Tafferugli a Montecitorio: ambulanti, ristoratori e commercianti protestano per le restrizioni anti Covid…. – la Repubblica

Giornata di tensione per la protesta degli ambulanti e di commercianti e ristoratori in tutta Italia. Davanti Montecitorio, a Roma, sono stati lanciati alcuni fumogeni e bottiglie. La polizia, che transenna l’area antistante la Camera dei deputati in assetto antisommossa, ha contenuto i manifestanti, che protestano al grido di “liberta’, liberta’”, tentando di scavalcare le recinzioni. Tra loro alcuni senza mascherina, bandiere blu di Italexit, il movimento del senatore ex M5S Gianluigi Paragone, e un uomo, Ermese, ristoratore modenese, vestito come Jake Angeli, l’appartenente al movimento Q-Anon che fece irruzione al Congresso Usa a Washington. In piazza pure i militanti di CasaPound, organizzazione di estrema destra.

Subito dopo il comizio di Vittorio Sgarbi gli organizzatori – un gruppo di associazioni – hanno chiamato allo sfondamento. Ai lanci di oggetti gli agenti hanno risposto con una carica. Un secondo tentativo più tardi. Ferito almeno un poliziotto, medicato a Palazzo Chigi e portato poi in ospedale. Testimoni raccontano però che ci sarebbero feriti anche alcuni manifestanti. Tra loro anche dei fermati. 

In piazza pure Giovanni Favia, ristoratore bolognese tra i volti più noti degli esercenti “ribelli”, ex M5s: “Sono state divelte le transenne” e “ci sono stati scontri con la polizia”, racconta. “Non credo che la situazione possa reggere. Il rischio è un’escalation del conflitto”. 

“Lavoro, lavoro” è il coro del folto gruppo di commercianti ambulanti  che si è riunito in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale di Milano, per chiedere di poter riaprire “prima possibile ” e “immediati ristori” per il comparto “allo stremo”. “Siamo gli unici ancora chiusi – hanno spiegato-. E’ giusto che riaprano le scuole, molti negozi riapriranno o non sono mai stati chiusi: noi chi siamo? I nemici sociali?”. Da piazza Duca d’Aosta i duecento manifestanti, con un centinaio di automezzi, hanno improvvisato un corteo che si è fermato a poca distanza, in via Vittor Pisani, bloccando la strada, con il traffico che viene deviato nelle vie limitrofe.

La protesta non è avvenuta solo a Milano. Gli ambulanti erano in piazza già alle 8 stamani sulla spianata di Imperia Oneglia, per manifestare contro l’ordinanza con la quale è stata istituita la zona rossa. Hanno guidato i loro mezzi in un lento corteo verso la Prefettura di Imperia, dove hanno organizzato un presidio in attesa che una delegazione venga ricevuta dal prefetto Alberto Intini. “Siamo quasi tutti di Imperia, ma c’è anche qualcuno da Savona – ha detto Davide Milazzo, uno degli organizzatori -. La nostra categoria comprende centinaia di famiglie. E’ assurdo che i negozi di articoli per bambini e intimo possano restare aperti mentre i banchi che vendono lo stesso prodotto devono chiudere. I mercati sono notoriamente le zone più controllate, con pattuglie di polizia, carabinieri, finanza e vigili. Se ci ascolteranno, bene, altrimenti torneremo con mogli e figli. Se il governatore Toti è convinto che la nostra provincia ha un alto indice di contagio perché non ha chiuso tutto?”.

Protestano gli ambulanti, corteo non autorizzato: bloccato il traffico in centro

“Lo Stato ci ha abbandonato”. E’ uno dei tanti cartelli esposti dagli oltre  duecento venditori ambulanti provenienti da tutta la provincia di Foggia che stanno protestando nel piazzale di fronte al cimitero cittadino. “Chiediamo la riapertura immediata dei mercati” affermano. “Siamo allo stremo delle forze” spiega Raffaele Cristinziano, segretario di zona del sindacato Ana Ugl (Associazione nazionale ambulanti). “E’ un anno che sopportiamo queste pene. Siamo tra le categorie più disastrate.
Non siamo considerati  dal Governo. Abbiamo avuto una sospensione  delle tasse, ma non una revoca”.

La mobilitazione continuerà domani per gli ambulanti toscani aderenti ad Assidea, che allo slogan “Mai più mercati chiusi, #ilmiolavorounicoristoro” daranno vita a una giornata di protesta che partirà dal mercato di Pistoia (alle 9). Qui insceneranno una sorta di mercato con tanto di banchi, ma senza merce esposta, per proseguire poi a Firenze, con ritrovo alle 13 al piazzale Metro dell’Osmannoro. In corteo con i loro furgoni, gli ambulanti manifesteranno per le vie del capoluogo toscano per raggiungere la sede del Consiglio regionale, nella centrale via Cavour, alle 16:30.

Gli ambulanti chiedono la riapertura immediata di tutti i mercati per tutte le categorie merceologiche, l’annullamento del pagamento del suolo pubblico fino al 31 dicembre, un anno bianco dal punto di vista fiscale con interventi sulla parte contributiva.

“Il tempo della pazienza è finito – spiega in una nota il presidente Assidea Alessio Pestelli -. Adesso è il tempo di dire basta alle chiusure che, di fatto, penalizzano quasi esclusivamente gli ambulanti e i mercati ed è arrivato il momento di chiedere interventi di sostegno strutturali e non più misure tampone che non servono a niente. Abbiamo il diritto di chiedere misure importanti che consentano di dare respiro alle casse delle nostre imprese. Chiediamo semplicemente di farci tornare a lavorare e di farlo subito. I mercati all’aperto – conclude Pestelli – sono luoghi sicuri. Ci scusiamo fin da subito per i possibili disagi che non dipendono da noi ma dalle istituzioni che ancora una volta non ci ascoltano”.

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