AstraZeneca, vaccino e trombosi: per l’ematologo i benefici superano i rischi – Corriere della Sera

ROMA — Che cos’è la trombosi venosa cerebrale?
«Le trombosi riguardano la coagulazione del sangue. Interessano le vene profonde della gamba e dei polmoni, colpiscono in Italia 60 mila persone all’ anno, con un’incidenza di un caso su 1000. Quindi una patologia cardiovascolare comune. Le trombosi venose cerebrali sono invece un fenomeno molto più raro, un caso ogni 1-2 milioni di abitanti. Non c’ è nessun rapporto con ictus e infarto, che sono trombosi delle arterie».

Pier Mannuccio Mannucci, ematologo dell’ ospedale Maggiore, Policlinico di Milano, è uno degli esperti di coagulazione nominati da Aifa per supportare le decisioni dell’ agenzia in questa fase di segnalazione di episodi non ancora spiegati.

C’è un legame tra queste trombosi rare e il vaccino?
«Colpisce il fatto che una forma di trombosi già rara di per sé, segnalata in persone che avevano ricevuto il vaccino, sia associata a emorragie causate dalla diminuzione di piastrine. È una circostanza che in tanti anni non avevo mai osservato. Proprio la diminuzione delle piastrine ha generato il sospetto di un possibile legame con la vaccinazione in Germania, 31 casi su 2,7 milioni. È un fenomeno nuovo da investigare. In Gran Bretagna ci sono stati 30 casi su 18 milioni di vaccinati con AstraZeneca: l’ incidenza delle trombosi rare non è aumentata».

Quanti sono i casi italiani?
«Meno di una decina».

Perché questi eventi possono avvenire dopo giorni dall’ inoculo e non subito?
«I casi italiani di cui mi sono occupato direttamente si sono verificati tra il terzo e il quindicesimo giorno dalla vaccinazione. L’ ipotesi — ma, sottolineo, è soltanto un’ipotesi — è che all’ origine ci sia un meccanismo immunologico. Le piastrine vengono colpite ed eliminate dagli anticorpi prodotti dal vaccino. A questo punto si attivano delle sostanze che stimolano la trombogenesi, vale a dire la formazione di coaguli del sangue che finiscono nelle vene cerebrali e dell’ addome. Il vaccino potrebbe stimolare una reazione immunologica contro antigeni diversi dalla proteina Spike, bersaglio degli anti-Covid».

È d’accordo con la scelta di Olanda, Canada, Francia e Germania di sospendere le vaccinazioni con AstraZeneca sotto i 55- 60 anni?
«È una scelta molto discutibile. Le trombosi venose cerebrali post vaccino sono state osservate anche in persone sopra i 60 anni, non capisco la ragione per cui bisognerebbe prevedere un limite».

Le trombosi rare post vaccino hanno colpito più donne che uomini?
«Il 60% sono donne, ma il numero dei casi è troppo basso per affermare che siano più colpite».

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AstraZeneca, vaccino e trombosi: per l’ematologo i benefici superano i rischi – Corriere della Sera

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