Concorsi nel pubblico impiego, si cambia così: uno scritto e l’orale in video – ilmessaggero.it

Sui concorsi pubblici si cambia marcia. Il governo, su proposta del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha appena approvato una riforma che, dopo anni, cambia il meccanismo di assunzione dei dipendenti pubblici. Una macchina che viene messa in moto alla vigilia di una massiccia campagna di assunzioni nel pubblico impiego. I posti che saranno banditi dalle amministrazioni pubbliche saranno almeno 100 mila l’anno (si veda intervista nella pagina accanto). L’obiettivo dichiarato è quello di accorciare drasticamente i tempi che passano dalla pubblicazione del bando di concorso all’assunzione. Oggi l’attesa può arrivare fino a 4 anni. L’obiettivo è di ridurre questo tempo fino a 3 o 4 mesi. Le norme inserite nel decreto legge 44 prevedono una distinzione nei meccanismi di funzionamento dei concorsi pubblici a seconda che si tratti di concorsi già banditi e per i quali nessuna prova è stata ancora svolta; concorsi non ancora banditi, ma che lo saranno durante il perdurare dell’emergenza sanitaria; e infine una normativa “a regime” per tutte le future selezione. I concorsi banditi e quelli che saranno banditi nell’emergenza sono un numero rilevante.

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La platea

Si tratta in pratica, di 118.897 posti già disponibili nella Pubblica amministrazione e le cui procedure erano state congelate a causa dell’emergenza Covid. 
Circa 91 mila posti riguardano la scuola, 18.014 fanno capo al Dipartimento della Funzione pubblica, di cui 4.536 da bandire, e altri 9.875 già messi a bando da Regioni, Servizio Sanitario nazionale, Comuni, Università, enti pubblici non economici, enti di ricerca e Avvocatura dello Stato. 
Vediamo innanzitutto come funzioneranno i concorsi «nell’emergenza», quelli già banditi e quelli che ancora devono essere banditi.

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I concorsi già banditi

Partiamo dai concorsi già banditi per i quali non è stata sostenuta nessuna prova. Viene previsto che le amministrazioni utilizzino d’ora in poi strumenti informatici e digitali. Potranno inoltre introdurre una fase di valutazione dei titoli legalmente riconosciuti per l’ammissione alle fasi successive.
I titoli e l’eventuale esperienza professionale potranno anche concorrere alla formazione del punteggio finale, previa riapertura del bando e adeguata pubblicità ai concorrenti. Infine, potranno prevedere una sola prova scritta e un’eventuale prova orale, possibile anche in videoconferenza, nonché sedi decentrate per minimizzare la mobilità dei candidati. Le prove saranno svolte in sicurezza, seguendo le indicazioni del nuovo protocollo firmato con il Cts e che tra le altre cose prevede l’obbligo per i candidati e per i componenti delle commissioni di produrre un test negativo effettuato entro le 48 ore precedenti la prova, obbligo di indossare la mascherina FFP2 e una durata massima della prova limitata a un’ora. 

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Quelli da bandire

Questi concorsi dovranno prevedere una sola prova scritta con eventuale prova orale, una fase di valutazione dei titoli legalmente riconosciuti ai fini dell’ammissione alle fasi successive e l’utilizzo degli strumenti informatici e digitali. Si potrà ricorrere a sedi decentrate e all’eventuale videoconferenza per la prova orale. Titoli ed esperienza professionale potranno concorrere alla formazione del punteggio finale.

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A regime

Anche i concorsi per il personale non dirigenziale, a regime, contempleranno una sola prova scritta e una prova orale, una fase di valutazione dei titoli legalmente riconosciuti ai fini dell’ammissione alle fasi successive e l’uso di strumenti informatici e digitali. Si potrà ricorrere sempre a sedi decentrate e alla videoconferenza per la prova orale. Titoli ed esperienza professionale potranno concorrere alla formazione del punteggio finale. 
Da queste nuove modalità sono escluse le magistrature, il personale del comparto sicurezza, quello della carriera prefettizia, avvocati e procuratori dello Stato e, infine, i professori universitari. Le norme si applicano invece alle procedure concorsuali indette dalla Commissione per l’attuazione del progetto di riqualificazione delle Pubbliche amministrazioni (Ripam), come quelle di Roma e della Campania. Con il Campidoglio e il Formez è aperto un confronto per individuare i punti del decreto che consentano l’accelerazione delle prove concorsuali . In palio ci sono 1.512 posti per cui sono arrivate 177.266 candidature. 
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