Vaccini, timori per AstraZeneca: dalla Calabria alla Lombardia disdette e rifiuti – Il Sole 24 ORE

Le due isole, però, non sono immuni dalla “sindrome” da AstraZeneca, con importanti quote di vaccinandi che rifiutano il vaccino anglo-svedese o non si presentano all’appuntamento per la somministrazione. «La grande incertezza generata dalle posizioni contraddittorie assunte da Ema sui vaccini AstraZeneca sta determinando paure e rifiuti in misura altissima da parte della popolazione, che rischiano di pregiudicare il piano vaccinale – hanno concluso i due governatori – Per questo ribadiamo la nostra totale disponibilità e chiediamo al presidente Draghi di poter acquistare dosi Pfizer, Moderna, J&J o Sputnik anche a nostre spese, pur di raggiungere l’obiettivo di una piena immunizzazione delle nostre isole».

In Lombardia bassa adesione sotto gli 80 anni

La Lombardia corre nella campagna vaccinale o almeno è questa l’intenzione della Regione che anticipa di una settimana le prenotazioni per la fascia 79-75 anni. L’annuncio arriva direttamente dal presidente della Regione, Attilio Fontana, che conferma la somministrazione almeno della prima dose a tutti gli ultraottantenni lombardi entro domenica. Fontana parla di «una media giornaliera di 40mila vaccinazioni, ma siamo pronti a incrementare i numeri appena arriveranno nuove forniture».

La macchina lombarda sembra aver finalmente ingranato la marcia, almeno nella gestione delle prenotazioni, con il passaggio da Aria (messa in mora ufficialmente) a Poste, ma rimangono ancora molti problemi da risolvere. Uno si chiama AstraZeneca: il rincorrersi di notizie ha innescato diverse paure nella popolazione che potrebbero avere riflessi più che negativi sulla campagna.A dimostrarlo, per la Lombardia, è la bassa adesione alla vaccinazione anti Covid per la fascia 69-75 anni, «inferiore alle attese», come chiarito dal dg Welfare Giovanni Pavesi durante l’audizione in Comissione Sanità. «Abbiamo avuto buone risposte nei primi due giorni ma poi è andata calando», ha precisato senza indicare direttamente il siero come causa, ma sottolineando che «chi rifiuta il vaccino perché AstraZeneca» crea un problema. La Regione avrebbe intenzione di mettere in coda chi non vuole il siero anglo-svedese, ma dal Welfare stanno ragionando sul da farsi perché i dati in Lombardia continuano a essere troppo alti: solo nelle ultime 24 ore si sono avuti 2.537 nuovi casi e 130 i decessi su 487 a livello nazionale.

Liguria, corsa a vaccinarsi con Moderna

Regione Liguria punta sui vaccini Pfizer e Moderna rispetto ad AstraZeneca, anche per il maggior quantitativo di vaccini a mRNA virale arrivati in Liguria a causa dell’alta incidenza di over 80 nella popolazione. Lo dicono i numeri diffusi dalla stessa regione: fino a questo momento sono infatti 292.541 le dosi somministrate di Pfizer e Moderna e soltanto 57.924 quelle di AstraZeneca, le cui disdette ieri oscillavano intorno all’1-3%, una percentuale quindi non significativa.

Qualche problema, tuttavia, esiste anche qui. A Genova, sono iniziate mercoledì le vaccinazioni, durate fino alle 2 di notte, all’hub della Torre Msc di San Benigno, ed è stato subito un vero e proprio boom: non tanto per la possibilità di accaparrarsi subito l’agognata dose ma perché a San Benigno viene somministrato il vaccino Moderna. Le prenotazioni si aggirano fra le mille e le 1.500 al giorno. Molti genovesi under 80 hanno quindi disdetto la prenotazione in farmacia o alla Fiera, dove avrebbero effettuato AstraZeneca, per riuscire ad avere un vaccino a mRNA virale.

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