Denise Pipitone e il confronto con Olesya Rostova. «Prima il Dna, dopo la diretta» – Corriere della Sera

Alla famiglia di Denise Pipitone la gestione televisiva del caso di Olesya Rostova proprio non piace. «Non vogliamo sottoporci a un ricatto mediatico da parte della tv russa. Se prima della trasmissione non ci faranno avere la documentazione relativa al gruppo sanguigno di Olesya e dell’eventuale test del Dna non parteciperemo ad alcun collegamento televisivo». Così l’avvocato Giacomo Frazzitta, il legale che assiste Piera Maggio, mamma di Denise. Oggi pomeriggio è in programma la diretta televisiva in cui si dovrebbero apprendere gli esiti dell’esame sul gruppo sanguigno effettuato sulla ragazza russa che ha la stessa età della bambina scomparsa a Mazara del Vallo quasi 17 anni fa e che presenta una somiglianza con Piera Maggio. La giovane russa è in cerca della madre: sarebbe stata rapita dai nomadi quando aveva quattro anni, proprio l’età di Denise al momento della scomparsa il primo settembre del 2004. La ragazza ha raccontato che a cinque anni è finita in un orfanotrofio dopo essere stata sottratta a una nomade.

La storia di Denise Pipitone

La famiglia di Denise: «Niente strumentalizzazioni»

Alla diretta di oggi pomeriggio sulla tv russa che ha sollevato il caso erano stati invitati la mamma di Denise o l’avvocato Frazzitta. Ma la famiglia vuole essere informata prima dell’esito di eventuali esami e non apprenderli in diretta durante la puntata di Lasciami parlare (il titolo del programma) come se si trattasse di un reality show qualsiasi. «Senza questa documentazione — ribadisce il legale — non parteciperemo ad alcuna trasmissione né passerella televisiva e chiuderemo ogni rapporto con la tv russa». «Abbiamo accettato la loro proposta di un “faccia a faccia” in tv — spiega ancora l’avvocato — con l’obiettivo di fornire alla Procura che indaga tutta la documentazione scientifica necessaria a fare chiarezza. In mancanza di ciò chiederemo alla magistratura di svolgere direttamente tutti gli accertamenti del caso con una rogatoria internazionale, ma non siamo disposti a una strumentalizzazione mediatica della vicenda».

Le altre segnalazioni

«Al momento non abbiamo ancora avuto la possibilità di un contatto diretto con la giovane — aveva spiegato Frazzitta —. A Olesya chiederò se ricorda i momenti antecedenti all’ingresso in orfanotrofio e, quindi, se le persone che l’hanno tenuta segregata fossero dei rom». In passato segnalazioni e clamorose somiglianze (ancora più nette di quella della ragazza russa) non sono mancate. E quindi, pur coltivando una speranza, i genitori della bambina siciliana mettono in conto la possibilità di una nuova delusione: «Anche in questo caso andremo cauti», ha dichiarato Piera Maggio in un audio messaggio diffuso ieri su Canale 5.

6 aprile 2021 (modifica il 6 aprile 2021 | 09:57)

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