Covid, scontri davanti alla Camera. I manifestanti lanciano cassa acustica sulla polizia Foto | L’intervista – Corriere della Sera

Spintoni, urla, fumogeni e lancio di oggetti, tra i quali una cassa acustica durante la manifestazione dei commercianti aderenti a #IoApro in piazza Montecitorio martedì pomeriggio. La polizia ha caricato i manifestanti, unpoliziotto è rimasto ferito con un taglio in testa ed è stato portato via con l’ambulanza, mentre una donna ha perso i sensi ed è stata soccorsa sul posto da un medico. Tra i manifestanti, molti senza le mascherine anti-Covid. Al termine della protesta che si è tenuta contemporaneamente in altre città italiane, sono state fermate sette persone. Tra i manifestanti anche un ristoratore che ha emulato lo sciamano dell’assalto alla Casa Bianca negli Stati Uniti due mesi fa.

La rabbia è cresciuta al grido di «buffoni» e «libertà» durante la protesta #IoApro organizzata da sindacati indipendenti per lo più nati un anno fa durante il primo lockdown. Verso le 15,30 alcuni manifestanti hanno incitato la folla a sfondare le transenne mentre altri lanciavano razzi e fumogeni. Le forze dell’ordine con caschi e assetto anti-sommossa hanno risposto con cariche e lacrimogeni, tra il fuggi fuggi della maggior parte dei manifestanti e dei cittadini che si erano affacciati in piazza. «Ci dissociamo dai violenti — ha chiarito Maricetta Tirrito, di Sos Commercio Lazio tra gli organizzatori del sit-in — non è questo il modo di manifestare anche se capiamo la disperazione». Alcuni manifestanti il mese scorso hanno riaperto negozi, bar e ristoranti ricevendo multe anche salate.

A manifestare davanti la Camera dei deputati e la sede del governo si sono radunate martedì mattina per una manifestazione autorizzata circa tremila persone tra negozianti e ristoratori, titolari di partite Iva e piccoli commercianti. Provenienti da tutta Italia, i lavoratori chiedono la riapertura immediata delle attività «per evitare di chiudere per sempre», come scritto sui cartelli esposti. Tra le sigle, Associazione partita via, Mio Italia, Partite iva nazionali (Pin), Lo sport è salute, Associazione Fieristi Italiana (Afi). Il sit-in per alcune ore si è svolto con cori e urla nei megafoni, ma durante l’intervento dal palco del deputato e candidato a sindaco di Roma, Vittorio Sgarbi, la tensione è andata crescendo e alcuni manifestanti hanno tentato di sfondare le transenne a protezione della piazza. La situazione è tornata alla calma dopo circa un’ora e mezza.

«Chi ha fatto sfondamento ha rovinato la manifestazione, — prosegue Tirrito — perché la rabbia va gestita». La sindacalista aggiunge: «Tra chi ha incitato la folla allo sfondamento c’erano alcuni di Casapound e di Carabella (Simone Carabella del Partito Nazionale, ndr). I lavoratori sono disperati ma non delinquenti». La richiesta di Sos Commercio è «di riaprire da domani (7 aprile, ndr) tutti i negozi con i ristoranti a pranzo e cena nel rispetto delle regole anti-Covid con massimo quattro persone a tavola, gel e mascherine». Inoltre «chiediamo la sospensione dei pagamenti di luce, gas e tassa dei rifiuti che in molti comuni non è stata sospesa». E ancora: «I ristori fanno ridere: sono arrivati a meno del 10 per cento del fatturato. Un nostro associato cha denunciato che ha perso 200mila euro e ne ha ricevuti 3mila». Sos Commercio «è stata costituita un anno fa e ha raggiunto mille e duecento tesserati, gli aderenti in totale sono cinquemila»

Nel pomeriggio su Twitter è apparso il post: «#CasaPound in piazza per la protesta #ioapro dei ristoratori @MarsellaLuca dal palco: “Crediamo che sia necessario ribellarsi ai Dpcm che calpestano il diritto al lavoro. Quella di oggi è una protesta sacrosanta. Non staremo a guardare il nostro popolo morire un Dpcm alla volta».

In piazza con il cartello «Zero feste = zero fatturato» Emanuele Marcelli che ha un negozio di pirotecnica e oggetti per feste a Ciampino denuncia: «Non lavoro da un anno, ho due figli di 10 e 12 anni, come facciamo a mangiare?». E aggiunge: «Domani riapro, tanto così chiudo per sempre». Più organizzata è Romina Paludi di “Italexit con Paragone”: «Sono estetista e rappresento con una collega di Milano 8mila lavoratori — afferma Paludi —. Domani apriremo tutti, meglio prendere una multa che chiudere per sempre. Se lavorare non è un diritto, pagare le tasse non sarà più un dovere».

Tra i manifestanti Giulia Murtas che ha una guest house con tre stanze vicino San Pietro, reclama maggiori sostegni: «Senza turisti da un anno ho avuto perdite per almeno 40 mila euro ma i ristori ricevuti sono stati di 4mila, come facciamo?». Il flusso di turisti che nella Capitale nel 2019 è stato di 20 milioni di arrivi con 46 milioni di persone che hanno pernottato, è calato dell’85% nel 2020, secondo i dati di Federalberghi. Si tratta di poco più di 3 milioni di turisti, tra italiani e stranieri arrivati nell’ultimo anno, con 6 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive, che contano circa 20 mila b&b, case vacanze e affittacamere (con più di 5 mila abusivi) e 1.200 alberghi da 3 stelle in su. Di questi ultimi ne sono rimasti aperti solo 100.

6 aprile 2021 | 15:51

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