AstraZeneca, oggi l’Ema decide sull’utilizzo. Nuove restrizioni in arrivo – Il Sole 24 ORE

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I nuovi dubbi su AstraZeneca sembrano mettere in discussione il piano vaccini definito dal presidente del Consiglio Mario Draghi e seguito dal commissario straordinario Francesco Figliuolo. In realtà, oltre la pronuncia in vista dell’Ema, l’agenzia europea per i medicinali, c’è un solo dato in grado di diventare critico: la percentuale di defezioni dei prenotati sul vaccino anglo-svedese.

Fonti di governo sottolineano come le eventuali rimodulazioni del piano vaccinale vanno viste non sull’andamento giornaliero o settimanale, ma sul medio periodo. In realtà il piano Figliuolo può anche permettersi il lusso di qualche battuta d’arresto: con la stagione calda il livello dei contagi si abbassa. Le dosi dimezzate, annunciate da AstraZeneca per la consegna di metà mese, saranno poi completate secondo le quantità già previste tra il 16 e il 23 aprile. In più entro oggi arriva la consegna di 1,5 milioni di dosi Pfizer: «Si tratta in assoluto del lotto di vaccini più consistente consegnato dall’inizio della campagna, di cui beneficeranno in modo particolare i soggetti più vulnerabili» sottolinea l’ufficio del commissario Figliuolo.

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Altri vaccini in arrivo

Le preoccupazioni, tuttavia, non sono infondate. Martedì (numeri di Lab24-IlSole24ore su dati ufficiali) sono state somministrate 184.842 dosi con altre 54.635 persone vaccinate con due dosi. Le Regioni hanno tuttora disponibili 2 milioni e 685mila dosi oltre quelle in arrivo.

Fino a martedì sono state vaccinate con due dosi 3.539.230 persone, pari al 5,93% della popolazione. Tenuto conto degli arrivi cospicui di dosi – Pfizer e Johnson & Johnson – in aprile, l’eventuale calo AstraZeneca potrebbe essere in effetti attutito. Nel secondo trimestre, del resto, oltre a 7,3 milioni di Johnson sono previste altrettante dosi di Curevac, vaccino tedesco. E le dosi di Moderna, 1,3 milioni nel primo trimestre, schizzano a 4,6 milioni nel secondo. Martedì sono arrivate 7.100 dosi di Moderna all’hub di Pratica di Mare del Coi, il comando operativo di vertice interforze guidato dal generale Luciano Portolano.

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La pronuncia dell’Ema

Oggi l’Ema si pronuncerà di nuovo sul vaccino anglosvedese e potrebbe non escludere più, come aveva fatto un paio di settimane fa, un «nesso causale» tra i rari casi di morti per trombosi, in particolare tra gli under 55, e le vaccinazioni. A convincere l’Agenzia europea del farmaco i nuovi dati raccolti che già da ieri sono sotto la lente degli esperti Ue – in arrivo in particolare dalla Germania – che metterebbero sotto accusa l’”eccessiva” risposta anticorpale nei più giovani, che contribuirebbe a provocare trombosi associate a forme di emorragie causate dalla diminuzione di piastrine.

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