Zona arancione Lombardia, Toscana e Piemonte (Calabria e Puglia in bilico). Solo tre regioni in rosso – ilmessaggero.it

Nell’ultima settimana il numero dei nuovi casi positivi è diminuito del 23,15 per cento. La discesa è finalmente cominciata. L’altopiano che si affronta, dopo avere raggiunto il picco dei contagi, è terminato e ora c’è la discesa. Non solo: anche i ricoveri, sia pure molto lentamente, stanno finalmente facendo registrare una flessione. Una settimana fa negli ospedali italiani c’erano 32.630 pazienti Covid di cui 3.681 in terapia intensiva, oggi sono 32.514, di cui 3.663 in terapia intensiva. Certo, è un calo molto contenuto, ma fino a qualche giorno fa c’era stato un costante aumento e l’inversione di tendenza, di per sé, è importante. Purtroppo, anche ieri ci sono stati 487 morti e la media giornaliera, nell’ultima settimana, è sopra 430.

Lombardia, Piemonte, Emilia e Friuli zona arancione? Campania verso rosso, Lazio non cambia

STRATEGIA
Il dato drammatico dei decessi è anche effetto della strategia scellerata della campagna vaccinale, che non ha ancora protetto la stragrande maggioranza degli over 70, privilegiando i più giovani. Sappiamo anche che il dato dei morti per Covid è l’ultimo a scendere e dunque c’è da sperare che presto ci sarà un’inversione di tendenza. Esistono, però, alcune controindicazioni a un eccesso di ottimismo: ancora, ad esempio, dobbiamo verificare l’effetto della riapertura delle scuole avvenuta dopo Pasqua anche nelle regioni in fascia rossa: non è detto che questo non porti a una ripresa dei contagi ma lo capiremo solo tra due o tre settimane; se è vero che il virus ha smesso di correre alla velocità di prima in quasi tutte le regioni, in Sardegna c’è un incremento dei nuovi casi e questo colpisce, visto che l’isola era stata l’unica parte d’Italia a finire in fascia bianca (di fatto senza limitazioni) perché l’epidemia sembrava sconfitta; infine, tutti i dati andranno confermati nei prossimi giorni: a causa dell’anomalia statistica di Pasqua e Pasquetta, quando è crollato il numero dei tamponi eseguiti, questa riduzione dei contagi deve essere consolidata nel tempo per essere credibile.

Questa mattina la cabina di regia (Ministero della Salute e Istituto superiore di Sanità) pubblicherà il nuovo report con la valutazione regione per regione. L’Rt nazionale la settimana scorsa era a 0,98, già sotto a 1 dunque. Oggi si avvicinerà a 0,90, in discesa. Anche l’incidenza dei nuovi casi sta scendendo e questo farà sì che solo tre regioni, salvo correzioni dell’ultima ora, si troveranno in fascia rossa. Per Valle d’Aosta e Campania è una conferma, mentre, come detto, la Sardegna rischia il livello massimo di chiusure perché l’Rt è ormai sopra a 1,25. Puglia e Calabria sono in bilico e non è scontato che guadagnino l’arancione; è molto più probabile che Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Toscana passino da rosso ad arancione. Fino al 30 aprile, salvo modifiche in corso comunque non escluse dal decreto, nessuna regione può andare in fascia gialla, ma alcune, se valessero le regole precedenti, avrebbero già i numeri per ottenere questa classificazione. Una per tutte il Lazio: dopo una settimana molto difficile, negli ultimi giorni sembra avere superato la fase più delicata e l’Rt è a 0,90. Unico punto debole è una percentuale di riempimento dei posti di terapia intensiva ancora sopra il livello di guardia (secondo la Fondazione Gimbe altre 13 regioni sono nella stessa condizione) ma è anche vero che i ricoveri stanno diminuendo e il sistema sta tenendo.

POTENZIALE
Discorso simile per il Veneto, dove il presidente Luca Zaia avverte che, anche se i numeri sono in miglioramento, sarà necessario fare un ultimo sforzo: «Non esiste più il giallo come classificazione fino a fine mese, ma nelle proiezioni l’Rt è a 0,96 e l’incidenza è di 168,4. Ad ogni modo, aprile lo faremo ancora tutti in trincea. I timori riguardano la pressione ospedaliera soprattutto a Verona e Padova, mentre si segnala una crescita a Treviso». L’Emilia-Romagna è una delle regioni che ha sofferto di più nell’ultima ondata, ma ora sembra che il peggio sia passato. Il presidente Stefano Bonaccini ha ripetuto: «Non escludo che si possa essere arancioni. I numeri sono confortanti. Oggi l’indice Rt in regione è attorno allo 0,80».
 

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