Diecimila euro in bitcoin a un sicario per sfregiare con l’acido l’ex compagna romana – RomaToday


Ha setacciato il “dark web”, la parte più oscura di internet, per trovare qualcuno disposto a sfregiare e a ridurre sulla sedia a rotelle l’ex fidanzata, una ragazza di Roma completamente ignara di quanto l’ex compagno stava organizzando alle sue spalle e del rischio corso.

L’uomo, un 40enne lombardo di professione informatico in una grande azienda, si trova oggi ai domiciliari con le accuse di atti persecutori aggravati e tentate lesioni personali aggravate dopo che la Squadra Mobile e la Postale di Roma, coordinate dalla procura, sono riuscite a risalire a lui dopo mesi di indagini bloccando l’aggressione.

10.000 euro in bitcoin per fingere una rapina finita male

A far partire l’incheista sono state proprio alcune comunicazioni intercettate nel dark web dallo Scip, il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale: l’informativa segnalava che la polizia tedesca aveva individuato e acquisito alcune conversazioni relative a un grave delitto su commissione, ed è qui che è entrata in gioco anche l’Europol.

La richiesta di un sicario, inviata nell’etere attraverso la rete Tor per renderla anonima e irrintracciabile, era indirizzata a un gruppo denominato “Assassins”, ed era chiarissima: sfregiare con l’acido e ridurre su una sedia a rotelle una donna residente a Roma facendo sembrare l’aggressione una rapina finita male.

In cambio, il mandante prometteva 10mila euro in bitcoin da versare in quattro tranche. Una delle quali, stando ai primi accertamenti, era già stata pagata, a conferma – come specificato anche dal gip che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare – che l’intento del 40enne era chiarissimo: vendicarsi dell’ex compagna che lo aveva lasciato dopo due anni di relazione.

I meandri del “deep web” per trovare un sicario

Una storia dai contorni morbosi, un rancore sordo e profondo, agghiacciante nella sua lucidità. Il 40enne, secondo gli accertamenti condotti dagli investigatori, aveva iniziato le ricerche con uno pseudonimo individuando per primo un intermediario, incaricato di contattare il sicario. A lui aveva fornito tutti i dati necessari per individuare il bersaglio, dall’indirizzo della casa di Monteverde dell’ex compagna al suo profilo Facebook. 

La relazione è durata due anni, la vendetta progettata e maturata per mesi, dal luglio 2020, quando la storia si era interrotta, a febbraio 2021, quando le conversazioni sono state intercettate nei meandri del “deep web”. Che è quella parte di internet di fatto “nascosta” ai più, non raggiungibile tramite i canonici motori di ricerca, luogo in cui è possibile vedere sevizie e torture in diretta e, appunto, trovare un assassino su commissione. Per un esperto informatico come il 40enne, uno strumento mortale a portata di mano e facilmente navigabile con un po’ di pratica e di esperienza.

Davanti alla polizia l’annullamento del “contratto”

L’indagine condotta dalla pm Daniela Cento e coordinata dal procuratore capo Michele Prestipino lascia poco spazio a dubbi sull’obiettivo finale dell’uomo: rovinare la vita della donna che aveva deciso di lasciarlo, costringendola su una sedia a rotelle e sfregiandola servendosi di uno sconosciuto pagato appositamente.

Solo il blitz della polizia ha impedito che potesse accadere la tragedia. Durante la perquisizione, infatti, il 40enne ha acceso il computer e ha contattato sia l’intermediario sia il sicario (ancora senza identità) entrando nella “stanza” utilizzata per comunicare e annullando in diretta il “contratto”, e cioè la richiesta fatta in precedenza di aggredire l’ex compagna.

Un’indagine delicatissima che ha consentito di portare alla luce il primo caso in Italia in cui viene assoldato un sicario per commettere una violenza di genere. Interrogato, l’uomo ha infatti confermato quanto ricostruito dalla sezione Violenze di genere della Mobile attraverso l’analisi dettagliata dela sua vita (reale e virtuale): la gelosia ossessiva, il desiderio di possedere e di punire, l’intento di distruggere. Un uomo altamente pericoloso, secondo il gip che ha firmato l’ordinanza, “una personalità morbosa e ossessionata dalla figura femminile” che inviava all’ex compagna fiori e messaggi nel tentativo di riconquistarla e intanto progettava di sfigurarla e spezzarle la schiena.

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