Roma, nuova manifestazione dei ristoratori: ancora tensioni – Sky Tg24

Attimi di tensione oggi al Circo Massimo, a Roma, durante il sit-in “Una volta, per tutti”, al quale prendono parte commercianti arrivati da tutta Italia. Nel corso della protesta, la polizia ha infatti bloccato alcuni manifestanti che avevano lasciato il presidio per tentare di dirigersi in corteo verso Palazzo Chigi. A far desistere il gruppo dal suo intento anche gli altri presenti, che hanno ribadito di “non volere atti di violenza”. Nel pomeriggio previsto un incontro tra una delegazione di cinque persone e il sottosegretario Deborah Bergamini a Largo Chigi.

La manifestazione

Sono alcune centinaia i partecipanti al sit-in organizzato dalle associazioni Roma più bella, Ihn (Italian hospitality network), Tni Italia (Tutela nazionale imprese) e Lupe Roma. I primi ad arrivare sono stati i ristoratori maremmani che hanno appeso a un filo mutande rotte, arancioni e gialle con accanto scritto: “L’Italia a colori ci ha lasciato in mutande ma ora basta”. I partecipanti sono in attesa dei tanti pullman previsti da molte regioni italiane. Per ora sono arrivati dalla Sicilia, da Enna, Piombino e Crema. Presenti anche rappresentanti delle lavanderie industriali, di chef e cuochi che indossano il tradizionale cappello da cucina. C’è anche il movimento artisti italiani proveniente dalla Toscana. I loro slogan, ripetuti ritmicamente, sono “Lavoro, lavoro” e “Riapertura, riapertura”.

Bloccato il traffico sulla A1

Un gruppo di ristoratori, sotto la sigla ‘Tutela Nazionale Imprese’, ha bloccato il traffico invadendo la carreggiata all’altezza dell’austostrada Orte (direzione nord), sulla A1. I manifestanti protestano camminando tra le auto in coda, ferme a causa del sit-in improvvisato. Tra gli slogan urlati: “Libertà contro la dittatura”.

I momenti di tensione

Nessuna marcia, ma un presidio permanente in attesa “di notizie da Palazzo Chigi”. Questa la decisione presa dagli organizzatori della manifestazione dei commercianti a Circo Massimo. Ma non tutti i partecipanti concordano con la linea adottata e vorrebbero raggiungere Palazzo Chigi. Un blando tentativo, subito rientrato, c’è stato da parte di un gruppo di donne che, mani alzate, si è avvicinato al cordone di polizia gridando: “Ci hanno tolto il diritto al lavoro, non ci togliete anche il diritto a manifestare”. Poco prima per cercare di stemperare la tensione una manifestante ha regalato un mazzetto di fiori ai poliziotti. La zona è sorvolata continuamente da un elicottero delle forze dell’ordine.

Le misure di sicurezza

Le forze dell’ordine hanno isolato l’area attorno al Circo Massimo e chiuso le strade intorno a Montecitorio. Bloccate via dei Cerchi e via Petroselli, ma anche corso Rinascimento, via del Corso e via del Tritone in direzione via del Corso per monitorare l’eventuale arrivo di gruppi di manifestanti. Oltre venti pattuglie della polizia locale sono impegnate nei servizi di viabilità e per le chiusure.

Incontro con il sottosegretario Bergamini

Previsto un incontro tra una delegazione di cinque persone e il sottosegretario Deborah Bergamini a Largo Chigi. Lo hanno detto dal palco gli stessi promotori, suscitando anche reazioni negative tra coloro che ritengono più incisiva una ‘marcia’ collettiva fino a Palazzo Chigi. Tensioni si sono verificate tra gli stessi manifestanti per decidere da chi doveva essere composta la delegazione. Alla fine alcuni hanno urlato il loro dissenso sostenendo che “non era rappresentativa e soprattutto non era stata scelta dal popolo”.

Le richieste

Una data certa per la riapertura delle attività, poter lavorare a pranzo e cena e posticipare il coprifuoco a mezzanotte. Sono queste le richieste che la delegazione dei manifestanti del Circo Massimo ha presentato al Governo. “Queste sono le richieste più urgenti che vengono dalla piazza – ha spiegato Roberta Pepi di Roma più Bella che ha partecipato all’ incontro con la sottosegretaria Bergamini – oltre al documento già presentato ieri da Tnt, ma ci è stato spiegato che c’è un problema in più legato al piano vaccinale ovvero eventi di trombosi anche per il vaccino J&J che di fatto rischia di bloccare tutto”. Dopo una lunga discussione hanno deciso di abbandonare il presidio dandosi appuntamento lunedì prossimo a Roma.

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