Arrestato il sindaco centrodestra di Opera: ‘In piena emergenza Covid ha preso mascherine destinate… – Il Fatto Quotidiano

Nei primi mesi della pandemia avrebbe sottratto 2.880 mascherine allora introvabili destinate a una rsa e ad una farmacia comunale per consegnarle a famigliari, dipendenti comunali e amici. E’ una delle accuse per le quali è finito ai domiciliari il sindaco di centrodestra di Opera (Milano) Antonino Nucera, arrestato dai carabinieri insieme alla dirigente dell’ufficio tecnico del Comune e a tre imprenditori edili. I reati contestati sono peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Tra gli illeciti contestati anche l’interramento di rifiuti nel Parco agricolo Sud Milano.

Il senatore M5s Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, su twitter riposta un commento pubblicato sui social da Nucera lo scorso 13 gennaio: il sindaco lamentava che “nel pieno dell’emergenza sanitaria ed economica che stiamo attraversando, mentre dovremmo solo discutere degli strumenti utili a velocizzare il piano vaccinale, siamo invece costretti ad assistere ai giochi di potere delle stanze dei bottoni romane. Mentre loro concordano come spartire le poltrone, noi amministratori, comuni mortali, pensiamo solo a lavorare per le nostre comunità, come abbiamo sempre fatto“.

Nell’ordinanza di oltre 200 pagine firmata dal gip Fabrizio Filice si parla di “mascherine, destinate, nei quantitativi di seguito indicati, alla RSA Anni Azzurri Mirasole di Opera – Frazione Noverasco (forniture da parte della Città Metropolitana di Milano e dalla Protezione Civile) e alla farmacia comunale di Opera, in particolare: 2.380 dispositivi diretti alla RSA; 500 dispositivi facenti parte della fornitura alla farmacia comunale”. Le intercettazioni che hanno fatto emergere il caso delle mascherine erano state però autorizzate per l’indagine sugli appalti.

Stando alle prime risultanze dell’inchiesta avviata nel febbraio 2020 – e coordinata dai procuratori Aggiunti, Alessandra Dolci e Maurizio Romanelli e dai sostituti Silvia Bonardi e Stefano Civardi, e condotta dal Nucleo investigativo dell’Arma – tra febbraio e ottobre 2020, il sindaco “con l’adesione incondizionata della dirigente dell’Ufficio tecnico e l’accondiscendenza di alcuni funzionari e consulenti del Comune”, ha “sistematicamente interferito in alcune procedure di gara bandite, per orientare l’assegnazione di lavori pubblici in favore di imprenditori conniventi, ricevendo da questi ultimi sostanziose utilità. In tale contesto, sono state inoltre documentate gravi condotte delittuose di natura ambientale realizzate dagli stessi imprenditori indagati mediante lo stoccaggio, il riutilizzo e l’interramento – in aree di cantiere nel Comune di Opera e in aree agricole all’interno del Parco Sud di Milano – di circa mille tonnellate di fresato d’asfalto ed altro materiale proveniente dalle lavorazioni stradali e da altri interventi appaltati dai Comuni di Opera, Locate di Triulzi, San Zenone al Lambro, Segrate, Monza, attestando falsamente il regolare recupero dei predetti rifiuti speciali mediante “formulari” falsi ottenuti dai gestori di due centri di smaltimento, questi ultimi indagati a piede libero”.

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