fermati. Lamorgese: “Violenza inammissibile” – La Stampa

In molte città italiane è scesa in piazza quest’oggi la protesta degli ambulanti che chiedono di poter tornare a lavorare. Da Nord a Sud, non sono mancati momenti di tensione, soprattutto a Milano e Roma. E’ alta in particolare la tensione davanti alla Camera, a Roma. Le forze dell’ordine sono riuscite a contenere e bloccare i manifestanti, che volevano sfondare le transenne che delimitano e proteggono tutta l’area antistante Montecitorio. Dopo alcuni momenti di forte tensione, con lancio di bottiglie e fumogeni, e alcuni manifestanti fermati dalla polizia – con relativo sequestro di oggetti (tra cui delle catene) – la situazione è tornata pressoché tranquilla. I manifestanti, tra cui commercianti, ambulanti e esercenti di attività chiuse per le norme anti Covid, stanno continuando a manifestare, con slogan al grido di “buffoni, buffoni” e “libertà, libertà”. 

Protesta dei ristoratori, tra i manifestanti spunta un vichingo come a Capitol Hill: “Dobbiamo aprire tutti quanti, se lo facciamo nessuno può farci chiudere”

Un poliziotto ferito

Ad avere la peggio, nei minuti di alta tensione davanti alla Camera, è stato un poliziotto, che ha riportato un taglio sul sopracciglio, provocato dal lancio di un oggetto. L’agente ha ricevuto una prima medicazione a Palazzo Chigi, sede del governo, poi è stato portato in ospedale per un controllo più accurato.

E sulla questione è intervenuto anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che stigmatizza i fatti di oggi: »Esprimo la mia solidarietà e vicinanza al funzionario della Polizia di Stato rimasto ferito durante la manifestazione in Piazza Montecitorio». Aggiunge: «In questo momento le proteste sono alimentate dalla situazione estremamente delicata per il Paese ma che è inammissibile qualsiasi comportamento violento nei confronti di chi è impegnato a difendere la legalità e la sicurezza».

Ma sono diverse le manifestazioni che si sono tenute in diverse parti d’Italia, in particolare nelle grandi città. Vediamo qual è la situazione.

Covid, tensione in piazza davanti Montecitorio durante la protesta dei ristoratori

Milano
Mattinata di tensione nel centro di Milano per due distinte manifestazioni di protesta che hanno visto il proprio epicentro tra la Stazione Centrale e via Gioia. In strada i lavoratori delle imprese dei bus turistici, particolarmente colpite dalla crisi provocata dalla pandenmia. Una quarantina di autisti si sono ritrovati tra via Gioia e viale Zara, nella zona dove si si erge il grattacielo della Regione Lombardia per chiedere idealmente all’Ente sostegno e aiuti per fronteggiare la situazione. Più animata la protesta degli ambulanti. Questi si sono ritrovati in piazza Duca d’Aosta, dove sorge l’edificio della stazione centrale del capoluogo lombardo: qui, al grido di «lavoro lavoro», circa 200 ambulanti si sono dati appuntamento per invocare ristori e per chiedere di «riaprire il prima possibile in modo da poter ritornare a lavorare». 

Il corteo dei furgoni degli ambulanti paralizza la zona della Stazione Centrale a Milano

Un centinaio i mezzi con cui si sono dati appuntamento nel luogo del ritrovo, con inevitabili impatti sulla circolazione della zona. Il presidio, monitorato sempre dalle forze dell’ordine, si è poi spostato verso la zona del Lazzaretto ma è stato bloccato dalla polizia in quanto non autorizzato. Attimi di tensione crescente e poi la soluzione, con il permesso concesso di proseguire, a piedi, verso la prefettura dove i manifestanti potrebbero essere accolti dalle autorità.

Milano, la protesta degli ambulanti che ha bloccato la città

Roma 
Ma i momenti di maggiore tensione si sono vissuti oggi pomeriggio davanti a Montecitorio, con scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine, schierate in assetto anti sommossa. A manifestare davanti la Camera, da alcune ore, sono diverse categorie di esercenti commerciali le cui attività sono ancora chiuse per le norme anti Covid (tra cui ristoranti, palestre, ambulanti). Mentre nelle prime fase della manifestazione la situazione sembrava tranquilla, con le proteste che si limitavano a cori e urla nei megafoni, da alcuni minuti la tensione è andata crescendo, con lanci di fumogeni e alcuni manifestanti che hanno tentato di sfondare le transenne a protezione della piazza. Le forze dell’ordine hanno contenuto i tentativi di sfondamento, fermando alcuni manifestanti. Oltre ai fumogeni, sono state lanciate anche alcune bottiglie. 

Ristoratori, scontri in Piazza Montecitorio tra manifestanti e Polizia: bottiglie, aste e megafoni contro le forze dell’ordine

Torino
Un gruppo di mercatali di Torino, facenti parte del Goia, questa mattina si è ritrovato davanti al tribunale per parlare della manifestazione che si terrà domani. «Non c’è giustizia in Italia – spiegano in un video pubblicato su Facebook -, siamo qua perché chiediamo di andare a lavorare per giustizia. Il mondo si muove e gli ambulanti non alimentari sono chiusi. Noi domani vogliamo aprire nei nostri mercati. Abbiamo chiesto il permesso alla Questura che non ce l’ha dato, ma possiamo stare in forma statica nei mercati. Domani mettiamo in atto “io piazzo”, perché così non si può andare avanti».

Imperia
Ambulanti in piazza stamani alle 8 sulla spianata di Imperia Oneglia, per manifestare contro l’ordinanza con la quale è stata istituita la zona rossa. Gli ambulanti hanno guidato i propri mezzi in un lento corteo verso la Prefettura di Imperia dove hanno organizzato un presidio in attesa che una delegazione venga ricevuta dal prefetto Alberto Intini. «Siamo quasi tutti di Imperia, ma c’è anche qualcuno da Savona – ha detto Davide Milazzo, uno degli organizzatori -. La nostra categoria comprende centinaia di famiglie. E’ assurdo che i negozi di articoli per bambini e intimo possono restare aperti mentre i banchi che vendono lo stesso prodotto devono chiudere malgrado i mercati siano notoriamente le zone più controllate, con pattuglie di polizia, carabinieri, finanza e vigili. Se ci ascolteranno, bene – ha detto -; altrimenti torneremo con mogli e figli. Se il governatore Toti è convinto che la nostra provincia ha un alto indice di contagio perché non ha chiuso tutto?». Giovedì prossimo, in mancanza di risposte, gli ambulanti potrebbero manifestare anche a Savona.

Covid, gli ambulanti davanti alla Prefettura di Imperia: “Fateci lavorare”

Toscana
Riapertura immediata di tutti i mercati per tutte le categorie merceologiche, annullamento del pagamento suolo pubblico fino al 31 dicembre 2021, un anno bianco dal punto di vista fiscale con interventi sulla parte contributiva. Gli ambulanti toscani chiamano il settore alla mobilitazione generale e lo faranno mercoledì 7 aprile con due appuntamenti nella stessa giornata di protesta «Mai più mercati chiusi, #ilmiolavorounicoristoro» partito dal mercato di Pistoia (ore 9) per concludersi a Firenze in via Cavour davanti alla Regione Toscana. Una giornata di protesta per dire basta alle mancate riaperture, chiedere interventi di sostegno concreto al settore e l’attivazione di un tavolo di crisi per il commercio ambulante. «Il tempo della pazienza è finito – spiega il presidente Assidea Alessio Pestelli – Adesso è il tempo di dire basta alle chiusure che, di fatto, penalizzano quasi esclusivamente gli ambulanti e i mercati ed è arrivato il momento di chiedere interventi di sostegno strutturali e non più misure tampone che non servono a niente. Abbiamo il diritto di chiedere misure importanti che consentano di dare respiro alle casse delle nostre imprese. Chiediamo semplicemente di farci tornare a lavorare e di farlo subito. I mercati all’aperto – conclude Pestelli – sono luoghi sicuri. Ci scusiamo fin da subito per i possibili disagi che non dipendono da noi ma dalle istituzioni che ancora una volta non ci ascoltano». 

Caserta
In fila, lentamente fino a fermarsi. La protesta dei mercatali è inziata questa mattina sull’autostrada A1 all’altezza Caserta, sia in direzione Sud che Nord. Una coda lunga di auto e il traffico e’ andato un tilt nel giro di 30 minuti. La protesta dell’Associazione nazionale ambulanti Ugl per le restrizioni anti-Covid esplode anche in Campania, dove ha messo in ginocchio la viabilità sull’autostrada A1. Da stamattina alle 9 gli operatori commerciali, in primis i mercatali ma anche ristoratori ed esercenti di attivita’ di vario tipo, hanno bloccato il traffico veicolare. Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia stradale e il personale della Direzione VI Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia. «La nostra intenzione –, dice Peppe Magliocca presidente dell’Ana-Ugl di Caserta – è arrivare a Roma per protestare contro una situazione assurda, con tanti operatori sul lastrico, che si sentono abbandonati».

Ambulanti bloccano A1, in coda anche Vincenzo De Luca

Puglia
Gli ambulanti hanno manifestato in tutta la Puglia, a partire da Bari, con un sit-in di protesta. Sono 16 mila le imprese commerciale interessate, che si considerano «vessate e umiliate dalle politiche scellerate» e trattate come «capro espiatorio del contagio». Gli ambulanti denunciano di essere stati «messi da parte sia dal governo centrale che da quello regionale». Entrambi sono accusati di ostacolare, «illegittimamente” – sostiene il coordinatore di CasAmbulanti Italia, Savino Montaruli – le riaperture dei mercati e delle attivita’ ferme in maniera discriminante, e dalle politiche locali che hanno completamente ignorato e dimenticato un’intera categoria».

Gli imprenditori ritengono «non determinante, ai fini dell’incidenza del Covid-19, la chiusura forzata delle loro attività: ristoratori, abbigliamento, estetiste, parrucchieri, orafi, palestre, piscine, attività di commercio ambulante del settore merci carie nei mercati». Per questo chiedono che «venga concessa dal 7 aprile, la possibilità di riapertura di tutte le attività artigianali, commerciali, di servizi, sportive e di quelle svolte all’interno dei mercati per tutti i Settori, affinché le innumerevoli partite Iva, straordinariamente provate sia economicamente sia moralmente dai dpcm di chiusura, non esalino l’ultimo respiro, creando un danno al sistema Paese irrimediabile sia sotto il profilo economico che occupazionale». In ultimo, gli ambulanti hanno chiesto ai sindaci «lo stanziamento di un fondo comunale dedicato, a titolo di ristoro». Ad Andria (Bat) è intervenuta anche la consigliera regionale andriese Grazia di Bari (M5S), che si è impegnata a far da tramite per un incontro in videoconferenza che dovrebbe svolgersi oggi pomeriggio alle 16 alla presenza del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

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