Colori regioni: tre sperano nella zona arancione (anche la Lombardia) e tre in bilico – QUOTIDIANO.NET

Roma, 8 aprile 2021 – Tornata alla suddivisione dei colori da martedì scorso dopo la zona rossa generale per Pasqua, l’Italia si appresa nuovamente a cambiare la mappa colorata anti Covid. Avverrà domani, come ogni venerdì, quando l’Istituto superiore di sanità avrà reso noto il report settimanale con i dati aggiornati dell’epidemia e dopo la cabina di regia il ministro della Salute, Roberto Speranza, avrà firmato le relative ordinanze. Ma quali regioni potranno cambiare colore? In particolare quali regioni (delle 9 che attualmente sono in zona rossa) potrebbero lasciare – da martedì 13 – la zona più restrittiva ed entrare in quella arancione (fino al 30 aprile non ci saranno, salvo deroghe, zone gialle)? Vediamo cosa potrebbe succedere.

Zona rossa e arancione: ecco le differenze

Tre regioni in pole per l’arancione

Secondo gli ultimi dati disponibili (è chiaro che dovranno trovare conferma nel monitoraggio dell’Iss) ad avere chance di lasciare il lockdown dovrebbero essere Emilia Romagna, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Tutte e tre venerdì scorso avevano un indice Rt puntuale sotto l’1 (qui tutti i dati Rt della settimana scorsa) ma a giustificare la zona rossa è stata l’incidenza settimanale dei casi sopra i 250 ogni 100mila abitanti che fa scattare automaticamente la fascia più restrittiva. Tutte e tre queste regioni presentano un’incidenza dei casi in calo.

Lombardia. L’incidenza sta migliorando: si è passati dai 293 del monitoraggio del 26 marzo ai 269 del 2 aprile e da venerdì scorso il dato è costantemente sotto i 250. Quindi sotto questo profilo nessun problema. Non dovrebbero esserci problemi neppure per l’indice Rt. Resta una criticità evidente: il tasso di occupazione delle terapie intensive ben sopra il limite del 30%.

Emilia Romagna. Fiducioso anche il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: “Non escludo che si possa essere arancioni dalla prossima settimana. I numeri sono confortanti in queste ultime settimane. Oggi l’indice Rt in regione è attorno allo 0,80”. E per quanto riguarda l’incidenza si è passati dal 296 del 2 aprile ai 223 del 7 aprile. Anche per l’Emilia Romagna il dato delle terapie intensive resta preoccupante.

Friuli Venezia Giulia. Confida nel passaggio in zona arancione anche la regione guidata da Massimiliano Fedriga, per la quale vale lo stesso discorso dell’Emilia Romagna: incidenza in calo e Rt che dovrebbe rimanere sotto l’1.

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In bilico Toscana, Puglia e Piemonte

Discorso più complicato quello relativo a Toscana, Piemonte e Puglia

Toscana. L’incidenza è in calo rispetto al dato di venerdì 2 aprile (261): ma sempre vicino alla soglia di 250. In più la curva dei contagi non accenna a scendere e la pressione sugli ospedali è sempre più preoccupante.

Piemonte. Una settimana fa l’Rt era calato sotto 1 ma l’incidenza era alta a 337 e pur calando risulta ancora sopra i 250.

Puglia. Per quanto riguarda la Puglia è sempre l’incidenza a tenere col fiato sospeso visto che l’ultimo dato disponbile parlava di un tasso di 268.

Verso la conferma del rosso

Calabria, Val d’Aosta e Campania dovrebbero veder confermata la zona rossa. Tutte e tre venerdì scorso avevano un Rt soperiore a 1.25, quindi dovranno aspettare 14 giorni prima di poter passare in arancione. E questo indipendentemente dall’incidenza. Il governatore della Calabria, Nino Spirlì, ha del resto firmato un’ordinanza che mette comunque la Calabria in zona rossa fino al 21 aprile. La Val d’Aosta aveva un Rt altissimo a 1.52 e anche un incidenza sopra i 250. L’ultimo dato disponibile è addirittura sopra i 400.

In arancione

Attualmente in arancione sono Veneto, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Liguria, Sicilia e le Province autonome di Trento e Bolzano. Dovrebbero rimanere tali anche se la certezza ci sarà soltanto con i dati aggiornati.

I criteri

E’ giusto chiarire i criteri per l’assegnazione nelle zone visto che la stratificazione dei provvedimenti ha creato parecchia confusione. Per poter passare a una zona meno restrittiva (da rosso ad arancione per esempio) bisogna mantenere i requisiti compatibili con lo scenario migliore per almeno due settimane. Questo però vale solo per l’Rt (sopra l’1.25) e il rischio ma non per l’incidenza dei 250 casi per la quale basta una settimana. Peer questo motivo le regioni che venerdì scorso erano rosse solo per l’automatismo dei 250 casi possono tornare arancioni già questa settimana se l’incidenza cala sotto i 250 e gli altri parametri restano buoni.

C’è anche da sottolineare che le ordinanze di Speranza venerdì scorso hanno stabilito che Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta restino rosse fino al 20 aprile “fatta salva diversa classificazione”. Cosa appunto che può avvenire domani 9 aprile.

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