Recovery Plan, le tre priorità di Draghi: giovani, parità di genere e Sud – Rai News

La conferenza stampa dopo il vertice con gli Enti locali

Sei le missioni: Digitalizzazione, Transizione Ecologica, Infrastrutture, Istruzione e Ricerca, Inclusione e Coesione e Salute. “Bisognerebbe smettere di vaccinare chi ha meno di 60 anni- dice poi il premier in conferenza stampa-. Con che coscienza un giovane salta la lista?”. Sulle riaperture: “Voglio farlo, in sicurezza, a partire dalle scuole”. Speranza? “Ho detto a Salvini che l’ho voluto io, ne ho molta stima”

Bisognrebbe smettere di vaccinare chi ha meno di 60 anni. Inizia così la conferenza stampa del premier Mario Draghi al termine dell’incontro con gli Enti locali sul Recovery plan. Con lui, Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. “Uno può banalizzare e dire: smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani o ragazzi, psicologi di 35 anni. Queste platee di operatori sanitari che si allargano. Con che coscienza la gente salta la lista (per la vaccinazione, ndr), sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?” continua il presidente del Consiglio, rispondendo a una domanda su Astrazeneca e all’ultima indicazione di Aifa, che raccomanda l’utilizzo del vaccino anglo-svedese per chi ha più di 60 anni.

“Va ribadito che questo vaccino,Astazeneca, può coprire la popolazione fragili: le scelte fatte fanno riferimento a eventi trombotici in sede inusuali ma straordinariamente rari: 86 casi su almeno 25 milioni di vaccinati” ha aggiunto Locatelli. “La scelta di raccomandare un uso preferenziale di questo siero, che è comunque approvato oltre i 18 anni, risponde al duplice obiettivo di coprire le popolazioni più fragili e di protegger coloro in cui vi è stata un’incidenza maggiore dell’osservato, cioè sotto i 60 anni, da queste complicanze. Va rimarcato – ha detto ancora Locatelli – che nei soggetti vaccinati con AstraZeneca oltre i 60 anni, il numero di casi osservati è stato addirittura inferiore a quello atteso a indicare l’effetto protettivo delle vaccinazioni anche sul rischio di sviluppo di complicanze trombotiche che connotano l’infezione da coronavirus’.

“La disponibilità di vaccini non è calata, i numeri sono come prima di Pasqua, sta risalendo secondo il trend previsto. Non ho dubbio sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti” ha quindi precisato Draghi, aggiungendo che “la disponibilità di vaccini che abbiamo in aprile permette di vaccinare chi ha più di 80 anni, in tutte le Regioni, e in parte chi ne ha più di 70”.

Il premier ha quindi confermato che l’obiettivo delle 500mila vaccinazioni al giorno sarà rispettato.

Decisioni su fasce di età centrali per le riaperture
“E’ venuto il momento di prendere decisioni” sulle fasce di età per le vaccinazioni. “Questo è al centro delle riaperture. Se riduciamo il rischio di morte nelle classi più esposte al rischio è chiaro che si riapre con più tranquillità” ha detto ancora Draghi.   “La disponibilità dei vaccini c’è e ora tocca al commissario che lavora bene. Il lavoro procede a spron battuto, ora si tratta di fare delle scelte”.

“Ci sarà una direttiva di Figliuolo” sulle vaccinazioni delle persone fragili “e poi vedremo come inserire con i ministri il parametro delle vaccinazioni delle categorie a rischio tra i parametri che si usano per autorizzare le riaperture. Pensate quant’è importante soprattutto per la riapertura delle scuole, soprattutto per quelle dei più grandi: uno dei criteri per chiudere era che tornavano a casa e contagiavano i vecchi, i nonni”.

Sputnik? Vediamo cosa dice Ema, ma capacità limitate
“Lo Sputnik? Vediamo cosa dice l’Ema, poi possiamo fare i contratti ma le capacità produttive sono limitate per un Paese. Se le consegne verranno rispettate l’Italia avrà tutte le dosi necessarie. Bisogna vedere se lo Sputnik si presta ad adattarsi rispetto alle varianti” ha detto il premier.

Assicuro che i contratti saranno fatti meglio
“Le responsabilità” dei disguidi sui vaccini “sono di tante, ad esempio una campagna contrattuale un po’ leggera. Sarà necessaria una copertura vaccinale per i prossimi anni. I vaccini vanno adattati alle varianti, ci saranno nuove gare per l’avvenire. Assicuro che i contratti saranno fatti meglio” ha detto il premier. “Pfizer rispetta i contratti, anzi ha dato dieci milioni di dose in più all’Unione europea”, ha fatto notare.

“Dovremo continuare a vaccinarci” anche negli anni a venire “perché ci saranno delle varianti”.

Riaperture? In sicurezza, ma non c’è una data
“Tutti chiedono le riaperture. E’ normale farlo. La miglior forma di sostegno all’economia sono le riaperture. Sono consapevole del bisogno e della disperazione, delle manifestazioni che ci sono state. Capisco il senso di smarrimento e di alienazione che c’è in questa situazione” ha osservato il premier. “Quanto più procedono celermente le vaccinazioni, tanto più si potrà tornare a riaprire. Parlo delle categorie a rischio”, ha affermato, “occorre il 10% delle categorie a rischio e meno sugli altri”. “Non ho una data. Ci stiamo pensando, ma dipende dall’andamento dei contagi e dalle vaccinazioni per le categorie a rischio”.

“Ho visto Salvini e le Regioni, Anci, poi anche Bersani. C’è un equlibrio. Voglio vedere nelle prossime settimane di riaprire in sicurezza a partire dalle scuole, obiettivo è un mese di presenza”.

“Penso a un piano di riapertura delle fiere e degli eventi: è il miglior messaggio di fiducia al paese. Stiamo guardando al futuro delle prossime settimane, conterà il dato sull’andamento delle vaccinazioni nelle classi a rischio. E’ chiaro che ci sono regioni più avanzate nelle vaccinazioni, molte diversità abbastanza insospettabili. Questo dovrà influenzare le riaperture: per le Regioni che sono molto avanti con fragili e i più vulnerabili sarà più facile riaprire”.

“C’è la volontà del governo di vedere le prossime settimane come riaprire, non chiudere”.

Stagione turistica? Speriamo anche prima di giugno
“La stagione turistica? Manca una data. Garavaglia dice a Giugno. Speriamo, magari anche prima chi lo sa” ha detto il presidente del Consiglio.  “Non diamo per abbandonata la stagione turistica, tutt’altro”.

“Siamo pronti ad accogliere tutti i turisti che abbiano un certificato vaccinale”.

“E’ possibile avere collaborazioni tra Paesi mediterranei: l’Italia ha molto da imparare da Grecia e Spagna. Dobbiamo lavorare subito all’accoglienza dei turisti con il passaporto vaccinale”.

Ho detto a Salvini che ho voluto io Speranza
“Ho detto a Salvini che ho voluto io il ministro Speranza e ne ho grande stima” ha detto il premier, rispondendo a una domanda riguardo l’incontro tenutosi oggi con il leader della Lega.

Dl sostegni, quello bis sarà più grande di quello passato
“Nel Def verrà presentato lo scostamento e poi presenteremo il decreto” ha detto Draghi. La dimensione del decreto? “Sarà più grande di quella passata”, dice il presidente del Consiglio, “conterrà sia sostegni sia misure per far ripartire l’economia”.

Digitalizzazione è priorità del governo
“L’anno trascorso è stato di depressione: la digitalizzazione sarebbe stata la via per fare il possibile nella nostra vita. Questo divario digitale segue anche il divario che c’è nel nostro Paese: penso alla dad che è meglio di niente, ma c’è un divario tra le varie parti d’Italia. Questa è una priorità del governo: figura nelle missione del Pnnr, è trasversale in molti progetti. Molti di questi non si possono fare senza questo passo in avanti nella Pubblica amministrazione. Il lavoro su questo punto è già cominciato”.

Su Golden power sono d’accordo con Giorgetti
Il golden power è uno strumento che il Governo ha per evitare la cessione di asset strategici a, diciamo così, potenze straniere” ha detto Draghi, condividendo la posizione del ministro dello Sviluppo, Giorgetti. “Il golden power va utilizzato quando è necessario e nelle ipotesi previste dalla legge”. Draghi ha ricordato il caso più recente, quando è stata bloccata la vendita di una società italiana di semiconduttori che doveva essere acquistata da una società cinese: “E’ stata bloccata, questi sono gli usi anche di buon senso del golden power”. Draghi ha aggiunto che la carenza di semiconduttori ha costretto molti costruttori di auto a rallentare la produzione lo scorso anno, quindi è diventato un settore strategico”.

Su Alitalia non accetteremo discriminazioni da Ue, Ita deve partire subito
“Non accetteremo discriminazioni” ha spiegato il presidente del Consiglio a proposito della discussione con la Commissione europea sul dossier Ita. “Mi dispiace tantissimo che non si chiami più Alitalia. La considero una cosa di famiglia, un po’ costosa ma è di famiglia”, ha scherzato Draghi, aggiungendo: “Il punto è creare una società nuova che parte immediatamente. Che parta e si regga con le sue ali, questa volta”.

Recovery Plan, lo consegniamo il 30 aprile
“Il 30 aprile lo consegniamo” ha assicurato il presidente del Consiglio, rispondendo a una domanda sui tempi del Recovery Plan e ribadendo il concetto espresso dal ministro dell’Economia, Daniele Franco.

Ci sarà struttura centrale di controllo sulla spesa
Il PNRR prevede “una struttura di controllo specifico sul fatto che i soldi sono stati spesi incoerenza con le norme esistenti. Ne elaboreremo composizione e posizione”. ha spiegato Draghi. “E’ una struttura centrale e rappresenta la unica forma di presenza del Governo nel Pnrr. Il resto poi sta in capo agli enti attuatori secondo le loro competenze”.

Turchia, con i dittatori serve franchezza
“Con questi dittatori, di cui però si ha bisogno, per collaborare uno deve essere franco nell’esprimere la propria diversità di vedute e anche pronto a cooperare per assicurare gli interessi del proprio Paese, bisogna trovare l’equilibrio giusto” ha affermato il premier.

L’incontro con gli Enti locali
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha tre priorità trasversali – ‘Giovani’, ‘Parità di Genere’ e ‘Sud’ – e sei missioni: Digitalizzazione, Transizione Ecologica, Infrastrutture, Istruzione e Ricerca, Inclusione e Coesione e Salute. Lo ha spiegato, a quanto si apprende, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso dell’incontro con gli enti locali.

Per quanto riguarda la digitalizzazione – ha spiegato Draghi nel corso dell’incontro  – puntiamo a una diffusione capillare della fibra ottica su tutto il territorio e in particolare nel Mezzogiorno. Sosteniamo i settori culturali e creativi del Paese, duramente colpiti dalla pandemia. Ad esempio, vogliamo rendere le imprese del settore turistico più competitive, e permettere loro di digitalizzare i propri servizi. Nell’ambito della transizione ecologica, investiamo nella tutela del territorio e delle risorse idriche. In particolare, intendiamo prevenire e contrastare gli effetti del cambiamento climatico sui fenomeni di dissesto idrogeologico e accelerare, in maniera decisa, la ricostruzione nelle aree che hanno subito gravi eventi sismici negli ultimi decenni. Per quanto riguarda le infrastrutture, interveniamo nelle ferrovie, e in particolare nell’alta velocità verso il Sud per merci e passeggeri; e nell’alta velocità che collega il Nord all’Europa. Rafforziamo le linee ferroviarie regionali e i nodi metropolitani, con particolare attenzione all’elettrificazione delle linee meridionali e alla modernizzazione delle stazioni ferroviarie. Il piano per le strade include la manutenzione di numerosi ponti, viadotti e gallerie, ad esempio sulle autostrade A24 e A25 che attraversano l’Italia da Est a Ovest.

Nell’ambito della missione ‘Istruzione e ricerca’ – ha spiegato ancora Draghi – potenziamo l’offerta di asili nido e scuole materne, che sono fondamentali per raggiungere una vera parità di genere. Per i giovani, rilanciamo gli istituti di formazione professionale (Its) e ampliamo l’accesso a sussidi, alloggi e sgravi fiscali per i ragazzi meritevoli in condizioni economiche e sociali difficili. Dobbiamo investire di più in ricerca e sviluppo, e incentivare i privati a fare lo stesso, soprattutto in quei contesti, come il Meridione, dove la domanda di innovazione è ancora carente. Gli interventi per la coesione e l’inclusione vogliono aiutare in particolare donne e giovani a trovare posti di lavoro dignitosi e ben retribuiti. Dobbiamo rafforzare i servizi per l’impiego, investire nell’apprendistato, promuovere la creazione di imprese femminili. Il Governo – ha spiegato il capo del Governo – ha come priorità aiutare le fasce più povere della popolazione, spesso le più esposte alla crisi del Covid-19. Quindi nel piano è presente anche un importante intervento di rigenerazione dell’edilizia residenziale pubblica e sociale. Queste misure, insieme al rafforzamento del ruolo dei servizi sociali nazionali e al recupero delle infrastrutture sportive, sono mirate a intervenire sui fenomeni di emarginazione e degrado sociale e ridurre i divari tra le varie aree del Paese.

Per quanto riguarda la Sanità, il Piano nazionale di ripresa e resilienza rafforza le strutture e i servizi sanitari di prossimità, che hanno dimostrato gravi carenze durante la pandemia. Interveniamo, inoltre – ha assicurato il capo del Governo – per sostituire le tecnologie obsolete negli ospedali, e migliorare i sistemi informativi sanitari.

Gelmini agli enti locali: non possiamo sbagliare, non abbiamo alibi
“Siamo chiamati ad un grande sforzo di progettazione e di attuazione in tempi rapidi di un piano storico.Il Recovery Plan rappresenta un’occasione per realizzare quelle riforme strutturali che il Paese attende da anni. E’ una grande opportunità da cogliere e non possiamo sbagliare, non abbiamo alibi’. Così il ministro degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, nel corso della Conferenza unificata Stato-enti locali. “In questa fase – ha sottolineato Gelmini – è fondamentale un confronto tra istituzioni nazionali, autonomie ed enti locali: Regioni, Comuni e Province. Siamo convinti che per progettare e gestire un piano così importante ci voglia il coinvolgimento fattivo di tutti i livelli istituzionali.Vogliamo colmare un gap che abbiamo ereditato dal passato, vogliamo conoscere le vostre priorità. Su questo- ha evidenziato – c’è grande disponibilità da parte del Governo, e le presenze oggi del premier Draghi e di tanti ministri sono a dimostrarlo”.

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