Libia: Draghi a Tripoli per rilanciare accordi economici con il nuovo governo – Il Sole 24 ORE

I punti chiave

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Da vero tecnocrate che ha vissuto (senza essersi mai macchiato di crimini) la dittatura di Gheddafi , Abdul Hamid Dbeibah, nuovo premier del Governo di unità nazionale (Gnu) sa che per traghettare il Paese fino alle elezioni del 24 dicembre ha bisogno dell’aiuto di tutti, dentro e fuori dal Paese. Un metodo consensuale post-gheddafiano che mette al primo punto la crescita economica e l’attrazione degli investimenti esteri.

Rientra in questa filosofia il rapporto tutto speciale che Dbeibah ha intenzione di riservare all’Italia per il ruolo storico che la svolto nel Paese e per l’azione svolta negli ultimi mesi a favore di una soluzione politico-diplomatica del conflitto tra Est e Ovest del Paese. Dbeibah punta molto sull’Italia e sulle sue imprese che possono rappresentare un’utile alternativa alle ambizioni egemoniche della Turchia.

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Missione con ricadute economiche e geopolitiche

Non è un caso che proprio oggi, 6 aprile, dopo Draghi il neopremier Dbeibah incontri il premier greco Kyriakos Mītsotakīs che ha un conflitto aperto con Ankara per gli accordi sui confini e lo struttamento delle risorse marittime, un tema quest’ultimo sul tavolo dei leader europei. Draghi volerà a Tripoli stamattina insieme al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per la sua prima missione all’estero replicando quindi quanto accadde già per l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi che scelse di effettuare la prima missione all’estero in Tunisia nel marzo 2014. Una missione delicata con significative ricadute economiche e geopolitiche che intercetta accordi economici, questioni di relazioni internazionali e problemi di sicurezza e che vede l’Italia in prima fila svolgere un ruolo quasi di portavoce degli interessi europei nella sponda Sud del Mediterraneo, terra di conquista per i disegni strategici di Paesi come Russia e Turchia.

Ecco nel dettaglio i temi che saranno oggi sul tavolo del colloquio tra Draghi e Dbeibah.

Energia

Un accordo Italia-Libia sulla transizione energetica e le fonti rinnovabili nel Fezzan è stato messo a punto e trasmesso alle autorità libiche ma non verrà firmato oggi. Lo stanno ancora valutando i ministri dell’Economia Muhammad al Hawaji già ministro con Gheddafi e il ministro del Petrolio e Gas, Ahmed Mohamed Aoun già presidente de Mellitah Oil and Gas Company ossia la società congiunta Eni-Noc. Si tratterebbe di un accordo quadro di lungo termine che prevederebbe la realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili nel Fezzan. Anche qui un ruolo centrale lo giocherà il gruppo Eni, primo produttore di gas in Libia e principale fornitore di gas al mercato locale. I progetti nelle rinnovabili nell’economia circolare e nella formazione sono molti e sono stati discussi il 21 marzo tra il premier Dbeibah e Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni.

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Libia: Draghi a Tripoli per rilanciare accordi economici con il nuovo governo – Il Sole 24 ORE

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