Berlusconi ricoverato. Diventa un’incognita il processo “Ruby ter” – ilGiornale.it

Un’altra campanella d’allarme, a due settimane dallo scompenso che aveva reso necessario il suo ricovero presso il San Raffaele. Martedì sera Silvio Berlusconi ha dovuto venire portato nuovamente nell’ospedale di Milano 2 per una serie di accertamenti decisi dal suo medico curante Alberto Zangrillo. Ieri sera i sanitari hanno deciso che le condizioni dell’84enne leader di Forza Italia non erano tali da dimetterlo nè tantomeno da fargli affrontare la lunga trasferta prevista per oggi in direzione Siena.

Nella città del Palio il Cavaliere è atteso dall’udienza conclusiva del processo che lo vede imputato per corruzione in atti giudiziari nel primo filone del caso «Ruby Ter» arrivato alle battute conclusive. Già nelle scorse udienze Berlusconi, attraverso i suoi legali, aveva fatto sapere ai giudici che intendeva prendere la parola prima che si ritirassero in camera di consiglio, per convincerli – anche sulla base di nuovi elementi – della sua innocenza. Visto che l’ex premier non sarà in grado oggi di essere in aula, il suo legale Federico Cecconi potrebbe chiedere per questo il rinvio dell’udienza. È la seconda volta che i fastidi di salute ostacolano la presenza di Berlusconi al processo senese. Già il 14 gennaio l’udienza conclusiva era saltata a causa del ricovero del Cav in una clinica in Provenza. Poi Berlusconi è tornato in Italia, ma i postumi del Covid (che lo ha colpito in forma aggressiva nel settembre scorso) hanno portato già il 22 marzo ad un breve soggiorno al San Raffaele. E l’altro ieri l’affaticamento è tornato a farsi sentire.

Tutto da vedere cosa accadrà oggi a Siena di fronte al legittimo impedimento di Berlusconi. In questo troncone il leader azzurro è accusato di avere versato 170mila euro a Danilo Mariani, il pianista che per anni ha prestato servizio nella sua villa di Arcore, per indurlo a mentire ai giudici durante il primo processo Ruby. Mariani in aula dichiarò di non avere assistito, durante le feste serali, a nulla di sconveniente: per questo finì anche lui nel lungo elenco di testimoni (tra cui numerose «Olgettine») contro i quali il tribunale chiese alla Procura di indagare per falsa testimonianza. A questa accusa si è aggiunta poi per la maggior parte dei testimoni quella di corruzione giudiziaria, essendo emerso che avevano ricevuto sussidi economici da parte di Berlusconi.

A Siena, dove questo filone è approdato per competenza territoriale, la Procura ha chiesto la condanna di Berlusconi a quattro anni e due mesi e di Mariani a quattro e mezzo. La difesa ha chiesto l’assoluzione con formula piena, spiegando che i rapporti di lavoro e di amicizia tra i due imputati risalgono a molti anni fa e i pagamenti, regolarmente dichiarati, sono iniziati ben prima del caso Ruby.

Con i suoi legali, il Cav aveva insistito a lungo sul desiderio di parlare ai giudici prima della sentenza. Di fronte ai certificati medici che arriveranno in mattinata da Milano, oggi il tribunale potrebbe decidere di emettere la sentenza solo nei confronti di Mariani, separando il processo a Berlusconi e rinviandolo per concluderlo a parte. Ma è chiaro che la sorte riservata a Mariani sarebbe un segnale eloquente – sia in caso di assoluzione che di condanna – di quella che attenderebbe Berlusconi.

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