Coronavirus in Lombardia, Fontana: “Puntiamo alla zona arancione da lunedì. E a giugno la normalità” – La Repubblica

“I dati migliorano, da lunedì potremmo tornare ad essere arancioni. Da fine mese dovrebbero arrivare dal governo regole diverse sulle restrizioni e dal mese di giugno si potrebbe riparlare di riacquistata normalità”. È il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a parlare così, dopo aver visitato in mattinata i centri vaccinali della Bergamasca, da Zogno alla Fiera di Bergamo. Una fiducia che il governatore mostra in vista della cabina di regia prevista per venerdì, quando verranno analizzati i dati lombardi, con l’Rt è sceso a 1 e da giorni i ricoveri stabili. Ieri tredici pazienti sono usciti dalla Terapia intensiva, ma 17 letti in più sono stati occupati nei reparti Covid. A Milano l’indice di contagio è stabilmente sotto l’1.

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E intanto, ufficialmente da oggi, i cittadini lombardi con più di 80 anni, iscritti al portale ma ancora senza appuntamento, possono presentarsi al centro vaccinale più vicino a casa per farsi somministrare la prima dose Pfizer. Ma di fatto già dal weekend, e anche ieri, i primi anziani senza appuntamento hanno cominciato a mettersi in coda. Tra i 28.600 vaccinati lunedì di Pasquetta, gli ospedali milanesi hanno effettuato decine di somministrazioni, preparandosi a un overbooking per i prossimi giorni, fino a domenica 11, quando si spera di aver smaltito la quota di persone rimaste invischiate dei problemi informatici del vecchio portale Aria, ora mandato in pensione, e sostituito con quello di Poste Italiane.

La vicepresidente della Regione Letizia Moratti venerdì scorso aveva dato il via libera per tutti. Il giorno dopo era stata “corretta” dal consulente della campagna Guido Bertolaso, che aveva ristretto l’invito solo a chi era iscritto con Aria, dicendo agli altri di iscriversi con Poste da oggi, per avere il siero dal 12. Il risultato di queste indicazioni contraddittorie, è che ogni Asst fa di testa sua. Il San Gerardo di Monza, riserva due linee vaccinali a partire da stamattina per gli over 80, che siano non convocati o non prenotati. Li vaccineranno tutti all’Ospedale Vecchio (via Solferino 16) dalle 9.30 alle 15.00. Sabato 10 e domenica 11 aprile, invece, gli over 80 non convocati potranno ricevere la prima dose all’Autodromo, presso il Padiglione “Ex Museo” (via Santa Maria alle Selve di Biassono a partire dalle 8.30). “Su indicazione dell’assessore Moratti – si legge nella nota dell’ospedale – verranno aperte due linee vaccinali dedicate esclusivamente a chi non è mai stato convocato, ma anche a chi non ha ancora aderito alla campagna vaccinale”. A Varese invece, largo agli over 80 residenti nel territorio di Asst Sette Laghi, purché abbiano dato la loro adesione attraverso il portale regionale e non abbiano ancora ricevuto la convocazione. Gli hub che li attendono sono a Varese Schiranna e Rancio Valcuvia, dalle 8 alle 20. “Basta portare documento d’identità, tessera sanitaria e l’attestazione della registrazione effettuata sul portale regionale – dicono all’Asst – . Poiché in quelle giornate sono già stati programmati appuntamenti, saranno possibili attese e pertanto si invita alla massima collaborazione”. Pazienza, si sa, i pensionati ne hanno. Arrivano in anticipo, si mettono in coda e attendono.

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Meno pazienza hanno le decine di migliaia fra i 50 mila over 80 che hanno chiesto di essere vaccinati a casa, perché non deambulanti o affetti da patologie. Di questi 24 mila sono nel Milanese. Ma a ieri, ancora nessuno in Regione, sapeva dire quanti sono quelli già vaccinati e quanti sono in attesa. Forse anche perché molti presenti in questi elenchi, si sovrappongono agli elenchi dei pazienti “estremamente vulnerabili”: 366 mila persone di tutte le età, l’iscrizione sul portale di Poste Italiane è partita la settimana scorsa. E per 54 mila di loro si è già concretizzata in una prima dose. Quanti di questi sono over 80? Dagli uffici dell’assessorato al Welfare non riescono ancora a rendere noto un censimento. Intanto, c’è chi colleziona le proteste dei cittadini, come la consigliera regionale Paola Bocci (Pd): “Ho raccolto decine di testimonianze, le ho messe in una lettera indirizzata all’assessora al Welfare Moratti e al dg Pavesi. E ho depositato un’interrogazione a risposta scritta sempre alla vicepresidente Moratti sull’argomento per capire come intendono provvedere”.

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