Vaccini a caregiver, in Puglia verifiche degli ispettori della Regione: “Segnalate diverse scorrettezze” – La Repubblica

Ruotano attorno alla definizione di caregiver le ultime verifiche avviate dal Nirs, il Nucleo di ispettori regionali coordinato dall’avvocato Antonio La Scala, sommerso da una pioggia di segnalazioni sulle presunte irregolarità nelle somministrazioni effettuate a Pasqua e Pasquetta. In quei due giorni le Asl pugliesi hanno aperto i centri vaccinali agli accompagnatori di disabili o persone fragili, ai quali sono state effettuate circa 13mila dosi di Astrazeneca.

Vaccini anti Covid, in Puglia a Pasqua e Pasquetta somministrate 13mila dosi a caregiver

La definizione di accompagnatore è individuata nell’ultimo Piano vaccinale messo a punto dalla Regione a fine marzo ma – stando a quanto è stato segnalato al Nirs – molte delle persone vaccinate nel weekend potrebbero non esserlo. Per la verifica a priori, nei punti vaccinali aperti nelle varie province e per tutti coloro che si sono presentati è stata sufficiente l’autodichiarazione, dando per scontata la loro buona fede.

Le maglie delle circolari regionali, del resto, erano larghe (non era previsto un limite numerico) anche in questo caso, perché la categoria caregiver era collegata al possesso del requisito della legge 104 art.3 comma 3 (cioè disabile in situazione di gravità) posseduto da chi è assistito. Oltre all’assistente-caregiver erano previsti anche familiari conviventi di minori di 16 anni (limite poi esteso anche per tutte le altre fasce di età purché possedessero sempre il requisito della legge 104).

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Se siano state commesse irregolarità è ancora presto per dirlo. Di certo gli ispettori sono al lavoro: “In questa fase ci sono molte segnalazioni di scorrettezze sulla vaccinazione dei conviventi di over 16 estremamente fragili, per vaccinazioni di persone senza alcun diritto” ha spiegato l’avvocato La Scala. Prima degli accompagnatori, era toccato agli “operatori sanitari” finire al centro degli accertamenti, i cui risultati stanno per essere depositati.

“Nella prima fase della vaccinazione, in cui erano previste tre categorie per la distribuzione dei pochi vaccini (operatori sanitari, operatori socio sanitari, ospiti delle Rsa) c’è stato un massiccio abuso della definizione di operatori sanitari e sociosanitari – ha proseguito il coordinatore del Nirs – Al 15 febbraio in Puglia, a fronte di 190 mila somministrazioni di vaccini, circa 135 mila risultavano inoculati ad operatori sanitari e sociosanitari. Un dato esagerato, se si considera il numero degli appartenenti a questa categoria e anche il fatto che molti medici e altri professionisti sanitari non hanno ancora, ad oggi, avuto il vaccino”.

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